DOMENICA 23 GIUGNO: 

CORPO E SANGUE DI CRISTO

 

Tra i santi ricordati oggi: San Giuseppe Cafasso; San Lanfranco.

Una scheggia di preghiera: 

 

       SIA LODATO E RINGRAZIATO OGNI MOMENTO, GESU' NEL SANTISSIMO E DIVINISSIMO SACRAMENTO.

 

HANNO DETTO: Dio è tutta la nostra gioia, e in lui la nostra polvere può diventare splendore. (Thomas Merton)

SAGGEZZA POPOLARE: Il libro più grosso è quello dei perché.

UN ANEDDOTO: Un uomo andò da un monaco per ricevere consiglio - Mi è stato detto che per diventare un uomo religioso devo dedicarmi con zelo alla meditazione e alla concentrazione. lo sono un uomo inquieto: come posso riuscire a raggiungere la vera concentrazione? - Adopera sempre con grande circospezione queste tecniche psicologiche lo mise in guardia il monaco. Credere, per esempio, che concentrarsi su sé stessi sia un'attività religiosa, non è poi così giusto. L'auto ripiegamento può diventare egocentrismo e non religione. Ricorda: tutto ciò che ti conduce a Dio è religione; tutto ciò che ti separa da Lui è «il mondo». (Tradizione Islamica)

PAROLA DI DIO: Gen 14,18-20; Sal 109; 1Cor 11,23-26; Lc 9,11b-17

 

Vangelo Lc 9, 11b-17

Dal vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure. Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta». Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C'erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti. Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste. Parola del Signore

 

“TUTTI MANGIARONO A SAZIETÀ”.

È abbastanza facile comprendere come il brano di Luca oltre che raccontarci le moltiplicazioni dei pani vuole parlarci del dono dell’Eucaristia. Gesù infatti prima di tutto dona sé stesso come parola, infatti noi abbiamo bisogno di una parola che sia buona notizia in mezzo alle prove della nostra vita, che ci illumini, ci guidi, ci sostenga. “Beati quelli che hanno fame della Parola di Dio perché saranno saziati”. E ogni volta che noi celebriamo l’Eucaristia, con abbondanza ci viene rivolta la parola di Dio.  Poi Gesù ci parla attraverso i segni. Ci dice san Luca, innanzitutto, che "guariva coloro che avevano bisogno di essere guariti", e poi ci narra il meraviglioso segno della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Gesù Cristo, come amico e fratello dell’uomo, come Signore della vita e della natura, è interessato a guarire le infermità, a saziare la fame naturale degli uomini. Potrebbe essere altrimenti? Ma il suo interesse maggiore sta nel fatto che gli uomini, mediante questi segni, siano capaci di elevarsi fino a Dio Padre, che amorosamente ha cura dei suoi figli, e fino al Regno di Dio, in cui ci sarà pane per tutti e per tutti ci sarà uno stesso ed unico pane. E poi Gesù ci dà sé stesso nel suo pane. Davanti a tutto questo non ci sarebbe da vivere nella meraviglia? Come mai l’Eucaristia tra noi cristiani è così poco compresa? Perché anche persone buone e credenti la frequentano “quando possono”, perché anche certi sacerdoti sembrano più celebranti di un rito che gioiosi portatori e usufruitori di un dono? Forse è perché l’abitudine uccide tutto e la ritualità appiattisce ogni entusiasmo. Con la legge del dovere abbiamo perso il senso del dono. Con il mangiare troppo e scriteriatamente abbiamo perso il gusto del cibo, con la troppa familiarità il mistero e la meraviglia sono diventate banali. Qualcuno a rimedio di tutto questo suggerisce il “digiuno eucaristico” per riappropriarci dei sensi veri dell’Eucaristia. Non credo sia la ricetta migliore quella di far morire di fame per mancanza di cibo chi o è inappetente o non assimila. Suggerisco a voi e a me una cura molto semplice, dedicate dieci minuti prima della Messa (a casa, in chiesa se non è troppo fracassona o se non ci sono troppi rosari a impedire la concentrazione) per farvi alcune semplici domande: “Che cosa vado a fare in Chiesa? Chi incontro? Ho bisogno di ascoltare la Parola di Dio? C’è posto in casa mia per Cristo che vado a ricevere? Fare la Comunione significa cercare quali comunioni nella vita?