RIFLESSIONE SULLA PAROLA DI DIO

PER LA SETTIMANA

25 LUGLIO

 

17a DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

 

LA MOLTIPLICAZIONE DEI PANI

 

Invocazione dello Spirito Santo

 

Vieni, Santo Spirito,

manda a noi dal cielo

un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,

vieni, datore dei doni,

vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,

ospite dolce dell'anima,

dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,

nella calura, riparo,

nel pianto, conforto.

O luce beatissima,

invadi nell'intimo

il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,

nulla è nell'uomo,

nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido,

bagna ciò che è arido,

sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido,

scalda ciò che è gelido,

drizza ciò ch'è sviato.

Dona ai tuoi fedeli 

che solo in te confidano

i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,

dona morte santa, dona gioia eterna.

 

 

INTRODUZIONE ALLA PAROLA DI DIO 

 

ACCOGLIENZA -

Riuniti attorno alla stessa mensa, celebriamo oggi la "domenica della moltiplicazione dei pani". È un segno che ci invita a guardare oltre, a quel Pane che fra poco sazierà la nostra fame di verità e di amore; e la Parola di Dio ci dirà che solo ciò che avremo condiviso basterà per tutti e ne avanzerà.

Chiediamo il perdono per esserci tante volte chiusi alle necessità dei fratelli, per non aver saputo saziare la fame di nessuno, per aver pensato solo a noi stessi..

 

PRIMA LETTURA (2Re 4,42-44) -

Il profeta Eliseo, a somiglianza di Dio, sa contare solo fino a 1. Perciò può distribuire senza pensieri il dono ricevuto.

 

SALMO RESPONSORIALE (Sal. 144) -

Il salmo responsoriale è un inno al Signore che manifesta la sua bontà e sazia gli uomini con i beni della terra e con quelli del cielo.

 

SECONDA LETTURA (Ef. 4,1-6) -

È un richiamo accorato dell'apostolo all'unità e alla pace di tutti i cristiani. La vocazione ricevuta con il battesimo è questa.

 

VANGELO (Gv. 6,1-15) -

La moltiplicazione dei pani è come un'eucaristia: Gesù rende grazie e distribuisce il cibo. Per noi, condividere il pane materiale vuol dire prepararci a condividere anche quello spirituale.

 

 

LA PAROLA

 

Prima Lettura   2 Re 4, 42-44
Ne mangeranno e ne faranno avanzare.

Dal secondo libro dei Re
In quei giorni, da Baal Salisà venne un uomo, che portò pane di primizie all’uomo di Dio: venti pani d’orzo e grano novello che aveva nella bisaccia.
Eliseo disse: «Dallo da mangiare alla gente». Ma il suo servitore disse: «Come posso mettere questo davanti a cento persone?». Egli replicò: «Dallo da mangiare alla gente. Poiché così dice il Signore: “Ne mangeranno e ne faranno avanzare”».
Lo pose davanti a quelli, che mangiarono e ne fecero avanzare, secondo la parola del Signore.

Salmo Responsoriale    Dal Salmo 144
Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza.

Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa
e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.
Tu apri la tua mano
e sazi il desiderio di ogni vivente.

Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità. 

Seconda Lettura   Ef 4, 1-6
Un solo corpo, un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini
Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace.
Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti. 

Canto al Vangelo   Lc 7,16b 
Alleluia, alleluia.
Un grande profeta è sorto tra noi,
e Dio ha visitato il suo popolo.
Alleluia.



Vangelo   Gv 6, 1-15
Distribuì a quelli che erano seduti quanto ne volevano.

Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».
Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.
E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

 

 

 

 

PER LA MEDITAZIONE         

    

Dio provvede all'uomo, a tutto l'uomo: potrebbe essere questa la sintesi della Parola di Dio

            Dio infatti è Provvidenza e Gesù ci ha insegnato il Padre nostro nel quale chiediamo anche: "Dacci oggi il nostro pane quotidiano".

            Il pane per l'anima, certamente, ma anche il pane per il corpo senza il quale non c'è anima che tenga e a chi ha lo stomaco vuoto è inutile andare a parlare di Dio.

            Questo Gesù lo sa bene e se, come abbiamo ascoltato domenica scorsa, vedendo le folle ne ebbe compassione perché erano come pecore sbandate e senza guida, oggi si preoccupa concretamente della loro fame.

            Non hanno niente da mangiare: occorre il pane e subito; poi verrà anche la sua parola a rivelare un'altra fame, più profonda, di cui spesso non abbiamo coscienza: la fame di Dio.

            E i due momenti sono strettamente collegati, proprio come nell'uomo sono uniti l'anima e il corpo: attraverso il "segno" della moltiplicazione del pane di farina, gli uomini potranno arrivare a capire e a desiderare il pane del cielo.

            Giovanni è l'unico evangelista che non racconta l'istituzione dell'Eucaristia durante l'ultima cena. Ci offre però questo racconto e la lunga catechesi di Gesù sull'eucaristia che ascolteremo nelle prossime domeniche.

            Oggi cerchiamo di cogliere qualche insegnamento per noi da questo bellissimo episodio della moltiplicazione dei pani.

            Il primo è che Dio provvede all'uomo ciò di cui ha bisogno ed è quindi bene affidare a lui la cura del nostro presente e del nostro domani, sicuri che il necessario non ci mancherà.

            Il secondo è che questo non deve renderci irresponsabili e oziosi. Pochi pani e due pesci non bastavano certamente a sfamare tanta gente, ma Dio vuole che gli uomini facciano la loro parte, per quanto inadeguata; non vuole fare tutto da solo.

            Il terzo è che anche oggi Dio attende la nostra collaborazione. Metà dell'umanità soffre di denutrizione e l'altra metà per la malattia, la solitudine, l'oppressione, l'emarginazione, la violenza in tutti i sensi.

            Senza quei pani e quei pesci generosamente dati, niente miracolo; senza un serio impegno personale e comunitario per alleviare in qualche modo tante miserie, niente cambierà.

            Dio ci abbandonerà al nostro egoismo e sarà inutile recriminare perché le cose vanno come vanno e nel mondo esiste chi muore di fame e chi di indigestione.

            Per essere veri cristiani in certi casi non servono solo le parole, occorrono i fatti, la testimonianza concreta; occorre prendere sul serio l'impegno della carità, che ci obbliga a pagare di persona.

            È poco? Non importa: il resto stiamo certi che ce lo metterà Gesù.

            Noi, come ci ha detto san Paolo, comportiamoci in maniera degna della vocazione che abbiamo ricevuto: amandoci, soffrendo e condividendo le situazioni di chi si trova nella difficoltà.

            Potremo così formare un solo corpo con Cristo e tra di noi!

 

 

PER LA PREGHIERA

 

Preghiamo, fratelli e sorelle, lo Spirito Santo perché ci ispiri desideri e richieste degne di Dio.

 

Preghiamo e diciamo insieme: ascoltaci, o Signore.

 

1. Per la Chiesa, perché formi un solo corpo in un solo Spirito, per la fede in un solo Signore, per la grazia di un solo battesimo.  PREGHIAMO.

 

2. Per il Papa e per il nostro vescovo, perché il Signore li conservi degni del ministero che hanno ricevuto, con ogni umiltà, mansuetudine, pazienza e coraggio.  PREGHIAMO.

 

3. Per i volontari della carità, perché, con la nostra collaborazione, possano distribuire pane e sorriso a chi ha fame di cibo e di amore. PREGHIAMO.

 

4. Per i responsabili della società civile, perché garantiscono a tutti casa, lavoro e dignità umana. PREGHIAMO.

 

 

O Dio, datore di ogni dono, accogli ed esaudisci queste preghiere che ti abbiamo rivolto per Cristo, nostro Signore. Amen.