DOMENICA 23 FEBBRAIO:

7^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ANNO A

 

Tra i santi ricordati oggi: San Policarpo, vescovo e martire; Santa Romana di Todi.

Una scheggia di preghiera:

 

SIGNORE, AIUTACI A PERDONARE PERCHE' PERDONATI DA TE.

 

HANNO DETTO: A volte l'uomo inciampa nella verità, ma nella maggior parte dei casi, si rialza e continua per la sua strada. (Winston Churchill)

SAGGEZZA POPOLARE: La carità più squisita è la giustizia per tutti.

UN ANEDDOTO: Un torrente correva senza difficoltà tra rocce e montagne. Per quest’acqua fresca e portatrice di vita tutto andava bene. Ma un giorno improvvisamente, si trovò dinanzi a un deserto. Avendo attraversato molti ostacoli credette di poter scorrere bene lo stesso, ma si accorse che entrando nella sabbia le acque scomparivano. Dopo molti sforzi, scoraggiato, credette di non poter continuare il suo corso. Allora una voce si levò dal vento: “Se tu rimani fermo non potrai più attraversare le sabbie e diventerai palude”. “Ma se mi perdo – esclamò il torrente – sarò perduto”. “Al contrario – rispose la voce – se ti perdi diventerai ciò che avevi sognato di essere”. Allora il torrente si abbandonò ai cocenti raggi del sole e le nubi, di cui era formato, furono portate dal vento violento in un altro spazio. E quando ebbe superato il deserto, il torrente ridiscese dal cielo, chiaro e fresco e pieno di energia. Leggenda Sufi

PAROLA DI DIO: Lv 19,1-2.17-18; Sal 102; 1Cor 3,16-23; Mt 5,38-48

 

Vangelo Mt 5,38-48

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Dà a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle. Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste». Parola del Signore

 

“SE UNO TI DÀ UNO SCHIAFFO SULLA GUANCIA DESTRA, TU PORGIGLI ANCHE L’ALTRA”.

Se da una parte ci è facile riconoscere che la “non-violenza” è l’unico modo per vincere odio e guerre, d’altra parte ci viene il dubbio che mettendo in prativa una “non-violenza come quella indicata dal vangelo di oggi si dia al malvagio e al male la possibilità di approfittare e di continuare ancora maggiormente la sua opera. Senza la pretesa di rispondere totalmente a questo interrogativo proviamo sinceramente a chiederci che cosa volesse dirci Gesù quando ci indicava questa strada.

Il cristianesimo, prima di tutto non è accontentarsi di mezze misure.

La vera rivoluzione contro il male non è la lotta diretta contro il male esterno, ma la conversione dal male interno, quello che non ci permette di essere sereni davanti alle cose, quello che non ci permette di vedere nel prossimo un fratello ma solo un nemico.

Il perdono vero non è mai un atto di viltà, un accondiscendere per bonomia ma un costruire in sé stessi e nell’altro una realtà nuova, tant’è vero che quando succederà a Gesù di essere preso a schiaffi Egli non farà seccare la mano del suo persecutore ma con chiarezza gli dirà: “Se ho sbagliato dimostramelo, se no perché mi schiaffeggi?”

Il perdono del fratello è sì una strada difficile ma deve partire da una radice: dal fatto di riconoscere di essere perdonati totalmente a nostra volta senza che potessimo per questo accampare nessun diritto, e il culmine dell’amore di Dio per noi non è forse essere andato sulla croce per noi “mentre eravamo peccatori”?

E, un’ultima osservazione, forse anche solo umana: il ricorso alla forza, alla violenza hanno mai garantito (anche all’interno della Chiesa) una difesa della verità mentre viene offesa la carità?