***LECTIO DIVINA IN FAMIGLIA


23 GIUGNO 2019

CORPUS DOMINI

LA CENA DEL SIGNORE
 

Invocazione dello Spirito Santo

Vieni, Santo Spirito,

manda a noi dal cielo

un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,

vieni, datore dei doni,

vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,

ospite dolce dell'anima,

dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,

nella calura, riparo,

nel pianto, conforto.

O luce beatissima,

invadi nell'intimo

il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,

nulla è nell'uomo,

nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido,

bagna ciò che è arido,

sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido,

scalda ciò che è gelido,

drizza ciò ch'è sviato.

Dona ai tuoi fedeli 

che solo in te confidano

i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,

dona morte santa, dona gioia eterna.

 

 

INTRODUZIONE ALLA PAROLA DI DIO   

ACCOGLIENZA -

Gesù ci nutre di sé, moltiplicando per noi il pane che sazia tutta la nostra fame di amore, di pace e di

gioia. Ci dice le parole di vita, trasforma il pane e il vino nel suo corpo e nel suo sangue, segni

fondamentali della nostra fede, cibo di immortalità, vincolo di unità e di carità Ma prima guarisce il

peccato che è in noi e del quale domandiamo umilmente perdono.

 

PRIMA LETTURA (Genesi 14,18-20) -

Questa lettura ci presenta Melchisedek, re di Salem e sacerdote del Dio Altissimo, che è figura di

Cristo, re di pace, unico e sommo sacerdote della nostra fede.

 

SALMO RESPONSORIALE (Sal., 109) -

Il salmo è un inno in cui si canta la signoria di Cristo, generato dal Padre nei secoli eterni, reso, per la

sua morte e risurrezione, sacerdote per sempre alla maniera di Melchisedek.

 

SECONDA LETTURA (1Cor. 11,23-26) -

Ritroviamo in questo brano la memoria delle più antiche formule eucaristiche, le stesse che ancora

oggi il sacerdote pronuncia al momento della consacrazione; segno della continuità ininterrotta della

tradizione apostolica.

 

VANGELO (Lc. 9,11-17) -

All'ora del pasto, in un luogo deserto, per una folla di migliaia di persone, Gesù moltiplica cinque pani

e pochi pesci. Nel deserto del mondo, povero di amore, affamato di verità e di vita, Cristo continua a

moltiplicare le nostre povere offerte e ci ordina di distribuirle a tutti.

IN ASCOLTO DELLA PAROLA

 

Prima Lettura  Gn 14, 18-20
Offrì pane e vino.
 
Dal libro della Gènesi
In quei giorni, Melchìsedek, re di Salem, offrì pane e vino: era sacerdote del Dio altissimo e benedisse Abram con queste parole: 
«Sia benedetto Abram dal Dio altissimo, 
creatore del cielo e della terra, 
e benedetto sia il Dio altissimo, 
che ti ha messo in mano i tuoi nemici». 
[Abramo] diede a lui la decima di tutto.  

Salmo Responsoriale  Dal Salmo 109
Tu sei sacerdote per sempre, Cristo Signore.

Oracolo del Signore al mio signore: 
«Siedi alla mia destra 
finché io ponga i tuoi nemici 
a sgabello dei tuoi piedi». 
 
Lo scettro del tuo potere 
stende il Signore da Sion: 
domina in mezzo ai tuoi nemici! 

A te il principato 
nel giorno della tua potenza 
tra santi splendori; 
dal seno dell'aurora, 
come rugiada, io ti ho generato. 

Il Signore ha giurato e non si pente: 
«Tu sei sacerdote per sempre 
al modo di Melchìsedek». 

Seconda Lettura  1 Cor 11, 23-26
Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». 
Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me».

Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.

 
SEQUENZA

 

[ Sion, loda il Salvatore, 
la tua guida, il tuo pastore 
con inni e cantici. 
 

    Lauda Sion Salvatorem,

    lauda ducem et pastorem,

    in hymnis et canticis. 

 
Impegna tutto il tuo fervore: 
egli supera ogni lode, 
non vi è canto che sia degno. 

 

    Quantum potes, tantum aude:

    quia major omni laude,

    nec laudare sufficis,


Pane vivo, che dà vita: 
questo è tema del tuo canto, 
oggetto della lode. 
 

    laudis thema specialis,

    panis vivus et vitalis

    hodie proponitur.


Veramente fu donato 
agli apostoli riuniti 
in fraterna e sacra cena. 
 

   Quem in sacræ mensæ coenæ,

    turbæ fractrum duodenæ

    datum non ambigitur.


Lode piena e risonante, 
gioia nobile e serena 
sgorghi oggi dallo spirito. 

 

    Sit laus plena, sit sonora,

    sit jucunda, sit decora
    mentis jubilatio.

 
Questa è la festa solenne 
nella quale celebriamo 
la prima sacra cena.

 

    Dies enim solemnis agitur,

    in qua mensæ prima recolitur

    Hujus institutio.


E il banchetto del nuovo Re, 
nuova, Pasqua, nuova legge; 
e l'antico è giunto a termine. 

 

    In hac mensa novi Regis,

    novum Pascha novæ legis,

       phase vetus terminat.


Cede al nuovo il rito antico, 
la realtà disperde l'ombra: 
luce, non più tenebra. 

   

    Vetustatem novitas,

    umbram fugat veritas,

    noctem lux eliminat.


Cristo lascia in sua memoria 
ciò che ha fatto nella cena: 
noi lo rinnoviamo,
 

    Quod in coena Christus gessit,

    faciendum hoc expressit

    in sui memoriam.


Obbedienti al suo comando, 
consacriamo il pane e il vino, 
ostia di salvezza. 

 

    Docti sacris institutis,

    panem, vinum in salutis

    consecramus hostiam.

 
È certezza a noi cristiani: 
si trasforma il pane in carne, 
si fa sangue il vino. 

 

    Dogma datur christianis,

    Quod in carnem transit panis,

       Et vinum in sanguinem.


Tu non vedi, non comprendi, 
ma la fede ti conferma, 
oltre la natura. 

 

    Quod non capis, quod non vides,

    animosa firmat fides,

    Præter rerum ordinem.


È un segno ciò che appare: 
nasconde nel mistero 
realtà sublimi.

 

      Sub diversis speciebus,

   signis tantum, et non rebus,

      latent res eximiæ.
 

Mangi carne, bevi sangue; 
ma rimane Cristo intero 
in ciascuna specie. 
 

    Caro cibus, sanguis potus:

    manet tamen Christus totus

       sub utraque specie.

 
Chi ne mangia non lo spezza, 
né separa, né divide: 
intatto lo riceve. 
 

    A sumente non concisus,

    non confractus, non divisus:

    integer accipitur.


Siano uno, siano mille, 
ugualmente lo ricevono: 
mai è consumato. 

 

    Sumit unus, sumunt mille:

    quantum isti, tantum ille:

    Nec sumptus consumitur.

 
Vanno i buoni, vanno gli empi; 
ma diversa ne è la sorte: 
vita o morte provoca. 
 

    Sumunt boni, sumunt mali:

    sorte tamen inæquali,
    vitæ vel interitus.


Vita ai buoni, morte agli empi: 
nella stessa comunione 
ben diverso è l'esito! 

 

    Mors est malis, vita bonis:

    Vide paris sumptionis

    quam sit dispar exitus.


Quando spezzi il sacramento 
non temere, ma ricorda: 
Cristo è tanto in ogni parte, 
quanto nell'intero. 

 

    Fracto demum sacramento,

    ne vacille, sed memento
    tantum esse sub fragmento,

 
È diviso solo il segno 
non si tocca la sostanza; 
nulla è diminuito 
della sua persona. ]

 

    Quantum tot tegitur.

    Nulla rei fit scissura:

    Signi tantum fit fractura,

    qua nec status, nec statura        
    signati minuitur.


Ecco il pane degli angeli, 
pane dei pellegrini, 
vero pane dei figli: 
non dev'essere gettato.

 

    Ecce Panis Angelorum,

    factus cibus viatorum:

    vere panis flliorum,

    non mittendus canibus.

  
Con i simboli è annunziato, 
in Isacco dato a morte, 
nell'agnello della Pasqua, 
nella manna data ai padri. 

  

    In figuris præsignatur,

    cuni Isaac immolatur,

    Agnus Paschæ deputatur,
    datur manna patribus.

 
Buon pastore, vero pane, 
o Gesù, pietà di noi: 
nutrici e difendici, 
portaci ai beni eterni 
nella terra dei viventi. 

 

    Bone pastor, panis vere,

    Jesu, nostri miserere:

    Tu nos pasce, nos tuere,

    tu nos bona fac videre
    in terra viventium.

 
Tu che tutto sai e puoi, 
che ci nutri sulla terra, 
conduci i tuoi fratelli 
alla tavola del cielo 
nella gioia dei tuoi santi.
 

    Tu qui cuncta seis et vales,

    qui nos pascis hic mortales:

    Tuos ibi commensales,

    coheredes et sodales

    fac sanctorum civium.

      Amen. (Alleluia).
 


Canto al Vangelo  Gv 6,51
Alleluia, alleluia.
Io sono il pane vivo disceso dal cielo, dice il Signore, 
se uno mangia di questo pane vivrà in eterno. 
Alleluia.
  

  
Vangelo  Lc 9, 11b-17
Tutti mangiarono a sazietà. 

Dal vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure. Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta». 
Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C'erano infatti circa cinquemila uomini.

Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti.

Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. 
Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste. 

 

PER LA MEDITAZIONE

 

La festa del Corpo e Sangue di Cristo ravviva nei nostri cuori la fede nella presenza

eucaristica del Signore nella sua Chiesa sotto i segni del pane e del vino.

Non molto tempo fa abbiamo celebrato l'eucaristia nel ricordo della sua istituzione (Giovedì

Santo).

Oggi vogliamo guardare a quell'ostia che per noi è Gesù stesso.

Abbiamo appena ascoltato il Vangelo che ci mostra Gesù il quale raduna le folle attorno a

sé, guarisce i malati, e dopo aver parlato alla folla, moltiplica i pani che ha benedetto e li distribuisce

alla gente.

Cinque pani per cinquemila uomini e ne avanzò anche.

Questo fatto si ripete, sotto i nostri occhi, ogni volta che celebriamo l'eucaristia.

Anche noi ci raduniamo come comunità cristiana attorno a Gesù presente, invisibile agli

occhi del corpo ma non agli occhi della fede.

Confessiamo il male che c'è in noi e Gesù ci perdona e guarisce.

Poi ascoltiamo la sua parola e offriamo il pane e il vino che la potenza dello Spirito

trasforma ogni volta in cibo spirituale, cioè nel corpo e nel sangue del Signore stesso, per saziare la

nostra fame di verità e di vita.

Ma ci crediamo veramente nella presenza misteriosa di Cristo nel tabernacolo?

Crediamo davvero che quando facciamo la comunione riceviamo Dio stesso e tutto Dio nel

nostro cuore?

Sappiamo fermarci un poco in adorazione e in ringraziamento o abbiamo fretta di finire alla

svelta per andare altrove?

Sono domande serie, che dobbiamo farci perché è sulla nostra fede nell'eucaristia che si

gioca tutto il nostro essere cristiani nella Chiesa.

Il pane eucaristico è il dono più grande che Gesù poteva lasciarci, è lui stesso che, come

aveva promesso rimane con noi tutti i giorni sino alla fine del mondo.

O lo riconosciamo come i discepoli di Emmaus e cerchiamo di vivere come lui ci ha

insegnato, mettendo in pratica il comandamento dell'amore,

oppure, fratelli, non illudiamoci: siamo cristiani solo di nome e prendendo il pane

consacrato, come dice l'apostolo Paolo, mangiamo non la nostra salvezza, ma la nostra condanna.

Chiediamoci allora se per noi la messa domenicale è solo un'abitudine, un dovere da

compiere, un momento al quale ognuno arriva da solo e se ne va altrettanto solo, senza aver

riconosciuto e senza aver trovato attorno a sé dei fratelli nella fede.

Chiediamoci se ci sono delle divisioni nelle nostre comunità e che cosa ci impedisce di

diventare un cuor solo e un'anima sola.

Ricordiamoci di questa parola di Gesù: "Se quando vai a messa ti ricordi che tuo fratello ha

qualcosa contro di te, pianta tutto lì e vai prima a riconciliarti con tuo fratello".

A Dio non importa niente delle nostre comunioni e devozioni personali se non diventano i

cinque pani d'orzo che Gesù moltiplicherà perché noi possiamo saziare la fame di amore dei nostri

fratelli.

Forse non sarà sempre possibile vivere il perdono e la riconciliazione, ma per avere il diritto

di ricevere il corpo di Cristo, sacramento di un amore senza limiti, dobbiamo averne almeno il

desiderio sincero e il proposito fermo.

Chiediamolo al Signore con le parole dell'inno:

"Buon pastore, vero pane, o Gesù, pietà di noi: nutrici e difendici, portaci ai beni eterni nella terra dei

viventi. Tu che tutto sai e puoi, che ci nutri sulla terra, conduci i tuoi fratelli alla tavola del cielo nella

gioia dei tuoi santi. AMEN

 

 

PER LA PREGHIERA

 

Cristo si è fatto pane per noi e noi dobbiamo farci pane per ogni fratello. Perciò nella grazia

dello Spirito Santo rivolgiamo ora a Dio le nostre intenzioni di preghiera.

 

Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Signore.

 

1. Per la Chiesa, perché l'eucaristia, che è il suo più grande tesoro, non sia causa di divisione fra i

cristiani, ma diventi pane di comunione da spezzare insieme in unità ritrovata. PREGHIAMO

 

2. Per i sacerdoti ai quali Gesù, sommo ed eterno sacerdote, ha conferito l'unzione per la

celebrazione eucaristica e per i ministri straordinari dell'eucaristia. Le loro mani e il loro cuore siano

sempre puri e senza macchia, per essere degni del Corpo santissimo di Cristo. PREGHIAMO

 

3. Per il popolo cristiano che ogni domenica riceve la comunione, perché non dimentichi mai il

rispetto che si deve al Sacramento e l'impegno di vivere durante la settimana l'amore e il servizio.

PREGHIAMO

 

4. Per i fedeli che oggi seguiranno Cristo per le strade delle città e dei paesi, perché provino la gioia

di pregare insieme, di camminare insieme dietro a Gesù, di costruire insieme una comunità e una

comunione. PREGHIAMO

 

PADRE NOSTRO

 

Concedi benigno, o Padre, i doni che ti chiediamo perché tuo Figlio li prenda nelle sue mani, li

benedica e li moltiplichi con la ricchezza del suo amore e della sua grazia. Te lo chiediamo per

lo stesso Cristo, nostro Signore. Amen.