DOMENICA 16 GIUGNO: 

11^ DOMENICA ORDINARIA ANNO B

 

 

Tra i santi ricordati oggi: Ss. Quirico e Giuditta; S. Aureliano

Una scheggia di preghiera:

VENGA IL TUO REGNO.

HANNO DETTO: La gioia non è nelle cose, è in noi. (Richard Wagner)

SAGGEZZA POPOLARE: Fatti una buona nomea, che poi potrai anche fare lo scassinatore. (Proverbio della Campania)

UN ANEDDOTO: Un ufficiale si sforzava di persuadere Metello a prendere d'assalto una fortezza, asserendo che l'impresa sarebbe costata al massimo una decina di morti. Il generale romano domandò: “E tu vorresti essere uno di questi dieci?”

PAROLA DI DIO: Ez 17,22-24; Sal 91; 2Cor 5,6-10; Mc 4,26-34

 

Vangelo Mc 4,26-34

Dal vangelo secondo Marco.

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga, e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura». Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra». Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa. Parola del Signore

 

“IL REGNO DI DIO È COME UN UOMO CHE GETTA IL SEME IN TERRA; DORMA O VEGLI, DI NOTTE O DI GIORNO, IL SEME GERMOGLIA E CRESCE; COME, EGLI STESSO NON LO SA”

Gesù ha seminato il Regno:     è Lui stesso questo seme; lo ha irrigato nel suo sangue ed ora questo seme cresce secondo i tempi di Dio. Quando un contadino semina è importante che il seme sia buono, che il terreno sia ben preparato, che le stagioni seguano il loro corso. Non è importante che il contadino stia giorno e notte a guardare il seme. Così è anche per noi: fidiamoci di Dio più che di noi stessi. È inutile pensare di essere noi a salvare il mondo, al massimo possiamo essere un tramite. Preghiamo qualche volta così: “Signore, che io almeno non sia un ostacolo alla venuta del tuo Regno”.