DOMENICA 3 MARZO: 

3^ DOMENICA DI QUARESIMA ANNO B

 

 

Tra i santi ricordati oggi: Ss. Marino e Asterio; S. Cunegonda

Una scheggia di preghiera: 

 

IL TUO AMORE, SIGNORE, MI LIBERA DA OGNI SCHIAVITU'.

 

HANNO DETTO: Se ci mostriamo riconoscenti per tutto ciò che abbiamo ricevuto da Dio, prepariamo alla grazia un posto più grande del nostro cuore ci rendiamo degni di riceverla con più abbondanza. (San Bernardo)

SAGGEZZA POPOLARE: Colui che mente, ruba anche. (Proverbio Ungherese)

UN ANEDDOTO: La gente gli stava seduta intorno, e gli faceva domande. Le sue risposte erano bellissime. Quando gli altri ebbero esaurito le loro domande ci fu un lungo silenzio. Allora sentii la mia voce domandare: — Cos’è necessario che io sappia? Non rispose, ma mi fissò per qualche minuto. Poi le lacrime cominciarono a bagnargli il viso, e tuttavia pareva felice. Qualcuno mi suggerì: — Fagli un’altra domanda. No — disse lui. Questa è la migliore domanda. Ricordo il giorno in cui feci la medesima domanda al mio maestro, cinquant’anni fa, ed ero da poco entrato a far parte del Monastero. Ti dirò come rispose il mio maestro. Mi disse di rivolgere la stessa domanda a ciascun monaco. E così feci. Poi mi fece meditare per un anno, e riflettere in solitudine sulle risposte che avevo ricevuto. Poi mi fece imbarcare su una nave, per girare il mondo e domandare a tutti quelli che incontravo che cosa, secondo loro, fosse importante conoscere. Impiegai sei anni, e poi altri sei a riflettere in solitudine sulle risposte. Ecco come il mio maestro rispose a quella domanda. Di nuovo ci fu un gran silenzio. — Amico, — insistetti — ti prego, dimmelo tu cos’è necessario che io sappia. — Bene — rispose. — Se vuoi una risposta te la darò: è necessario conoscere Cristo.

PAROLA DI DIO: Es 20,1-17; Sal 18; 1Cor 1,22-25; Gv 2,13-25

 

Vangelo Gv 2,13-25

Dal vangelo secondo Giovanni

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà». Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù. Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli, infatti, conosceva quello che c’è nell’uomo. Parola del Signore

 

ALLORA FECE UNA FRUSTA DI CORDICELLE E SCACCIÒ TUTTI FUORI DEL TEMPIO, CON LE PECORE E I BUOI; GETTÒ A TERRA IL DENARO DEI CAMBIAMONETE E NE ROVESCIÒ I BANCHI, E AI VENDITORI DI COLOMBE

Perché Gesù se la prende così tanto con i cambiamonete e i venditori? Cosa c’è dietro questo gesto così forte del maestro?

Se c’è una cosa che Gesù non può accettare è ridurre la fede a uno scambio tra domanda e offerta, a un mercato del sacro dove si compra e si vende la salvezza. Gesù si arrabbia così tanto perché tutto questo deforma il volto di Dio, lo trasforma in un ragioniere pignolo che pesa sulla sua divina bilancia i meriti, le offerte, i sacrifici e le mortificazioni del popolo. Gesù annuncia un Dio diverso e proclama la sublime bellezza della gratuità e dell’amore che libera dalla schiavitù del merito.

La conversione urgente che tutti dobbiamo vivere in questo tempo di quaresima è esattamente questa: passare dal dio-ragioniere al Vangelo della grazia, dalle catene del merito alla libertà dell’amore. Solo così i nostri sepolcri ammuffiti potranno esplodere e splenderà in noi la bellezza del Risorto.