Lo strappo è compiuto: lo scisma è ufficiale. Con le consacrazioni episcopali celebrate ieri a Écône senza mandato pontificio e contro la volontà del Papa, la Fraternità Sacerdotale San Pio X ha consumato una rottura formale con la comunione della Chiesa cattolica. Lo dichiara il Dicastero per la dottrina della fede nel decreto pubblicato oggi, 2 luglio, con il quale vengono dichiarati scomunicati i vescovi direttamente coinvolti nell’atto e vengono precisate le conseguenze canoniche per l’intera Fraternità. Il documento, firmato dal cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero, afferma che il vescovo Alfonso de Galarreta, consacrando vescovi quattro presbiteri senza mandato pontificio, ha compiuto «un atto di natura scismatica» ed è quindi incorso ipso facto (cioè nel semplice compimento dell'atto) nelle pene previste dal diritto canonico. Con lui sono dichiarati scomunicati Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier, i quattro sacerdoti ordinati vescovi. La stessa pena colpisce anche il vescovo Bernard Fellay, che ha partecipato alla celebrazione come conconsacrante. Il decreto arriva ventiquattr’ore dopo il rito celebrato il 1° luglio nel seminario San Pio X di Écône, in Svizzera, casa storica del lefebvrismo. Alla celebrazione erano presenti anche don Davide Pagliarani, superiore generale della Fraternità, sacerdoti, religiosi, religiose e fedeli.

 

La portata del provvedimento non si ferma ai protagonisti delle consacrazioni. Riprendendo la linea di Ecclesia Dei del 1988 e della Nota del Pontificio Consiglio per i testi legislativi del 1996, il Dicastero applica ora alla Fraternità San Pio X nel suo insieme le conseguenze canoniche dello scisma: i suoi ministri sono dichiarati nello scisma e i fedeli laici che vi aderiscono formalmente sono considerati scismatici e scomunicati. Il riferimento decisivo, appunto, è al motu proprio Ecclesia Dei del 2 luglio 1988, pubblicato da Giovanni Paolo II dopo le consacrazioni episcopali compiute da monsignor Marcel Lefebvre senza mandato pontificio. In quel testo il Papa definiva quell’atto «una disobbedienza al Romano Pontefice in materia gravissima» e affermava che tale disobbedienza, portando con sé «un rifiuto pratico del Primato romano», costituiva «un atto scismatico». Il decreto di oggi è accompagnato da una Nota esplicativa che richiama, appunto, anche il documento del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi del 24 agosto 1996, nel quale si affermava che l’atto del 1988 aveva rappresentato la consumazione di una «progressiva situazione globale d’indole scismatica» e che l’adesione formale al movimento lefebvriano comportava la scomunica prevista dal canone 1364 del Codice di diritto canonico.

 

Che cosa succede adesso? Per i vescovi direttamente coinvolti, la risposta del decreto è netta: de Galarreta, Fellay e i quattro nuovi consacrati sono incorsi nella scomunica latae sententiae, cioè automatica, riservata alla Sede Apostolica. La dichiarazione del Dicastero rende pubblica e giuridicamente accertata la pena.

 Per i sacerdoti della Fraternità, la Nota esplicativa afferma che «i ministri sacri appartenenti alla Fraternità Sacerdotale San Pio X sono nello scisma e devono pertanto essere considerati scismatici», risultando soggetti alla scomunica prevista dal diritto. È il passaggio più rilevante sul piano ecclesiale, perché non si limita a colpire i vescovi ordinanti e ordinati, ma qualifica la condizione canonica dei ministri della Fraternità nel suo insieme. 

Per religiosi e religiose legati alla Fraternità, la conseguenza dipende dalla loro concreta appartenenza e adesione. La Nota di oggi parla esplicitamente di ministri sacri e fedeli laici; nel quadro già delineato da Ecclesia Dei e poi ripreso da Benedetto XVI, le comunità, i religiosi e le religiose legati al movimento lefebvriano erano considerati destinatari del cammino verso la piena comunione. Ora, se tale legame comporta un’adesione formale alla Fraternità nel suo stato di scisma, si applicano le conseguenze indicate dal Dicastero. 

 

Per i fedeli laici, invece, il testo introduce una distinzione importante. Non si parla di una scomunica automatica per chiunque abbia partecipato occasionalmente a una celebrazione della Fraternità. Il Dicastero afferma che sono da ritenersi scismatici e scomunicati «coloro che aderiscono formalmente» alla Fraternità San Pio X secondo le condizioni stabilite dalla Nota del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi del 1996, che il Dicastero dichiara ancora vigente e fa propria. 

Particolarmente delicato è il capitolo sacramentale. La Nota avverte il popolo di Dio che i ministri della Fraternità amministrano illecitamente i sacramenti e aggiunge che il sacramento della penitenza da loro amministrato e il matrimonio da loro assistito sono invalidi.

 

Si tratta di una cesura rispetto alla fase precedente, nella quale papa Francesco aveva concesso ai sacerdoti della Fraternità la facoltà di confessare validamente e lecitamente e aveva autorizzato, a determinate condizioni, la celebrazione valida dei matrimoni dei fedeli legati alla Fraternità. La Santa Sede invita infine i fedeli a rimanere saldi nella comunione con il Romano Pontefice, con i vescovi in comunione con lui e con tutta la Chiesa, e chiede di astenersi dal partecipare alle celebrazioni e alle attività promosse dalla Fraternità San Pio X. Allo stesso tempo, il Dicastero assicura che la Chiesa accoglierà con sollecitudine quanti desiderano tornare alla piena comunione, affidando ai nunzi apostolici il compito di predisporre procedure che gli ordinari potranno utilizzare nei singoli casi.

Con il decreto e la Nota esplicativa pubblicati oggi si chiude così una lunga stagione di tentativi di ricomposizione. Dopo la remissione delle scomuniche decisa da Benedetto XVI nel 2009, la Fraternità era rimasta priva di statuto canonico e i suoi ministri non esercitavano legittimamente alcun ministero nella Chiesa, ma il dialogo con Roma era proseguito. Le consacrazioni di Écône, celebrate senza mandato pontificio, hanno ora cambiato il quadro: per il Dicastero per la Dottrina della Fede non si tratta più soltanto di una situazione irregolare, ma di uno scisma formalmente consumato

 

29 MARZO – ANNUNCIATE LE NUOVE DESIGNAZIONI DEL VESCOVO

Il Vescovo Francesco, provvedendo alla cura pastorale della diocesi e alle necessità delle comunità, ha designato alcuni sacerdoti ad un nuovo servizio che diventerà effettivo con il mese di settembre. I fedeli delle parrocchie interessate ne hanno avuto notizia, perché – a differenza che nel passato – l’annuncio viene dato in domeniche diverse a seconda delle esigenze. Il seguente comunicato della Curia raccoglie e presenta le nomine finora pubbliche.

PARROCI

  • Don Cristian Belotti, di anni 49, attualmente parroco di Solza, sarà parroco di Gorlago.
  • Don Alex Carlessi, di anni 42, attualmente in servizio presso la Diocesi di Roma, sarà parroco di Almenno S. Salvatore.
  • Don Massimo Colombo, di anni 38, attualmente vicerettore della Fraternità Nazareth e collaboratore pastorale di Brusaporto, sarà parroco di Ranica.
  • Don Fabio Fassi, di anni 59, attualmente parroco di Petosino, sarà parroco di Solza.
  • Don Tommaso Frigerio, di anni 49, attualmente vicerettore della comunità di Teologia del Seminario, sarà parroco di Brusaporto.
  • Don Giovanni Locatelli, di anni 55, attualmente parroco di Gorlago, sarà parroco di Leffe.
  • Don Giuseppe Merlini, di anni 58, attualmente parroco di Leffe, sarà parroco di Albino.
  • Don Roberto Mocchi, di anni 58, attualmente parroco di Botta di Sedrina, sarà parroco di Caprino, di Celana e di S. Antonio d’Adda.
  • Don Luca Moro, di anni 56, attualmente parroco di Treviolo, di Albegno e della Roncola di Treviolo, sarà anche parroco di Curnasco.
  • Don Davide Nembrini, di anni 64, attualmente parroco di Curnasco, sarà parroco di Clusone e delle Fiorine.
  • Don Angelo Passera, di anni 68, attualmente parroco di Sovere, di Piazza di Sovere e di Sellere, sarà parroco di Gazzaniga e di Orezzo nell’omonima Unità Pastorale.
  • Don Cristiano Pedrini, di anni 58, attualmente parroco di Tagliuno, sarà parroco di Verdello.
  • Mons. Pasquale Pezzoli, di anni 71, attualmente parroco di S. Caterina e amministratore parrocchiale di S. Francesco, sarà anche parroco di S. Teresa di Lisieux.
  • Don Roberto Plebani, di anni 60, attualmente parroco di Filago, sarà anche parroco di Marne.
  • Don Gianluca Salvi, di anni 61, attualmente parroco di S. Giovanni Bianco, di Fuipiano al Brembo, di S. Gallo e di S. Pietro d’Orzio, sarà anche parroco di Camerata Cornello nell’Unità Pastorale Medio Brembo.
  • Don Angelo Scotti, di anni 46, attualmente parroco di Vilminore, di Vilmaggiore e di Pezzolo, sarà parroco di Tagliuno.
  • Don Francesco Sonzogni, di anni 58, attualmente parroco di Ranica, sarà parroco di Montello.
  • Don Carlo Maria Viscardi, di anni 42, attualmente parroco delle Fiorine, sarà parroco di Sovere, di Piazza di Sovere e di Sellere.
  • Mons. Fabio Zucchelli, di anni 68, attualmente parroco di Dalmine, sarà anche parroco di Brembo di Dalmine.
  • Don Corrado Capitanio, di anni 51, attualmente parroco di Bottanuco, sarà anche amministratore parrocchiale di Cerro.
  • Don Lorenzo Testa, di anni 52, attualmente vicario parrocchiale di Almenno S. Salvatore, sarà amministratore parrocchiale di Petosino.

VICARI PARROCCHIALI

  • Don Gianpaolo Baldi sarà vicario interparrocchiale di Alzano Maggiore, di Alzano Sopra, di Monte Nese, di Nese e di Olera nell’Unità Pastorale “Beato Tommaso Acerbis”, e Cappellano dell’Ospedale di Alzano Lombardo.
  • Don Ivan Giupponi sarà vicario interparrocchiale di S. Giovanni Bianco, di Fuipiano al Brembo, di S. Gallo, di S. Pietro d’Orzio e di Camerata Cornello nell’Unità Pastorale Medio Brembo.
  • Don Attilio Silvio Rossoni sarà vicario interparrocchiale di Clusone e delle Fiorine.
  • Don Matteo Vezzoli sarà vicario interparrocchiale di Castione, di Bratto e di Dorga, nell’Unità Pastorale della Presolana.
  • Don Giuseppe Delprato, attualmente vicario interparrocchiale di Treviolo, di Albegno e di Roncola di Treviolo, lo sarà anche di Curnasco.
  • Don Loran Tomasoni, attualmente vicario parrocchiale di S. Caterina, lo sarà anche di S. Teresa di Lisieux.
  • Don Luca Valoti, attualmente vicario interparrocchiale di S. Giovanni Bianco, di Fuipiano al Brembo, di S. Gallo e di S. Pietro d’Orzio, lo sarà anche di Camerata Cornello.
  • Don Andrea Vecchi, attualmente vicario parrocchiale di S. Caterina, lo sarà anche di S. Teresa di Lisieux.
  • Don Matteo Perico sarà vicario parrocchiale di Stezzano.
  • Don Simone Zappella sarà vicario parrocchiale di Borgo Palazzo.

COLLABORATORI PASTORALI

  • Don Giuseppe Arrigoni sarà collaboratore pastorale di S. Caterina e di S. Teresa di Lisieux.
  • Don Diego Berzi sarà collaboratore pastorale di Abbazia, di Casale, di Dossello, di Fiobbio e di Vall’Alta nell’Unità Pastorale della Valle del Lujo.
  • Mons. Basilio Bonaldi sarà collaboratore pastorale di Serina, di Bagnella, di Cornalba, di Lepreno e di Valpiana, nell’Unità Pastorale della Media Valle Serina.
  • Mons. Giuliano Borlini sarà collaboratore pastorale di Gorno, di Oneta, di Cantoni d’Oneta e di Chignolo d’Oneta, nell’Unità Pastorale della Val del Riso.
  • Don Adriano Bravi sarà collaboratore pastorale di Filago e di Marne.
  • Mons. Lucio Carminati sarà collaboratore pastorale di Dalmine e di Brembo di Dalmine.
  • Don Domenico Locatelli sarà collaboratore pastorale di Scanzo, di Rosciate, di S. Pantaleone, di S. Giovanni nei boschi e di Gavarno Vescovado, nell’Unità Pastorale di Scanzorosciate.
  • Don Giuseppe Locatelli sarà collaboratore pastorale di Sotto il Monte e di Botta di Sotto il Monte.
  • Don Mario Rosa sarà collaboratore pastorale di Calolzio, di Foppenico e di Sala nell’omonima Unità Pastorale.
  • Don Ferdinando Sangalli sarà collaboratore pastorale di Cisano, di S. Gregorio e di Villasola, nell’Unità Pastorale delle Parrocchie in Cisano Bergamasco.
  • Don Paolo Carrara, attualmente collaboratore pastorale di Curnasco, lo sarà anche di Treviolo, di Albegno e di Roncola di Treviolo.
  • Don Massimo Epis, attualmente collaboratore pastorale di Treviolo, di Albegno e di Roncola di Treviolo, lo sarà anche di Curnasco.
  • Don Claudio Forlani, attualmente collaboratore pastorale di Dalmine, lo sarà anche di Brembo di Dalmine.
  • Don Glauco Grazioli, attualmente collaboratore pastorale di S. Caterina, lo sarà anche di S. Teresa di Lisieux.
  • Don Marco Perrucchini, attualmente collaboratore pastorale di Brembo di Dalmine, lo sarà anche di Dalmine.

ALTRI INCARICHI

  • Don Paolo Noris, attualmente Direttore dell’Istituto Sacerdotale S.Alessandro (ISSA) e incaricato dell’accompagnamento dei giovani sacerdoti, sarà anche vicerettore della Fraternità Nazareth.
  • Don Davide Visinoni sarà vicerettore della comunità di Teologia del Seminario.
  • Don Daniele Bravo sarà Cappellano dell’Ospedale di Seriate.
  • Don Michele Chioda sarà Cappellano della RSA Piccinelli.
  • Don Valentino Ferrari sarà missionario a Cuba.
  • Don Simone Pelis sarà missionario in Bolivia.
  • Don Matia Cavagna sarà in servizio presso la Diocesi di Rieti.
  • Don Paolo Capelletti sarà studente a Roma.
  • Don Raffaele Nava sarà residente a Foppolo.
  • Don Luigi Zanoletti è stato designato delegato diocesano per la riorganizzazione gestionale delle RSA di ispirazione cristiana.

 

Leone XIV, il nuovo Papa

È stato eletto Robert Francis Prevost. Ha 69 anni, ed è il primo Pontefice statunitense. È stato nominato cardinale da papa Francesco nel 2023

8 Maggio 2025

Foto AFP/SIR

 

«Annuntio vobis gaudium magnum; habemus Papam: Eminentissimum ac Reverendissimum Dominum, Dominum Robertum Franciscum Sanctae Romanae Ecclesiae Cardinalem Prevost qui sibi nomen imposuit Leonem Deciumun Quartum».

Con queste parole il cardinale protodiacono, Dominique Mamberti, ha annunciato il nome del 267° Pontefice, eletto alle 18.07 al quarto scrutinio durante il 76° Conclave – il più affollato della Chiesa – da 133 cardinali elettori riuniti da ieri pomeriggio in Conclave nella Cappella Sistina.