DOMENICA 22 NOVEMBRE:

SOLENNITA’ DI CRISTO RE.

 

Tra i santi ricordati oggi: Santa Cecilia; San Pedro Esqueda Ramirez.

Una scheggia di preghiera:

 

SIGNORE, INSEGNACI OGNI GIORNO AD AMARE.

 

HANNO DETTO: I limiti della scienza sono come quelli dell'orizzonte: più ci si avvicina, e più si allontanano. (M. Necker)

SAGGEZZA POPOLARE: Il libro più grosso è quello dei perché.

UN ANEDDOTO: Durante un culto mattinale di una domenica, una congregazione di 2000 membri fu sorpresa di vedere due uomini entrare, tutti e due coperti di nero dalla testa ai piedi, e armati con delle armi automatiche. Uno di questi uomini disse: «Chiunque è disposto a ricevere una pallottola per Cristo resti dov’è». Immediatamente, i coristi scapparono, i diaconi scomparvero, e la maggior parte della congregazione fuggì. Da quei 2000 ne restarono circa una ventina. L’uomo che parlò si tolse il cappuccio, guardò al predicatore e disse: «Okay Pastore, mi sono sbarazzato di tutti gl’ipocriti. Adesso puoi cominciare il tuo culto. Ti auguro buona giornata!». I due uomini armati si girarono ed uscirono.

PAROLA DI DIO: Ez 34,11-12.15-17; Sal 22; 1Cor 15,20-26.28; Mt 25,31-46

 

Vangelo Mt 25,31-46

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”.  Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna». Parola del Signore

 

“VENITE BENEDETTI DEL PADRE MIO... PERCHÈ HO AVUTO FAME E MI AVETE DATO DA MANGIARE...”.

La festa di Cristo Re che incorona il. cammino dell’anno liturgico ci presenta ancora una volta questo brano di Vangelo che noi intitoliamo “giudizio universale”. È un brano che leggo soventissimo ai funerali e che ci presenta un giudice abbastanza diverso da come abitualmente noi ci immaginiamo. Dio non ha il librone dei peccati e quello delle buone azioni, non c’è una pubblica accusa e un avvocato difensore. Il giudizio non riguarda neppure la piena consapevolezza di aver incontrato o meno Cristo nei poveri. Non c’è neppure l’esame di coscienza sui 10 comandamenti e tanto meno sui codici di diritto canonico, non vengono chieste speciali credenziali di appartenenza, le persone sono in fila come un gregge, non si distinguono né per gradi, né ruoli sostenuti. Conta una cosa sola: come sei riuscito ad amare. E stupisce che non vien neanche chiesto direttamente se hai amato Dio, infatti sembra che consapevolmente o inconsapevolmente l’amore del prossimo sia la stessa cosa. È dunque sull’amore che verremo giudicati, anzi è sull’amore che stiamo costruendo il nostro giudizio.