DOMENICA 17 SETTEMBRE: 

24^ DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

 

 

Tra i santi ricordati oggi: S. Roberto Bellarmino; S. Colomba; S. Satiro; S. Ildegarda di B.

Una scheggia di preghiera: 

RIMETTI A NOI I NOSTRI DEBITI COME ANCHE NOI LI RIMETTIAMO AI NOSTRI DEBITORI.

 

HANNO DETTO: Se hai peccato e vuoi il perdono, pentiti con sincerità, ma ancor più ama. L'amore va oltre il dolore e copre un cumulo di colpe. (San Pier Crisologo)

SAGGEZZA POPOLARE: A chi non vuol credere poco valgono mille testimoni.

UN ANEDDOTO: Era il compleanno del parroco ed erano arrivati i bambini con i loro regali e biglietti di auguri. Il prete prese il pacchettino dalle mani della piccola Mary e disse: «Ah, vedo che mi hai portato un libro». (Il padre di Mary faceva il libraio). «Sì, come hai fatto a indovinare?» «Il prete sa sempre tutto!» «E tu, Tommy, mi hai portato un maglione», commentò il parroco mentre Tom gli consegnava il suo pacco. (Il padre di Tommy vendeva articoli di maglieria). «Esatto. Come fai a saperlo?» «Ah, il prete sa sempre tutto». E andarono avanti così, finché il parroco sollevò la scatola di Bobby. La carta che l'avvolgeva era bagnata (il padre di Bobby era un commerciante di vini e liquori) e allora il prete disse: «Vedo che mi hai portato una bottiglia di whisky e ne hai versato un po'». «Sbagliato», disse Bobby, «non è whisky». «Allora si tratta di rum». «Sbagliato ancora». Il parroco aveva le dita bagnate. Ne mise uno in bocca, ma non scoprì nulla. «È forse gin?». «No», replicò Bobby. «Ti ho portato un cucciolo!»

PAROLA DI DIO: Sir 27,33 - 28,9; Sal 102; Rm 14,7-9; Mt 18,21-35

 

Vangelo Mt 18,21-35

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello». Parola del Signore

 

“SIGNORE, SE IL MIO FRATELLO COMMETTE COLPE CONTRO DI ME, QUANTE VOLTE DOVRÒ PERDONARGLI? FINO A SETTE VOLTE”

Un padre della Chiesa, Giovanni Climaco oggi ci suggerisce:

Il ricordo delle offese è un veleno per il cuore. Il ricordo delle offese è rimasuglio di collera, odio della giustizia, custodia di peccati, rovina della virtù, veleno del cuore, tarlo della mente, ripugnanza al raccoglimento, paralisi della preghiera, allontanamento dall’amore, chiodo confitto nell’anima.

Chi ha placato la collera ha già soppresso il ricordo delle offese, mentre finché vive la madre resiste il figlio. E per placare la collera è necessario l’amore. La memoria della passione di Gesù guarirà l’anima dai suoi risentimenti, facendola vergognare di sé nel ricordo della pazienza del Signore.