DOMENICA 9 MAGGIO: 

6^ DOMENICA DI PASQUA ANNO B

 

Tra i santi ricordati oggi: Santa Luminosa di Pavia, San Pacomio il grande, monaco.

Una scheggia di preghiera:

 

DONACI SIGNORE DI REALIZZARE CON GIOIA LA TUA CHIAMATA.

 

HANNO DETTO: Chi le stelle abbandona, vomita terra. (Bertod Brecht)

SAGGEZZA POPOLARE: Chi vuol buona vendetta, in Dio la rimetta.

UN ANEDDOTO: Abraham Lincoln una volta rimproverò un giovane ufficiale che insisteva a litigare con un collega. Gli disse: “Se un uomo è deciso a dare il massimo di sé stesso, non ha tempo da perdere in liti personali, e non può permettersi le eventuali conseguenze, come il perdere la calma e l'autocontrollo. È meglio cedere il passo a un cane che esserne morsicato per questione di principio.

PAROLA DI DIO: At 10,25-26.34-35.44-48; Sal 97; 1Gv 4,7-10; Gv 15,9-17

 

Vangelo Gv 15, 9-17

Dal vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone, ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri». Parola del Signore

 

NON VOI AVETE SCELTO ME, MA IO HO SCELTO VOI E VI HO COSTITUITI PERCHÉ ANDIATE E PORTIATE FRUTTO.

È vero che la missione affidataci da Gesù è una missione importante, è vero che l’autorità di Gesù accompagna la sua Chiesa, è vero che noi entriamo a contatto con il mistero esaltante dei suoi Sacramenti e viviamo nella fede delle sue promesse, ma tutto questo non è per merito nostro. È Gesù stesso che ha scelto per me questa strada mentre per un altro ne ha scelta un’altra. Se Dio mi ha scelto affinché io sia un cristiano buon padre di famiglia, sono onorato e riconoscente per questo dono ma è proprio la riconoscenza che non mi permette di inorgoglirmi e che mi impegna a svolgere bene la mia vocazione. Se il Signore ha voluto o permesso che io fossi suo ministro, questo ruolo non è per l’onore, anche se davvero è un dono grande e impegnativo, ma è per il servizio ai miei fratelli. Quel titolo che spesso lungo i secoli è diventato un blasone e che definisce il papa: “Servo dei servi di Dio”, è un qualcosa che dovrebbe essere proprio di ogni ministro. Se ho un ruolo è per il servizio e non per la gloria. Il Papa, il Vescovo, il prete, il cristiano sono doni meravigliosi che ci dicono quanto Dio ci voglia bene ma non fanno sì che il servo diventi più grande del padrone. Tutte le volte che questo è successo e succede nella Chiesa, la comunità diventa piramide giuridica, l’amore cede il posto alle norme, la gioia perde la sua smagliantezza, il giuridismo tarpa le ali alla fantasia, le strutture prendono il sopravvento sul messaggio, si annuncia sempre di più una chiesa o se stessi e meno Gesù Cristo unico Salvatore e Pastore. Quanto è bello e gioioso invece riconoscere i doni vicendevoli che ci dicono l’amicizia particolare di Cristo per ciascuno e il suo amore per tutto il corpo. Un dono particolare allora non mi mette al di sopra di te, anzi mi impegna ancor di più verso di te perché io possa donarti quanto il Signore mi ha dato e tu nella fraternità e solidarietà mi faccia parte del dono che Egli ha affidato a te.