DOMENICA 15 DICEMBRE:

3^ DOMENICA DI AVVENTO ANNO A

 

Tra i santi ricordati oggi: Cristiana; Sant’Adalbertone.

Una scheggia di preghiera:

 

SIGNORE, NON CI ABBANDONARE NEL MOMENTO DELLA TENTAZIONE.

 

HANNO DETTO: Noi siamo ragazzi e non possiamo giudicare delle cose di Dio: lasciamo dunque fare a Lui. (San Giuseppe Benedetto Cottolengo)

SAGGEZZA POPOLARE: La felicità e l'arcobaleno non si vedono mai sulla propria casa, ma soltanto su quella degli altri. (proverbio Tedesco)

UN ANEDDOTO: S. Teresa era piccina, quando, dopo essersi confessata, porse al sacerdote la sua coroncina per farla benedire. Riferisce: "Era sera; giunta sotto un lampione mi fermai e, traendo di tasca la corona allora benedetta, la girai e rigirai per tutti i versi". Voleva guardare "com'è fatta una corona benedetta". Ingenuità, ma non priva di significato. Amava recitare il Rosario con la cugina Maria durante il passeggio, "contando però sulle dita, per non far vedere la loro devozione al pubblico spesse volte indiscreto". Divenuta carmelitana, una luce particolare le fa comprendere le straordinarie ricchezze di questa preghiera: "Col Rosario dice si può ottenere tutto. Secondo una graziosa immagine, esso è una lunga catena che lega il cielo alla terra; una delle estremità è nelle nostre mani e l'altra in quelle della S. Vergine. Finché il Rosario sarà recitato, Dio non potrà abbandonare il mondo, perché questa preghiera è potente sul suo cuore. Essa è come il fermento che può rigenerare la terra. La dolce Regina del Cielo non può dimenticare i suoi figli che, senza interruzione, ripetono le sue lodi. Il Rosario sale come incenso ai piedi dell'Onnipotente. Maria lo rinvia subito come una benefica rugiada, che viene a rigenerare i cuori. Non c'è preghiera che sia più gradita a Dio del Rosario".

PAROLA DI DIO: Is 35,1-6a.8a.10; Sal 145; Gc 5,7-10; Mt 11,2-11

 

Vangelo Mt 11, 2-11

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. È beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!». Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”. In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui». Parola del Signore

 

SEI TU COLUI CHE DEVE VENIRE O DOBBIAMO ASPETTARE UN ALTRO?”

Noi, quando raccontiamo la storia di qualche santo o presunto tale, raccontiamo solo le cose belle, edificanti, specialmente quelle miracolose e se per caso ci imbattiamo in qualche ombra o in qualche gesto a noi non troppo chiaro e consono, siamo portati a nasconderlo, a metterlo in secondo piano. Non è così nei Vangeli. Gesù fa l'elogio del Battista e dice che non è mai nato nessuno come lui proprio nel momento in cui Giovanni è in prigione, ha dei dubbi, sta per finire ingloriosamente a causa di un re cupido e pauroso. Giovanni ha predicato la venuta di un Messia potente, che vaglierà le persone come il contadino che separa la pula dal grano, che brucerà la pula. Ora lui è in prigione, la sua testa sta per cadere a causa della danza del ventre di una ragazzina viziosa e sente che quel Gesù che lo Spirito gli ha fatto indicare come Messia non mette mano a spade, non lancia fulmini contro i potenti e i cattivi, parla di misericordia e di perdono, annuncia un Dio Padre, ben diverso dal Dio degli eserciti della Bibbia. “Non avrò sbagliato tutto? Non mi sarò ingannato e diventato ingannatore?”. E fa chiedere a Gesù se lui sia proprio il Messia. Grazie Giovanni Battista, Grazie Gesù, Grazie evangelisti perché mi aiutate a capire che tutti i miei dubbi, le paure, non sono un peccato, un qualcosa che mi allontana da Dio, un qualcosa contrario alla santità, ma se utilizzati bene sono il fondamento della fede.