DOMENICA 22 MAGGIO:

 6^ DOMENICA DI PASQUA ANNO C

 

Tra i santi ricordati oggi: S. Rita da Cascia

Una scheggia di preghiera:

 

VIENI SANTO SPIRITO, VIENI PADRE DEI POVERI.

 

HANNO DETTO: La Madonna era talmente bella che quando si è veduta una volta, non si può fare a meno di desiderare di morire per andare a rivederla. (Bernardette Soubirous)

SAGGEZZA POPOLARE: All'assetato non si ricorda l'acqua santa, ma si offre l'acqua fresca.

UN ANEDDOTO: Quando Padre Damiano, l’apostolo dei lebbrosi, giunse al centro della sua attività missionaria si vide circondato da indigeni ostili o indifferenti dei quali non capiva neppure la lingua. Si fermò dinanzi a quei pagani con certo timore, ma subito si rischiarò in volto perché uno di essi gli era venuto accanto con aria di protezione e quindi si era chinato a tracciare sulla terra con la lancia un grande segno di croce. È il simbolo per cui in ogni terra, sotto ogni cielo, i cristiani si riconoscono.

PAROLA DI DIO: At 15,1-2.22-29; Sal 66; Ap 21,10-14.22-23; Gv 14,23-29

 

Vangelo Gv 14,23-29

Dal vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paraclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate». Parola del Signore

 

“SE UNO MI AMA IL PADRE MIO LO AMERA’ E NOI VERREMO A LUI E PRENDEREMO DIMORA PRESSO DI LUI”.

È difficile immaginaci lo Spirito Santo!

Anche gli scritti del Nuovo Testamento si affidano al “vento” alle “fiammelle”, al “tuono” e così ce lo siamo facilmente dimenticato!

Così pochi conoscono delle preghiere, delle invocazioni dello Spirito. Eppure, lo Spirito è presenza d'amore della Trinità, ultimo dono di Gesù agli apostoli, nominato con rispetto e con titoli straordinari da Gesù: " Vivificatore", "Consolatore", "Colui che ci rammenta tutto di Gesù". Davvero lo Spirito, già ricevuto da ciascuno nel Battesimo, è Colui che ci rende presente qui e ora il Signore Gesù. Siete soli? Avete l'impressione che la vostra vita sia una barca che fa acqua da tutte le parti?

Vi sentite incompresi o feriti?

Invocate lo Spirito che è Consolatore che con-sola, fa compagnia a chi è solo. Ascoltate la Parola e faticate a credere, a fare il salto definitivo?

Invocate lo Spirito che è Vivificatore, rende la vostra fede schietta e vivace come quella dei grandi santi. Fate fatica a iniettare Gesù nelle vene della vostra quotidianità, preferendo tenerlo in uno scaffale bello stirato da tirare fuori alla domenica?

Invocate lo Spirito che ci ricorda ciò che Gesù ha fatto per noi. Così e successo agli apostoli, che hanno dovuto essere abitati dallo Spirito per essere finalmente, definitivamente annunciatori e, allora, solo allora, hanno iniziato a capire, a ricordare col cuore. Ecco allora che le immagini del fuoco, del vento, sono quanto mai azzeccate, e la pagina degli Atti è straordinaria in questo suo esagerato uso di parole che sottolineano lo stupore, la meraviglia, il cuore che scoppia. Abbiamo bisogno, ci è indispensabile invocare lo Spirito perché ci cambi il cuore, ce lo riempia, dia una sveglia alla nostra fede. Ci aiuti Maria ad invocarlo ogni giorno, Colui che l’ha costituita Madre di Gesù, Colui che l’ha accompagnata nel cammino della sua vita, Colui che ancora oggi la rende Madre di ogni uomo desidera fare altrettanto con noi purché sappiamo come Lei accogliere e vivere i suoi doni.

 

DOMENICA 29 MAGGIO:

ASCENSIONE

 

 

Tra i santi ricordati oggi: S. Paolo VI

Una scheggia di preghiera:

 

TU, GESU', SEI NEI CIELI, SULLA TERRA, IN OGNI PERSONA E LUOGO.

 

HANNO DETTO: Nelle lacrime di una mamma, lì c'è il dolore della Vergine». Per veder piangere la Madonna non è necessario far molta strada, né interrogare questi o quelli che hanno veduto alla Salette, a Fatima, a Siracusa... Ogni qualvolta vedo una mamma piangere — ed è un fatto di tutti i giorni — vedo piangere la Madonna. [...] Se non ci fosse questa immensa spaccatura nel cuore della Madonna, come tutto sarebbe piccolo quaggiù e senza porto! E noi saremmo tutti senza mamma. (don Primo Mazzolari)

SAGGEZZA POPOLARE: Che cosa meravigliosa essere veduti e giovare.

UN ANEDDOTO: Mentre Dostoevskij era in Siberia, un suo ammiratore scrisse un poema in suo onore, in cui immaginava che Dostoevskij, trovandosi in mezzo a tanti forzati, fosse sulle prime accolto da costoro con diffidenza, poi invece con grande cordialità, in quanto egli era riuscito a far capire la sua superiorità: a poco a poco, egli diventava il maestro di quella povera gente e finiva per essere adorato da tutti. Quando Dostoevskij uscì dalla Siberia e tornò al proprio. paese, il poeta suo amico ed ammiratore gli lesse la sua composizione e poi gliene domandò il parere. “Caro mio, tu hai indovinato tutto - gli disse Dostoevskij; - solo in una cosa ti sei profondamente sbagliato. Io non sono stato il maestro di quei forzati, sono stato invece il loro umilissimo discepolo.”

PAROLA DI DIO: At 1,1-11; Sal 46; Eb 9,24-28; 10,19-23; Lc 24,46-53

 

Vangelo Lc 24,46-53

Dal vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo gior­no, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall'alto». Poi li condusse fuori verso Betania e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio. Parola del Signore

 

ED ESSI SI PROSTRARONO DAVANTI A LUI; POI TORNARONO A GERUSALEMME CON GRANDE GIOIA”.

Il Vangelo racconta di questo ultimo saluto di Gesù ai suoi prima della sua Ascensione al Cielo. Ci sarà stato anche un momento particolare di saluto per sua Madre?

Il Vangelo non lo racconta ma credo sia lecito pensarlo e mi piace immaginarlo non come un saluto triste tipo lacrime e fazzoletti alla stazione ma un saluto pieno di gioia. Gesù ha compiuto la sua missione, il suo amore è ormai riversato sugli uomini. Il suo andarsene poi non è un abbandonarci, ma un fidarsi di noi e un affidarci il suo messaggio, il cielo ormai non è più molto distante dalla terra. Certo può rimanere la nostalgia del vedere e del toccare, ma anche per questo Gesù ci ha lasciato sé stesso nei sacramenti (i sette e tanti altri). Maria è felice per Gesù, il risorto che più non muore, è felice per gli apostoli che se anche dovranno barcamenarsi in mezzo a difficoltà e prove, ora hanno anche loro lo Spirito Santo, quello stesso Spirito che ha ingenerato il Lei il Figlio di Dio, e Maria è contenta anche per la propria missione di Madre di ogni uomo: l’amore trabocchevole che Dio ha versato nel suo cuore ora può scendere su ogni uomo divenuto figlio suo nel Figlio. Anche per noi la festa dell’ascensione è una festa e non una commemorazione di una partenza e anche se i nostri occhi possono guardare nostalgici il punto del cielo dove Cristo se ne è andato, è la festa della nostra maggiore età: Cristo si fida di noi (e in questo davvero ha il coraggio di Dio!), Cristo ci affida il suo messaggio e ci rende capaci di amare, Cristo rimane con noi attraverso il suo Spirito e ci incoraggia: realizzeremo o deluderemo un così grande amore?

 

 

DOMENICA 5 GIUGNO:

 

PENTECOSTE ANNO C

 

Tra i santi ricordati oggi: S. Bonifacio

Una scheggia di preghiera:

 

LA TUA VIA È LA MIA SALVEZZA.

 

HANNO DETTO: Sono come un viandante stanco, sfinito che giunto al termine del suo cammino stramazza a terra. Io però stramazzo fra le braccia di Dio. (S. Teresa di Lisieux)

SAGGEZZA POPOLARE: I Santi sono delle canaglie di cui Dio si è occupato in modo particolare.

UN ANEDDOTO: Sognai che non ero più. Avendo concluso i miei giorni su questa terra, mi trovavo tra le soffici nubi del cielo. Appena gli occhi si furono abituati alla luce accecante e bianchissima, vidi una lunga fila di persone davanti a me. Me l'aspettavo: tutti in coda, anche in attesa del giudizio! Man mano che avanzavo, cominciai a intravedere una figura barbuta. L'espressione era mite, eppure le rughe che solcavano l'ampia fronte, gli conferivano un aspetto autoritario. Appese alla candida tunica un mazzo di grosse chiavi dorate; in mano reggeva una bilancia. Allora era tutto vero! Per ogni anima che gli si presentava davanti, vidi che annotava qualcosa su una pergamena. In breve, fu quasi il mio turno. Deciso a non farmi cogliere impreparato, ripercorsi la mia vita, da cima a fondo ricordando tutte le colpe commesse, perfino le più insignificanti marachelle compiute da bambino. Toccò a me: timidamente mi avvicinai, mentre il giudice protendeva la bilancia nella mia direzione.

Stavo per cominciare il resoconto dei miei peccati, ma quale enorme sorpresa mi colse, quando lo sentii chiedere: "Figliolo, quanto hai amato?".

PAROLA DI DIO: At 2,1-11; Sal 103; Rm 8,8-17; Gv 14,15-16.23b-26

 

Vangelo Gv 14,15-16. 23-26

Dal vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre. Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paraclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto». Parola del Signore

 

“SE MI AMATE, OSSERVERETE I MIEI COMANDAMENTI”.

Se mi amate... Non dice: se siete bravi, se capite, se vi mostrate intelligenti... e neppure: se siete ubbidienti, se non volete andare all’inferno… Se mi amate... La spinta, la motivazione, lo stile della condotta, non può che essere l’amore per Lui. Gesù nei discorsi di addio, non ci lascia una dottrina, un manuale di istruzioni, e nemmeno un codice di diritto canonico. Se mi amate, posso partire tranquillo. Posso fidarmi di voi. Perché farete cose giuste. Perché farete la sola cosa gradita a Dio.