RIFLESSIONE SULLA PAROLA DI DIO

PER LA SETTIMANA

24 OTTOBRE

 

30a DOMENICA PER ANNO B

 

CRISTO LUCE DI VITA

 

Invocazione dello Spirito Santo

 

Vieni, Santo Spirito,

manda a noi dal cielo

un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,

vieni, datore dei doni,

vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,

ospite dolce dell'anima,

dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,

nella calura, riparo,

nel pianto, conforto.

O luce beatissima,

invadi nell'intimo

il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,

nulla è nell'uomo,

nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido,

bagna ciò che è arido,

sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido,

scalda ciò che è gelido,

drizza ciò ch'è sviato.

Dona ai tuoi fedeli 

che solo in te confidano

i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,

dona morte santa, dona gioia eterna.

 

 

INTRODUZIONE ALLA PAROLA DI DIO

 


ACCOGLIENZA –

Marco ci racconta nel vangelo la guarigione del cieco di Gerico. Questo miracolo dev’essere per noi più che un racconto: esso ha valore di simbolo. Anche noi, purtroppo, siamo dei ciechi fin dalla nascita. Quante verità essenziali ci sfuggono, e senza di esse è impossibile camminare sulla via della vita eterna. Ma Cristo è qui che si offre a guarire i nostri occhi. Basta che noi, come il cieco di Gerico, abbiamo il coraggio di gridare verso di lui: Figlio di David, abbi pietà.

 

PRIMA LETTURA (Ger 31,7-9) –

Una delle ore più oscure della storia di Israele: l’esilio in Mesopotamia. Ma Geremia non dubita della salvezza degli esiliati. Dio ama il suo popolo: lo libererà egli stesso dalla schiavitù e lo ricondurrà nella patria ritrovata.

 

SALMO (Sal 125) –

Come il Signore ha ricondotto gli esiliati alla loro patria, egli realizzerà anche per noi uguali meraviglie: ci strapperà dal peccato, dalla sofferenza e dalla morte. Pieni di fiducia, ripetiamo anche noi il canto degli esiliati.

 

SECONDA LETTURA (Eb 5,1-6) –

Dopo aver definito ciò che è il sacerdote, l’autore dell’epistola dimostra come Cristo lo sia in modo eminente, realizzando alla perfezione tutte le qualità del vero sacerdote.

 

VANGELO (Mc. 10,46-52) –

Marco ci racconta la guarigione di un cieco di nome Bartimeo. La scena si svolge a Gerico, poco tempo prima dell’andata di Gesù a Gerusalemme, dove sarà arrestato e messo a morte.

 

LA PAROLA

 

Prima Lettura   Ger 31, 7-9
Riporterò tra le consolazioni il cieco e lo zoppo.

Dal libro del profeta Geremia
Così dice il Signore:
«Innalzate canti di gioia per Giacobbe,
esultate per la prima delle nazioni,
fate udire la vostra lode e dite:
"Il Signore ha salvato il suo popolo, il resto d'Israele".
Ecco, li riconduco dalla terra del settentrione
e li raduno dalle estremità della terra;
fra loro sono il cieco e lo zoppo,
la donna incinta e la partoriente:
ritorneranno qui in gran folla.
Erano partiti nel pianto,
io li riporterò tra le consolazioni;
li ricondurrò a fiumi ricchi d'acqua
per una strada dritta in cui non inciamperanno,
perché io sono un padre per Israele,
Èfraim è il mio primogenito».

Salmo Responsoriale    Dal Salmo 125
Grandi cose ha fatto il Signore per noi.

Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia.

Allora si diceva tra le genti:
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi:
eravamo pieni di gioia.

Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia.

Nell'andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni. 

Seconda Lettura   Eb 5, 1-6
Tu sei sacerdote per sempre, secondo l'ordine di Melchìsedek.

Dalla lettera agli Ebrei
Ogni sommo sacerdote è scelto fra gli uomini e per gli uomini viene costituito tale nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati.
Egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell'ignoranza e nell'errore, essendo anche lui rivestito di debolezza. A causa di questa egli deve offrire sacrifici per i peccati anche per se stesso, come fa per il popolo.
Nessuno attribuisce a se stesso questo onore, se non chi è chiamato da Dio, come Aronne. Nello stesso modo Cristo non attribuì a se stesso la gloria di sommo sacerdote, ma colui che gli disse: «Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato», gliela conferì come è detto in un altro passo: «Tu sei sacerdote per sempre, secondo l'ordine di Melchìsedek». 

Canto al Vangelo   Gv 8,12 
Alleluia, alleluia.
Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte
e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo.
Alleluia.


Vangelo   Mc 10, 46-52
Rabbunì, che io veda di nuovo!

Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me! ».
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va', la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

 

PER LA MEDITAZIONE         

   

           

         Gesù ridona la vista al cieco perché trova in lui la fede: "Va', la tua fede ti ha salvato".

         A che gli sarebbe servito recuperare la vista degli occhi se la sua anima fosse rimasta cieca alla luce di Dio? Avrebbe continuato a non vederci, perché si vede bene solo col cuore.

         Ne abbiamo fatto tutti l'esperienza: solo l'amore ci permette di vedere al di là delle apparenze. E la fede è frutto dell'amore.

         Cos'è la fede per noi?

         È l'essenziale per essere cristiani, perché è avere dentro il cuore una incrollabile certezza: Cristo è il mio Salvatore, Cristo è il Salvatore del mondo. Mi ama ed io lo amo.

         La fede non consiste soltanto nel pregare, nell'andare a Messa la domenica, ma nell'accettare nella nostra vita la presenza di uno che può cambiarla: appunto Gesù, il Figlio di Dio. Pertanto aver fede vuol dire avere in noi lo Spirito di Gesù, avere i suoi pensieri, i suoi sentimenti, anche quando non è facile.

         Invece spesso pensiamo come il mondo, la nostra vita è tutto un groviglio di egoismi e interessi personali, mentre il vero cristiano tenta di riprodurre in sé lo stile di vita di Cristo e lo spirito del Vangelo.

         La fede è sì un dono fatto a tutti con il Battesimo, dono però da riscoprire ogni giorno, da far crescere dentro di noi per poter rispondere a Dio che ce l'ha donata con amore.

         Solo con la fede è possibile riconoscere Cristo.

         Ma credere non è sempre facile, soprattutto quando siamo circondati da tanti che dicono di non credere più e non sembrano farsene un problema; quando riscontriamo tanti rigurgiti di violenza e di odio, quando non siamo contenti di noi stessi e della nostra vita perché non c'è più gioia, non più amore...

         Ma Dio in Gesù è sempre presente sulla nostra strada: occorre scoprirlo! Lui è vicino nonostante tutte le sventure che ci sono nel mondo.

Per questo vogliamo oggi chiedergli di ravvivare in noi il suo dono, dicendogli: Signore, aumenta in noi la fede!

         Il cieco del Vangelo, prima di chiedere la vista ha gridato con tutte le sue forze: "Signore, abbi pietà di me". Cioè: Signore, fermati! Guarda: esisto anch'io! Ho bisogno dite! Ho tanti problemi!

         Se riusciamo ad entrare in questo rapporto personale con Gesù, ci accorgeremo che anche noi abbiamo bisogno di lui, non perché abbiamo gli occhi del corpo malati, ma perché è urgente vedere più chiaro dentro di noi e attorno a noi per non sentirci soli e rassegnati di fronte al male.

            Perciò rivolgiamogli con tutte le nostre forze e senza stancarci quel grido di speranza: "Signore, fermati un istante! Guardami

 

PER LA PREGHIERA

 

Fratelli, come Bartimeo sul bordo della strada su cui passa Cristo, abbiamo il coraggio di gridare verso di lui con tutte le nostre forze: “Figlio di David, abbi pietà”? Domandiamo questa grazia e noi saremo guariti.

 

Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Signore.

 

1. L’umanità intera geme, immersa nelle sue angosce. Affinché la testimonianza della chiesa, portatrice della luce di Cristo, la strappi dalle tenebre e le infonda la verità che salva: preghiamo.

 

2. Molti uomini lottano nella ricerca della verità, mentre altri, veramente da compiangere, se ne disinteressano. Affinché tutti possano arrivare alla luce della Fede in Cristo: preghiamo.

 

3. La cecità è una sventura molto temuta. Abbiamo noi compassione dei fratelli che ne sono colpiti? Affinché siamo sensibili alla loro disgrazia e preoccupati di aiutarli: preghiamo.

 

4. Per noi stessi: affinché nella nostra comunità cerchiamo di approfondire maggiormente la nostra fede, e di non accontentarci di una religione solo rituale, abitudinaria e senz’anima: preghiamo.

 

PADRE NOSTRO

 

Signore, tu sai che noi siamo «dei ciechi lungo il cammino”. Apri i nostri occhi alla tua luce. Aumenta in noi la fede, perché nei nostri giudizi e nella nostra condotta di ogni giorno, ci ispiriamo sempre di più ai tuoi insegnamenti. Solo in questo modo potremo avanzare più sicuri nella strada della vita che conduce al Padre, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.