RIFLESSIONE SULLA PAROLA DI DIO

PER LA SETTIMANA

28 GIUGNO 2020

 

13a DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

 

SAPER ACCOGLIERE

 

Invocazione dello Spirito Santo

 

Vieni, Santo Spirito,

manda a noi dal cielo

un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,

vieni, datore dei doni,

vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,

ospite dolce dell'anima,

dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,

nella calura, riparo,

nel pianto, conforto.

O luce beatissima,

invadi nell'intimo

il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,

nulla è nell'uomo,

nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido,

bagna ciò che è arido,

sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido,

scalda ciò che è gelido,

drizza ciò ch'è sviato.

Dona ai tuoi fedeli 

che solo in te confidano

i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,

dona morte santa, dona gioia eterna.

 

 

INTRODUZIONE ALLA PAROLA DI DIO 

 

ACCOGLIENZA -

Oggi ascoltiamo l'ultima parte del discorso apostolico di Gesù, in cui ricorda agli apostoli e a noi:

- che dobbiamo collocare Dio al centro dell'esistenza,

- dobbiamo vivere in atteggiamento di dono,

- e praticare verso gli altri l'accoglienza e l'ospitalità.

Domandiamo al Signore perdono perché non sempre è questo il nostro stile di vita.

 

PRIMA LETTURA –

Spiega con un esempio concreto il dovere dell'ospitalità cordiale. Il profeta Eliseo, sempre in giro per compiere la sua missione di annuncio, trovava abituale accoglienza presso una famiglia nella città di Sunem. Volle sdebitarsi di quell'ospitalità generosa, e annunciò ai suoi ospiti, in nome del Signore, la nascita tanto attesa di un figlio.

 

SALMO RESPONSORIALE

Anche se l'uomo lo rifiuta, l'amore di Dio non si smentisce mai. Veglia senza posa su di noi, prende le nostre difese, ci colma dei suoi benefici.

 

SECONDA LETTURA

L'apostolo Paolo ricorda ai cristiani la situazione nuova in cui vengono a trovarsi i discepoli del Signore: con il Battesimo passano - come Cristo - attraverso la morte per giungere alla pienezza di vita nella risurrezione.

 

VANGELO

Seguire Cristo è molto impegnativo. Cristo stesso ci dice quali ne sono gli obblighi: amare lui sopra ogni cosa, rinunciare alla propria vita, riconoscerlo ed accoglierlo nella persona degli altri, specialmente dei più miseri.

 

 

IN ASCOLTO DELLA PAROLA

 

Prima Lettura  2 Re 4,8-11.14-16a
Costui è un uomo di Dio, un santo; rimanga qui.

Dal secondo libro del Re.
Un giorno Eliseo passava per Sunem, ove c'era una donna facoltosa, che l'invitò con insistenza a tavola. In seguito, tutte le volte che passava, si fermava a mangiare da lei. Essa disse al marito: «Io so che è un uomo di Dio, un santo, colui che passa sempre da noi. Prepariamogli una piccola camera al piano di sopra, in muratura, mettiamoci un letto, un tavolo, una sedia e una lampada, sì che, venendo da noi, vi si possa ritirare». 
Recatosi egli un giorno là, si ritirò nella camera e vi si coricò. 
Eliseo chiese a Giezi suo servo: «Che cosa si può fare per questa donna?». Il servo disse: «Purtroppo essa non ha figli e suo marito è vecchio». Eliseo disse: «Chiamala!». La chiamò; essa si fermò sulla porta. Allora disse: «L'anno prossimo, in questa stessa stagione, tu terrai in braccio un figlio».
 
Salmo Responsoriale  Dal Salmo 88
Canterò per sempre la tua misericordia.

Canterò senza fine le grazie del Signore, 
con la mia bocca annunzierò la tua fedeltà nei secoli, 
perché hai detto: «La mia grazia rimane per sempre» ; 
la tua fedeltà è fondata nei cieli. 

Beato il popolo che ti sa acclamare 
e cammina, o Signore, alla luce del tuo volto: 
esulta tutto il giorno nel tuo nome, 
nella tua giustizia trova la sua gloria. 

Perché tu sei il vanto della sua forza 
e con il tuo favore innalzi la nostra potenza. 
Perché del Signore è il nostro scudo, 
il nostro re, del Santo d'Israele. 

Seconda Lettura   Rm 6, 3-4. 8-11
Per mezzo del battesimo siamo stati sepolti insieme a Cristo nella morte,
perché possiamo camminare in una vita nuova. 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte. Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. 
Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui. 
Per quanto riguarda la sua morte, egli morì al peccato una volta per tutte; ora invece per il fatto che egli vive, vive per Dio. 
Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù. 
 
Canto al Vangelo  1 Pt 2,9
Alleluia, alleluia.
Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa;
proclamate le grandezze di Dio, che vi ha chiamato 
dalle tenebre all'ammirabile sua luce.
Alleluia.
   

   
Vangelo   Mt 10, 37-42
Chi non prende la sua croce e non mi segue non è degno di me.
Chi accoglie voi, accoglie me.

Dal vangelo secondo Matteo.
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. 
Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà. 
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. 
Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la ricompensa del giusto. 
E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».

 
PER LA MEDITAZIONE
 

         Oggi Gesù intende mettere alla prova gli apostoli, vuole mandarli in missione ad annunciare il Vangelo. E come preparazione immediata spiega come devono comportarsi. È appunto il «Discorso apostolico, o missionario» su cui riflettiamo anche oggi.

            Viene da domandarci: Matteo, come ha costruito questo discorso? Era uno dei Dodici; ma aveva con sé un registratore? Magari l'avesse avuto. Ecco, la cosa è un po' più complicata. Gli studiosi la spiegano così. Nella Chiesa primitiva, sorta dopo la Pentecoste, c'erano persone che avevano conosciuto il Signore, lo avevano incontrato e ascoltato. E ricordavano. Pare di sentirli, ognuno con i suoi ricordi: «Una volta il Signore disse così e cosà». Erano ricordi preziosi, ma c'era il rischio che con la morte di questi testimoni finissero nel dimenticatoio, o venissero storpiati. Allora si cominciò a scrivere quei ricordi. Nacquero dei libretti, le raccolte dei loghia (come si chiamavano in greco), cioè dei detti di Gesù. Nessuna di queste raccolte è giunta fino a noi, ma gli evangelisti le ebbero in mano e le usarono, e magari aggiungendo i loro ricordi personali, e altre testimonianze dirette, scrissero i Vangeli. Il Discorso della montagna e il Discorso apostolico sono nati così, con tanti detti di Gesù.

         I detti che abbiamo udito oggi riguardano temi importanti. Vediamoli.

         1. Anzitutto Gesù richiama i discepoli al primato assoluto di Dio. «Chi ama il padre e la madre più di me, non è degno di me». Dio collocato al primo posto. Questo vale nei confronti di tutti: padre, madre, figli, figlie, marito, moglie, gli amici...

* Vale anche per i bambini piccoli, che vogliono un bene immenso alla loro mamma? Sì. Un giorno capiranno che la mamma è il più grande dono che essi hanno ricevuto dal Signore. E noi adulti dobbiamo orientarli fin da piccoli verso Dio.

E la cosa è giusta: se ci pensiamo bene, è nel Signore che noi troviamo la capacità di amare i nostri cari. Perciò l'egoista tende a sbarazzarsi di Dio.

         2. Poi Gesù richiama i discepoli al coraggio di affrontare le prove: «Chi non prende la sua croce e non mi segue...».

Il vero discepolo del Signore prende l'esempio da Gesù combattuto, calunniato, processato, condannato, messo a morte.

         3. Più ancora, Gesù invita a fare dono della propria esistenza. Propone di perdere la vita per causa del Signore, come unico modo per ritrovarla. Fare dono della vita a Dio, ai fratelli.

È una richiesta troppo forte? Improponibile? Ma quanti fanno questo dono! Senza pensarci troppo, con generosità e spontaneità:

- non solo missionari, suore negli ospedali;

- ma anche mamme e papà, per i figli;

- tanti figli accanto ai genitori anziani o malati;

- volontari nel terzo mondo, persone che si dedicano a cause disinteressate.

            4. La disponibilità al dono di sé agli altri, secondo Gesù, porta tra l'altro all'ospitalità, all'accoglienza. Gesù valorizza anche il gesto più semplice, il dare «anche solo un bicchiere di acqua fresca» per amor suo.

            Le parole del Signore che abbiamo udito, hanno una carica esplosiva, che non va disinnescata per favorire una vita comoda, sazia, appagata.

         Egli ci propone una scala di valori in cui Dio occupa il primo posto, e gli altri sono amati in Dio. Con un amore di donazione, di accoglienza, di servizio.

         Chiediamo al Signore che ci aiuti: a capire, e a vivere.

 

PER LA PREGHIERA

 

Chiediamo al Signore che ci insegni a vivere come suoi veri discepoli, capaci di annunciare e testimoniare le verità che abbiamo appreso.

Preghiamo insieme e diciamo: ascoltaci o Signore.

 

1. Preghiamo per la Chiesa, comunità dei discepoli del Signore. Perché il suo stile di vita sia agli occhi del mondo un esempio di amore verso Dio, e di carità e solidarietà verso tutti gli uomini, preghiamo.

 

2. Preghiamo per il Papa, i vescovi, i sacerdoti, i catechisti, e coloro che nella Chiesa annunciano il Vangelo del Signore. Perché siano compenetrati dalla verità di Cristo, capaci di contagiare gli altri con la loro parola e con l'esempio della vita, preghiamo.

 

3. Per i cristiani sparsi nel mondo. Perché sentano nel profondo del cuore il bisogno di «diventare ciò che sono», cioè autentici cristiani, imparando a incarnare sempre meglio le verità della fede che Gesù ha portato all'umanità, preghiamo.

 

4. Per la nostra comunità parrocchiale. Ci sono fra noi tanti piccoli che attendono di essere iniziati alla vita sacramentale, ci sono i lontani e i distratti che si comportano come se il Signore non ci fosse, ci sono persone irretite nel peccato che non riescono a liberarsi dal male. Perché la nostra comunità sappia prendersi cura di loro con una proposta di fede credibile e convincente, preghiamo.

 

PADRE NOSTRO

 

O DIO NOSTRO  PADRE,  rendici  capaci  di  un comportamento esemplare per quanti ci vivono accanto, in modo che possiamo dirci ed essere veramente fratelli in Cristo, e figli tuoi. Per Cristo nostro Signore. Amen.