DOMENICA 25 SETTEMBRE:

26^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

 

 

Tra i santi ricordati oggi: S. Cleofa; S. Anàtalo; S. Sergio di Radonez; B. Marco Cr.

Una scheggia di preghiera:

 

AIUTACI, O SIGNORE, AD ESSERE CONSAPEVOLI DELLA NOSTRA VITA.

 

HANNO DETTO: La carità è come un manto che sa nascondere bene gli errori dei fratelli. (S. Curato d’Ars)

SAGGEZZA POPOLARE: Per chi è affamato, il pane cuoce sempre lentamente. (prov. Afgano)

UN ANEDDOTO: Una volta gli animali fecero una riunione. La volpe chiese allo scoiattolo: "Che cos'è per te Natale?" Lo scoiattolo rispose: "Per me è un bell'albero con tante luci e tanti dolci da sgranocchiare appesi ai rami". La volpe continuò: "Per me naturalmente è un fragrante arrosto d'oca. Se non c'è un bell'arrosto d'oca non c'è Natale". L'orso l'interruppe: "Panettone! Per me Natale è un enorme profumato panettone!". La gazza intervenne: "Io direi gioielli sfavillanti e gingilli luccicanti. Il Natale è una cosa brillante!". Anche il bue volle dire la sua: "E' lo spumante che fa il Natale! Me ne scolerei anche un paio di bottiglie". L'asino prese la parola con foga: "Bue sei impazzito? È il Bambino Gesù la cosa più importante del Natale. Te lo sei dimenticato?" Vergognandosi, il bue abbassò la grossa testa e disse: "Ma questo gli uomini lo sanno?”

PAROLA DI DIO: Am 6,1a.4-7; Sal 145; 1Tm 6,11-16; Lc 16,19-31

 

Vangelo Lc 16,19-31

Dal vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”. Ma Abramo rispose: “Figlio, ricordati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”. E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”». Parola del Signore

 

“C’ERA UN UOMO RICCO… E UN POVERO DI NOME LAZZARO GIACEVA ALLA SUA PORTA”

Il ricco e Lazzaro: da un lato un uomo semplicemente definito "ricco", senza altri attributi, non è neanche un "ricco cattivo". Dall'altra c'è Lazzaro, il cui nome significa: "Dio aiuta". Quest'ultimo non chiede nulla: è presente e basta. Ma tra i due si avverte una distanza invalicabile. Il ricco non riesce neanche ad accorgersi di Lazzaro. Il ricco è talmente preso da sé stesso che non “vede”. Anche oggi ci sono persone che credono di aver pensato a tutto: il benessere e gli interessi assicurano la loro vecchiaia. Hanno enumerato tutte le disgrazie che potrebbero colpire loro, la loro famiglia, i loro beni, hanno coperto tutti questi rischi con non so quante assicurazioni: Eccolo, dunque, questo ricco tranquillo: può vivere senza preoccupazioni e morire senza affanni... o piuttosto senza affanni riguardo a coloro che lascia. Ma, e la sua anima? e l’eternità che sta per aprirsi davanti a lui? e il giudizio di Dio che lo attende?

È vero, aveva dimenticato tutto questo. Ha fatto un calcolo errato. Bene o male ha regolato le cose che sono solo per un tempo e ha trascurato quelle che sono eterne. Ha messo in ordine i rapporti con i suoi simili, ma non si è preoccupato di Dio. Si comporta esattamente come se Dio non esistesse, mentre sa bene che esiste. Se per caso ci riscopriamo in questo tipo di uomo, c’è ancora tempo per riparare a questo tragico errore: basta aprire sul serio occhi e cuore!