RIFLESSIONE SULLA PAROLA DI DIO

PER LA SETTIMANA

29 GENNAIO 2023

 

 LA VIA DELLE BEATITUDINI

 

Vieni, Santo Spirito,

manda a noi dal cielo

un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,

vieni, datore dei doni,

vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,

ospite dolce dell'anima,

dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,

nella calura, riparo,

nel pianto, conforto.

O luce beatissima,

invadi nell'intimo

il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,

nulla è nell'uomo,

nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido,

bagna ciò che è arido,

sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido,

scalda ciò che è gelido,

drizza ciò ch'è sviato.

Dona ai tuoi fedeli 

che solo in te confidano

i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,

dona morte santa, dona gioia eterna.

 

 

INTRODUZIONE ALLA PAROLA DI DIO

 

ACCOGLIENZA
Leggiamo il Vangelo delle beatitudini e potremo ancora una volta misurare sulla parola di Gesù fino a
che punto siamo coerenti con la fede che professiamo. Forse scopriremo che la nostra beatitudine, la
nostra felicità, l'abbiamo riposta più nelle cose del mondo che in quelle di Dio, che la nostra logica e i
nostri valori sono molto diversi dai suoi. Di tutto pentiamoci e chiediamo perdono.

 

PRIMA LETTURA -
Il profeta Sofonia enuncia in questo brano una delle leggi fondamentali della vita spirituale: per aprirsi
a Dio bisogna rinunciare a se stessi, all'orgoglio, alla falsità, all'egoismo. Solo gli umili vanno a Dio e
sono da lui accolti.

 

SALMO RESPONSORIALE -
Chi è povero nel suo cuore, pone in Dio ogni sua fiducia, e quindi non può mai disperarsi. Dio stesso
si prende cura di lui, gli fa giustizia, lo guarisce, lo sostiene.

 

SECONDA LETTURA -
San Paolo denuncia la pretesa di coloro che, per riuscire, puntano sulla sapienza e sulla potenza
umana. Egli afferma con convinzione che i piccoli e i deboli sono in realtà i veri sapienti e i veri forti:
Dio è con loro.

 

VANGELO -
Gesù incomincia «il discorso della montagna» con la proclamazione delle beatitudini. Egli traccia
così l'ideale di vita al quale i suoi discepoli dovranno ispirarsi per realizzare il loro destino. Le
beatitudini sono il codice della vera felicità.

 
 
 

LA PAROLA DI DIO

 

 

Prima Lettura  Sof 2,3; 3, 12-13
Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero.

Dal libro del profeta Sofonia
Cercate il Signore
voi tutti, poveri della terra,
che eseguite i suoi ordini,
cercate la giustizia,
cercate l’umiltà;
forse potrete trovarvi al riparo
nel giorno dell’ira del Signore.
«Lascerò in mezzo a te
un popolo umile e povero».
Confiderà nel nome del Signore
il resto d’Israele.
Non commetteranno più iniquità
e non proferiranno menzogna;
non si troverà più nella loro bocca
una lingua fraudolenta.
Potranno pascolare e riposare
senza che alcuno li molesti.

 

 

  
Salmo Responsoriale  Dal Salmo 145

 

Beati i poveri in spirito.
 

Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.

Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri.

Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.

 

 

   
Seconda Lettura  1 Cor 1, 26-31
Dio ha scelto ciò che è debole per il mondo  

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Considerate la vostra chiamata, fratelli: non ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, né molti potenti, né molti nobili.
Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio.
Grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale per noi è diventato sapienza per opera di Dio, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto, chi si vanta, si vanti nel Signore.

 

 

 
Canto al Vangelo   Mt 5 ,12a

 

Alleluia, alleluia.
Rallegratevi, esultate,
perché grande è la vostra ricompensa nel cieli.
Alleluia.
 

 

 

  
Vangelo  Mt 5,1-12a
Beati i poveri in spirito.

Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

 

 

PER LA MEDITAZIONE

         

           Con questa domenica iniziamo a leggere e a riflettere sul discorso della montagna, una
serie di insegnamenti che Gesù ha dato in momenti diversi della sua attività e che Matteo ha riunito
in un unico grande discorso, la nuova legge, proclamata sulla montagna, come la prima era stata
data da Mosè sul monte Sinai.
Il brano che oggi ci viene presentato è quello delle beatitudini. E qui è facile che
interiormente ci accomodiamo in pace, aspettando che il prete finisca, sicuri di avere sentito e
risentito mille volte questo brano e che quindi non abbia più niente da dirci.
E invece queste parole sono una bomba che dovrebbe farci sobbalzare e risvegliarci tutti,
buttando per aria il nostro cristianesimo abitudinario, pasticcione.
Proviamo a immaginare la scena che ci presenta Matteo. Gesù è seguito da una grande
folla, la vede - dice Matteo - cioè vede non una massa, ma ciascuna di quelle persone che lo
seguono, sale su un'altura, si siede e comincia a parlare.
Alle persone più lontane forse giungeva chiara soltanto la parola "Beati", ripetuta per 9 volte
e già questa sola parola era bella, apriva il cuore. Non ci si trovava davanti a un giudice o a uno che
detta legge, ma ad un uomo che sulla miseria e infelicità umana faceva scendere come un balsamo
la promessa divina della felicità.
Beati i poveri, i miti, i sofferenti, i pacifici, i perseguitati, i torturati: chi stava più vicino sentiva
bene chi erano per Gesù i beati e forse si chiedeva se Gesù sapeva quello che diceva. Beati, cioè
felici, nel mondo che tutti conosciamo, sono i ricchi, i potenti, i persecutori..., non gli altri, le eterne
vittime della vita e del potere. Eppure Gesù capovolge la situazione, così come vuole capovolgere il
nostro modo di pensare e di giudicare.
Ancora una volta Gesù viene a dirci che Dio non la pensa come noi, che Dio non è mai dalla
parte del più forte, ma sempre dalla parte del più debole e chi vuole essere dalla sua parte deve
accettare questa logica divina e lottare non per diventare ricco, potente e forte, ma per rimanere
povero nel cuore e cioè umile, semplice, completamente abbandonato alla provvidenza, disponibile
all'aiuto fraterno, rispondendo alla guerra, in tutte le sue forme, con pensieri e opere di pace, pronto
al perdono e alla comprensione, così innamorato di Dio da essere contento, come gli apostoli dopo le
frustate ricevute nel sinedrio, di poter soffrire qualcosa per amore del nome di Gesù.
Come vedete, si tratta di un programma tutt'altro che tranquillizzante e sonnifero.
E queste, non sono fantasie. Sono cose scritte nel Vangelo, sono verità di sempre e per
sempre. Paolo, che scriveva ai Corinti una cinquantina d'anni dopo Cristo, guardando alla chiesa non
vedeva in essa né molti sapienti né molti potenti né molti nobili, era quasi tutta povera gente.
Dio aveva scelto e continua a scegliere ciò che nel mondo è debole e disprezzato, perché
nessuno possa gloriarsi davanti a lui e dire: Vedi come sono bello, forte, sano, ricco, intelligente.
Dice ancora Paolo: solo Gesù è per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione e
quindi chi si vanta si vanti nel Signore e non per le sue qualità umane, per quante e quanto belle
siano.
Domenica scorsa abbiamo sentito l'invito di Gesù alla conversione, oggi vediamo quanto
abbiamo bisogno di cambiare la nostra mentalità umana per accettare di vivere secondo il progetto di
Dio. Facciamolo e saremo beati in questa vita e nell'altra.

 

 
 
 

PER LA PREGHIERA

 

Tutti cerchiamo la felicità e il Vangelo ci ha detto come possiamo trovarla. Non è facile, ma
con l’aiuto di Dio è possibile. Chiediamoglielo nella preghiera che ora gli rivolgiamo con
fiducia.

 

Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Signore.

 

1+ Per la Chiesa. Con una sincera e continua conversione sappia farsi veramente povera, mite,
umile per essere degna dì ricevere in dono le beatitudini del regno. PREGHIAMO

 

2+ Per i nostri fratelli lebbrosi, che aspettano da noi un aiuto, un gesto di amore, una preghiera.
Perché cresca sempre più la volontà di creare per tutti condizioni di vita capaci di sconfiggere questo
terribile male. PREGHIAMO

 

3+ Per i ragazzi e i bambini che a milioni, in ogni parte del mondo, sono esposti ad ogni pericolo,
destinati alla delinquenza e al vizio. Perché trovino sulla loro strada chi li ama, li accoglie e li salva.
PREGHIAMO

 

4+ Per la pace nel mondo e perché ci sia chi, ogni giorno nel suo piccolo, fa ogni sforzo per vivere in
pace con tutti, per mettere pace fra tuttti, per perdonare ed amare tutti.
PREGHIAMO

 

Fa’ o Signore, che queste nostre preghiere giungano davanti a te e salgano fino al tuo trono
glorioso dove vivi e regni nei secoli dei secoli, Amen.