***LECTIO DIVINA IN FAMIGLIA

23 FEBBRAIO 2020

7a DOMENICA PER ANNO - A

 

AMARE ANCHE I NEMICI

 
 

Invocazione dello Spirito Santo

 

Vieni, Santo Spirito,

manda a noi dal cielo

un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,

vieni, datore dei doni,

vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,

ospite dolce dell'anima,

dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,

nella calura, riparo,

nel pianto, conforto.

O luce beatissima,

invadi nell'intimo

il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,

nulla è nell'uomo,

nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido,

bagna ciò che è arido,

sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido,

scalda ciò che è gelido,

drizza ciò ch'è sviato.

Dona ai tuoi fedeli 

che solo in te confidano

i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,

dona morte santa, dona gioia eterna.

 

 

INTRODUZIONE ALLA PAROLA DI DIO 

 

ACCOGLIENZA -

Ascolteremo una parte del «Discorso della montagna», per imparare da Gesù come vivere la
giustizia da cristiani. Gesù si richiama al concetto di giustizia allora praticato, la legge del taglione,
dell'occhio per occhio, e invita i suoi discepoli a scavalcarla per giungere alla non-violenza, a
quell'amore fraterno creativo che è capace di trasformare il nemico in amico.

 

PRIMA LETTURA

Ci propone due enunciati fondamentali della legge consegnata da Mosé al suo popolo: il principio
della santità: «Siate santi, perché io, il Signore Dio vostro, sono santo»; e il principio della carità
fraterna: «Amerai il tuo prossimo come te stesso».

 

SALMO RESPONSORIALE -
Il salmista rende omaggio a Dio per la sua bontà e misericordia: egli guarisce e perdona.

 

SECONDA LETTURA -
L'apostolo Paolo richiama al senso della dignità e nobiltà che il cristiano ha conseguito in Cristo: egli
è diventato tempio dello Spirito Santo. Perciò è chiamato a tralasciare le saggezze puramente
umane che sono stoltezza agli occhi di Dio, per vivere in pieno la propria appartenenza a Cristo,
come Cristo appartiene al Padre.

 

VANGELO -
Dai suoi discepoli Cristo esige un amore che reprima l'istinto della vendetta, e che, invece di rendere
male per male, trionfi sul male per mezzo del bene.

 

IN ASCOLTO DELLA PAROLA

 

Prima Lettura  Lv 19, 1-2. 17-18
Ama il prossimo tuo come te stesso.

Dal libro del Levitico
Il Signore parlò a Mosè e disse:
«Parla a tutta la comunità degli Israeliti dicendo loro: “Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo.
Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello; rimprovera apertamente il tuo prossimo, così non ti caricherai di un peccato per lui.
Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore”». 
    
Salmo Responsoriale  Dal Salmo 102
Il Signore è buono e grande nell'amore

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici.

Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci ripaga secondo le nostre colpe.

Quanto dista l’oriente dall’occidente,
così egli allontana da noi le nostre colpe.
Come è tenero un padre verso i figli,
così il Signore è tenero verso quelli che lo temono.  
     
Seconda Lettura  1 Cor 3, 16-23
Tutto è vostro, ma voi siete di Cristo, e Cristo è di Dio.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi.
Nessuno si illuda. Se qualcuno tra voi si crede un sapiente in questo mondo, si faccia stolto per diventare sapiente, perché la sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio. Sta scritto infatti: «Egli fa cadere i sapienti per mezzo della loro astuzia». E ancora: «Il Signore sa che i progetti dei sapienti sono vani».
Quindi nessuno ponga il suo vanto negli uomini, perché tutto è vostro: Paolo, Apollo, Cefa, il mondo, la vita, la morte, il presente, il futuro: tutto è vostro! Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio.

Canto al Vangelo   1Gv 2, 5
Alleluia, alleluia.
Chi osserva la parola di Gesù Cristo,
in lui l’amore di Dio è veramente perfetto.
Alleluia.
   

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Vangelo   Mt 5, 38-48
Amate i vostri nemici.

Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.
Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

 
 
PER LA MEDITAZIONE
 

«Siate dunque perfetti come il Padre vostro celeste». Le parole con le quali si conclude il
Vangelo; sono un ordine di Gesù rivolto non a qualcuno soltanto, ma a tutti. Per capirle bene occorre
però capire prima di quale perfezione parla Gesù.
Certamente non ci chiede una perfezione morale: noi uomini - e anche noi cristiani - siamo
e saremo sempre dei peccatori, delle persone che si portano dentro delle radici malate, delle fragilità,
delle inclinazioni cattive. Mentre Dio tutto questo non lo ha. In questo senso non potremo mai essere
perfetti come il Padre.
Ma prima di questa frase, continuando il discorso già cominciato l'altra domenica, Gesù
anche oggi paragona un comandamento antico con una legge nuova e ci mostra due atteggiamenti
che occorre superare per essere veramente suoi discepoli.
Il primo atteggiamento è quello, a noi tanto naturale, dell'"occhio per occhio e dente per
dente": tu mi hai fatto questo e io ti faccio quest'altro; o, se si tratta di delitti, ci pensi la legge a fartela
pagare in proporzione al male che hai fatto. Insomma o ci vendichiamo personalmente o lasciamo
questo compito alla giustizia umana, che tante volte vorremmo vedere applicata con spirito
vendicativo.
Di fronte a certi delitti particolarmente efferati, chi di noi non ha sentito dentro di sé un moto
di rivolta, un desiderio di vendetta? È il nostro innato senso di giustizia che ci porta a reagire così,
anche per cose molto meno gravi, come può essere una prepotenza, un'offesa, un sopruso.
Il secondo atteggiamento, anche questo per noi tanto naturale, è quello di amare chi ci ama
e rifiutare chi ci odia o ci è antipatico. Amare i familiari, gli amici, i compagni e non salutare il vicino di
casa maleducato, il collega di lavoro che ci fa le scarpe, il conoscente che sparla di noi, il parente
con il quale abbiamo qualche conflitto di interessi, l'extra comunitario insistente...
E potrei continuare, ma lascio che ognuno per sé faccia un bello, sincero, onesto esame di
coscienza che lo porti a riconoscere che quell'"amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico"
rappresenta il nostro modo normale di vivere e di rapportarci agli altri.
Questi due atteggiamenti corrispondevano addirittura a due insegnamenti della legge di
Mosè. "Ma io vi dico". Ed ecco allora la controproposta di Gesù, quella che ci renderà perfetti
perché ci farà agire come agisce con noi il Padre celeste: non opporsi al malvagio, porgere l'altra
guancia, fare più di quello che ci viene imposto con la prepotenza, dare a chi ci chiede qualcosa,
amare anche i nemici e pregare per i persecutori.
Attenti che Gesù non sta dicendo cosa deve fare uno stato, ma come dobbiamo regolarci
noi nei nostri rapporti con il prossimo.
E cosa ci propone: la pecoraggine? il lasciar correre? lo starcene buoni mentre i cattivi fanno
il male? No, Gesù ci propone di reagire sì al male, ma con la forza disarmata e invincibile del bene,
dell'amore, del perdono.
E non diciamo che questo non serve, che così non si risolve niente. Non è vero.
L'esperienza ci insegna che rispondere a uno schiaffo con un pugno, a un'offesa con un insulto e
così via, non fa che accumulare altro odio, altra violenza; solo con il perdono e l'amore si spezza
questo cerchio malefico.
Facciamo come fa il Padre celeste, che ogni mattina fa sorgere il sole e manda la pioggia su
tutti, buoni e cattivi; che ogni giorno ci ridona la sua amicizia, ci dà un'altra occasione, ci dice: «Su,
riprovaci; io ho fiducia in te, so che puoi farcela, con il mio aiuto, ad essere più buono in famiglia, più
solerte nel lavoro, più onesto negli affari, più innamorato di me.
E se a tua volta questo lo farai con te stesso e con gli altri, allora sarai perfetto perché
regola della tua vita sarà diventato l'amore, quell'amore che io sono e che voglio che tu sia».

 

PER LA PREGHIERA

 

Ora sappiamo che la carità fraterna e l'amore ai nemici dev'essere il distintivo di chi si pone al
seguito di Cristo. Nella PREGHIERA ci rivolgiamo al Signore chiedendogli che ci aiuti a
vincere l'egoismo, e ci insegni ad amare con cuore sincero.

 

Preghiamo insieme e diciamo: Insegnaci, Padre, a vivere nel tuo amore.

 

I Preghiamo per la Chiesa. I cristiani hanno ricevuto l'invito esplicito dal Signore: «Siate perfetti
come è perfetto il vostro Padre celeste». Affinché si impegnino a vivere in questa solenne e
stimolante prospettiva, costruendo la civiltà deII'amore, preghiamo.

 

2 Per le nazioni della terra. La storia dell'umanità è piena di episodi di odio, intolleranza, vendetta e
distruzione. Perché i popoli imparino a risolvere le loro controversie nella giustizia e nel confronto
sereno, senza ricorrere alle false soluzioni delle armi e della guerra, preghiamo.

 

3 Per le famiglie. Perché i genitori sappiano superare le chiusure dell'egoismo e educare i figli alla
comprensione, al dialogo e alla solidarietà, preghiamo.

 

4 Per la nostra comunità. Perché sappiamo perdonare, comprendere, portare i pesi gli uni degli altri,
e donare a tutti il calore della nostra carità, preghiamo.

 

PADRE NOSTRO

 

SIGNORE DIO ONNIPOTENTE, da te proviene tutto ciò che è buono. Infondi nel nostro cuore
la tua grazia, perché sappiamo amare con cuore aperto e generoso. Per Cristo nostro Signore.
Amen.