RIFLESSIONE SULLA PAROLA DI DIO

PER LA SETTIMANA

17 GENNAIO  2021

 

2a DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

 

LA CHIAMATA DEL SIGNORE

 

Invocazione dello Spirito Santo

 

Vieni, Santo Spirito,

manda a noi dal cielo

un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,

vieni, datore dei doni,

vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,

ospite dolce dell'anima,

dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,

nella calura, riparo,

nel pianto, conforto.

O luce beatissima,

invadi nell'intimo

il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,

nulla è nell'uomo,

nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido,

bagna ciò che è arido,

sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido,

scalda ciò che è gelido,

drizza ciò ch'è sviato.

Dona ai tuoi fedeli 

che solo in te confidano

i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,

dona morte santa, dona gioia eterna.

 

 

INTRODUZIONE ALLA PAROLA DI DIO 

 

ACCOGLIENZA

Le letture di questa domenica hanno in comune il tema della «chiamata». Samuele, i primi discepoli di Gesù, i battezzati, membra di Cristo, sono tutti dei chiamati: Dio li chiama tutti e ciascuno ad assumersi il rischio della fede e del servizio.

Ognuno di noi è un «chiamato da Dio». Sapremo noi rendere libero il nostro cuore, per rispondere come Samuele: «Parla, Signore, il tuo servo ascolta», oppure per lasciare tutto come i primi discepoli: «Venite e vedrete»?

 

PRIMA LETTURA – 1Samuele 3,3-10.19

La chiamata di Samuele: uno dei più delicati racconti della Bibbia. Dio chiama il ragazzo ad essere il suo profeta: senza esitare, Samuele accetta questo incarico terribile: «Parla, Signore, il tuo servo ascolta».

 

SALMO RESPONSORIALE – Salmo 39

Tutta la tradizione cristiana mette questo salmo sulle labbra di Cristo, il quale con la sua umile sottomissione di amore si sostituisce ai sacrifici dell'antica legge. Siamo capaci anche noi di donare, per amore, il nostro cuore e la nostra vita?

 

SECONDA LETTURA – Corinti 6,13-15.17-20

San Paolo esorta vivamente i cristiani di Corinto a fuggire l'impurità, per salvaguardare la dignità del corpo, tempio dello Spirito Santo.

 

VANGELO – Giovanni 1,35-42

Il vangelo racconta come Andrea, Simone suo fratello, e Giovanni, tutti e tre umili pescatori del lago di Tiberiade, incontrarono Cristo per la prima volta, e come, invitati a seguirlo, abbandonarono tutto per rispondere alla sua chiamata.

 

 

LA PAROLA

 

Prima Lettura  1 Sam 3, 3b-10. 19

Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta.
 
Dal primo libro di Samuèle

In quei giorni, Samuèle dormiva nel tempio del Signore, dove si trovava l'arca di Dio.
Allora il Signore chiamò: «Samuèle!» ed egli rispose: «Eccomi», poi corse da Eli e gli disse: «Mi hai chiamato, eccomi!». Egli rispose: «Non ti ho chiamato, torna a dormire!». Tornò e si mise a dormire.
Ma il Signore chiamò di nuovo: «Samuèle!»; Samuèle si alzò e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Ma quello rispose di nuovo: «Non ti ho chiamato, figlio mio, torna a dormire!». In realtà Samuèle fino allora non aveva ancora conosciuto il Signore, né gli era stata ancora rivelata la parola del Signore.
Il Signore tornò a chiamare: «Samuèle!» per la terza volta; questi si alzò nuovamente e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Allora Eli comprese che il Signore chiamava il giovane. Eli disse a Samuèle: «Vattene a dormire e, se ti chiamerà, dirai: "Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta"». Samuèle andò a dormire al suo posto.
Venne il Signore, stette accanto a lui e lo chiamò come le altre volte: Samuèle, Samuèle!». Samuèle rispose subito: «Parla, perché il tuo servo ti ascolta».
Samuèle crebbe e il Signore fu con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole.

    

Salmo Responsoriale  Dal Salmo 39
Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.

    

Ho sperato, ho sperato nel Signore,
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido.
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
una lode al nostro Dio.

Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo».

«Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo».

Ho annunciato la tua giustizia
nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai.  

     

Seconda Lettura  1 Cor 6, 13c-15, 17-20

I vostri corpi sono membra di Cristo. 
 
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, il corpo non è per l'impurità, ma per il Signo­re, e il Signore è per il corpo. Dio, che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza.
Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito. State lontani dall'impurità! Qualsiasi peccato l'uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà all'impu­rità, pecca contro il proprio corpo.
Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo, che è in voi? Lo avete ricevuto da Dio e voi non appartenete a voi stessi. Infatti siete stati comprati a caro prezzo: glorificate dunque Dio nel vostro corpo! 

  

Canto al Vangelo  Gv 1,41.17b

Alleluia, alleluia.

«Abbiamo trovato il Messia»:
la grazia e la verità vennero per mezzo di lui.

Alleluia.

   

   

Vangelo  Gv 1,35-42

Videro dove dimorava e rimasero con lui.
 
Dal vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l'agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.
Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbi - che, tradotto, significa maestro -, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui: erano circa le quattro del pomeriggio.
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» - che si traduce Cristo - e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa», che significa Pietro.

 

 

PER LA MEDITAZIONE        

 

   

         Con questa domenica entriamo nel tempo cosiddetto "ordinario", che non vuol dire, sia ben chiaro, un tempo di secondo ordine, un tempo di serie B. Significa solo che è il tempo liturgico in cui, a differenza dell'Avvento-Natale e Quaresima-Pasqua che celebrano i misteri della nostra salvezza, e cioè incarnazione, passione, morte e risurrezione, ci si mette al seguito di Gesù per ascoltarlo, guardarlo e imparare da lui.

         È lui il Maestro, è lui che è venuto ad annunciare il Regno di Dio, a rivelarci il volto e il cuore del Padre, a dirci come possiamo e dobbiamo camminare per rendere operante, per noi e per il mondo, quella salvezza che egli ci ha acquistato.

         Allora comprendiamo bene come si tratti di un tempo importantissimo, da far fruttare fino in fondo, perché è qui che si gioca la nostra vita presente e futura.

         Dopo aver contemplato il Dio fatto Bambino e prima di contemplarlo morto per noi sulla croce e glorioso nella risurrezione, è necessario mettersi bene in testa che tutto questo non ci servirebbe a niente se non calassimo nella nostra vita gli insegnamenti di Gesù, con una fede vigile e sincera, con un fare coerente con questa fede.

         La fede, scrive san Giacomo, senza le opere è morta. Ricordiamocelo quando siamo tentati di vivere alla buona, come fanno tutti, in giornate piene di peccati di omissione, perché non è peccato solo fare il male, ma anche non fare il bene che possiamo e dobbiamo fare. Ce ne confessiamo qualche volta?

         Le letture di questa domenica sono le più adatte per iniziare questo tempo di grazia, perché ci parlano di vocazione, cioè di chiamata.

         Diciamo la verità: non è vero che quando si parla di "vocazione" istintivamente vi viene fatto di pensare che quella ce l'hanno i preti e le suore e che la cosa vi riguarda fino a un certo punto?

         Ed è un grosso sbaglio, uno sbaglio direi tragico, perché induce a mettere la vita intera fuori dell'ottica di una chiamata del Signore: siccome non sono né prete né suora, la vita me la costruisco come mi pare.

         E invece no, ogni vita è una chiamata di Dio. Non esistevamo e lui ci ha chiamati all'esistenza; eravamo per nascita lontani dalla sua grazia e ci ha chiamati a diventare figli suoi con il battesimo; eravamo soli e ci ha fatto incontrare il compagno o la compagna con la quale, attraverso il sacramento del matrimonio, abbiamo condiviso gioie e dolori (e se abbiamo sbagliato persona, non ne diamo la colpa a Dio, per piacere). Arriverà anche il momento della morte e sarà non solo una sorte ineluttabile, ma l'ultima chiamata del Signore per andare a goderlo in paradiso.

         Allora la prima lettura ci dice alcune cose molto importanti per la nostra vita:

         1) il piccolo Samuele viveva nel santuario.

Noi, pur facendo la nostra vita di tutti i giorni, non dobbiamo staccarci da quel Gesù che ci accompagna per la strada e ci attende nel tabernacolo;

         2) dobbiamo essere attenti alla voce di Dio che ci parla attraverso i tanti avvenimenti della nostra vita e cercare di capire, magari con l'aiuto di qualcuno, che cosa vuole da noi;

         3) quando abbiamo capito, dobbiamo, come Samuele, rispondere: "Parla, Signore, che il tuo servo ti ascolta" ed essere pronti ad obbedire.

                  Anche dal Vangelo dobbiamo cogliere alcune domande vitali per noi, alle quali occorre dare risposta.

         1) Giovanni Battista indica Gesù ai suoi discepoli. La Parola di Dio annunciata nella Chiesa, ci mostra Gesù.

E noi cosa facciamo?

         2) Andrea e Giovanni lasciano la sicurezza del loro stare con il Battista e si mettono dietro a quello sconosciuto che passa. E noi sappiamo rimetterci sempre in discussione per ricominciare a seguire Gesù?

         3) Dopo aver trascorso del tempo con Gesù, Andrea incontra suo fratello e subito gli annuncia di aver trovato il Messia e lo conduce dal Signore.

E noi cosa facciamo quando usciamo di chiesa, dopo aver celebrato l'eucaristia e aver ricevuto Gesù? Sentiamo il bisogno di dire ad altri la gioia di aver trovato il senso, lo scopo, la ragione della nostra vita?

 

PER LA PREGHIERA

 

Con grande libertà e fiducia nella potenza del suo amore presentiamo ora le nostre preghiere al Padre, datore di ogni bene.

 

Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, Signore.

 

1. Per la Chiesa perché come il Battista sappia sempre indicare agli uomini in ricerca e in attesa Gesù e mai se stessa.  PREGHIAMO

 

2. Per il Papa, il nostro Vescovo, i sacerdoti perché celebrando e distribuendo l'Eucaristia aprano le porte a Cristo, unica speranza del mondo.  PREGHIAMO

 

3. Perché sappiamo udire la voce del Signore che ci parla nei fratelli più poveri e sofferenti, ascoltarlo con fede umile e seguirlo con pronta obbedienza e sincero amore. PREGHIAMO

 

4. Per la nostra comunità cristiana, perché sappia diventare trasparenza di Dio e segno visibile della sua invisibile presenza tra noi.

 

PADRE NOSTRO

 

Riuniti nel tuo nome, Signore, noi affidiamo a te il nostro cuore e tu donaci quanto con umile fede ti abbiamo chiesto. Per Cristo nostro Signore. Amen.