DOMENICA 28 GIUGNO:

13^DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (A)

 

Tra i santi ricordati oggi: Sant’ Ireneo; Santa Ada.

Una scheggia di preghiera:

 

SIGNORE, TU HAI DATO TUTTO PER ME. DONAMI GENEROSITA' NEL RISPONDERTI.

 

Hanno detto: Le ingiurie sono le ragioni di coloro che hanno torto. (Rousseau)

Saggezza popolare: I genitori dicono che il bambino cresce, dimenticando che invece la sua vita si accorcia. (Proverbio Afgano)

Un aneddoto: Il parroco nell'omelia continua ad esaltare la bontà e la grandezza di Dio: “Il Signore ha creato tutte re cose perfette...”. Tra i fedeli vi è uno storpio che, sentendo tali parole, non può fare a meno di alzarsi dal banco e andare ad attaccare il parroco: “Il mio corpo le sembra una perfezione!?”. Il parroco replica: “Lei, come storpio, è perfetto!”. Voler difendere Dio ad ogni costo è fargli un brutto servizio.

Parola di Dio: 2Re 4,8-11.14-16a; Sal 88; Rm 6,3-4.8-11; Mt 10,37-42

 

Vangelo Mt 10, 37-42

Dal vangelo secondo Matteo.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la ricompensa del giusto. E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa». Parola del Signore

 

“CHI AMA IL PADRE O LA MADRE PIÙ DI ME, NON È DEGNO DI ME; CHI AMA IL FIGLIO O LA FIGLIA PIÙ DI ME NON È DEGNO DI ME”. (Mt. 10,37)

È una delle frasi più paradossali e più difficili di Gesù: può il Signore che ha voluto la famiglia, che benedice gli affetti, chiederci di amare Lui, la fede, al punto da passare sopra ai più elementari affetti umani? Ma non è Gesù stesso a mandare gli Apostoli ad annunciare la pace? Non ci parla Lui stesso di amare il prossimo? E il primo prossimo non sono proprio in primo luogo i nostri familiari?

Penso che questa frase di Vangelo voglia da una parte ricordarci che Gesù è estremamente esigente nel confronto di coloro che hanno accolto il suo invito a diventare suoi discepoli. La fede non è uno scherzo, Cristo non può essere messo a confronto, meno ancora condiviso con nessun altro bene. Ma d’altra parte Gesù non è venuto a distruggere i vincoli sacri che legano i membri di una famiglia, tantomeno a mettere i suoi componenti gli uni contro gli altri. Quindi Gesù ci dice: se i due affetti fossero in contrasto devi scegliere decisamente Dio anche se questo comporta la croce, ma proprio perché scegli Dio amerai ancora di più, anche se in maniera diversa, i tuoi familiari.