RIFLESSIONE SULLA PAROLA DI DIO

PER LA SETTIMANA

14 LUGLIO 2024

 

 

15a DOMENICA PER ANNO – B

 

LA TESTIMONIANZA CRISTIANA

 

 

Vieni, Santo Spirito,

manda a noi dal cielo

un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,

vieni, datore dei doni,

vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,

ospite dolce dell'anima,

dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,

nella calura, riparo,

nel pianto, conforto.

O luce beatissima,

invadi nell'intimo

il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,

nulla è nell'uomo,

nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido,

bagna ciò che è arido,

sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido,

scalda ciò che è gelido,

drizza ciò ch'è sviato.

Dona ai tuoi fedeli 

che solo in te confidano

i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,

dona morte santa, dona gioia eterna.

 

 

 

INTRODUZIONE ALLA PAROLA DI DIO

 

 

 

ACCOGLIENZA -

Gesù ci manda, in povertà, a dire a tutti che Dio ci è Padre e noi siamo uniti a lui e tra di noi nel Figlio unigenito per mezzo dello Spirito Santo. Questo lieto messaggio non è affidato solo alle nostre deboli forze, ma alla potenza e alla presenza di Gesù, che non ci abbandona mai.

Purifichiamo i nostri cuori chiedendo perdono per essere stati così poco missionari, così debolmente annunciatori, così pigramente autosufficienti.

 

PRIMA LETTURA -

Amos, pastore e contadino, viene chiamato da Dio: dovrà annunciare la distruzione del regno di Samaria. Naturalmente si scontrerà con i servi del potere che vogliono farlo tacere, ma non ci riusciranno.

 

SALMO RESPONSORIALE -

Il salmo responsoriale canta la liberazione del popolo di Dio schiavo a Babilonia. Noi canteremo la nostra liberazione operata da Cristo. Nel suo regno finalmente si incontreranno giustizia e pace, si baceranno misericordia e verità.

 

SECONDA LETTURA -

È il grandioso inizio della lettera ai cristiani di Efeso nel quale Paolo spiega davanti ai nostri cuori il grandioso progetto di Dio in Cristo Gesù e ci fa nota la nostra altissima vocazione.

 

VANGELO -

Gesù invia gli apostoli per una prima missione e dà loro le regole che dovranno essere quelle di ogni evangelizzatore, in ogni tempo. Solo così si affermerà dovunque la potenza di Dio capace di rinnovare il mondo e di trasformare la storia.


Prima Lettura

 

Dal libro del profeta Amos
Am 7,12-15

In quei giorni, Amasìa, [sacerdote di Betel,] disse ad Amos: «Vattene, veggente, ritìrati nella terra di Giuda; là mangerai il tuo pane e là potrai profetizzare, ma a Betel non profetizzare più, perché questo è il santuario del re ed è il tempio del regno».
Amos rispose ad Amasìa e disse:
«Non ero profeta né figlio di profeta;
ero un mandriano e coltivavo piante di sicomòro. 
Il Signore mi prese,
mi chiamò mentre seguivo il gregge.
Il Signore mi disse:
Va’, profetizza al mio popolo Israele».

Parola di Dio.

 

Salmo Responsoriale

Dal Sal 84 (85)

 

R. Mostraci, Signore, la tua misericordia.

 

Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore: 
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli.
Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme, 
perché la sua gloria abiti la nostra terra. R.

 

Amore e verità s’incontreranno, 
giustizia e pace si baceranno. 
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo. R.

 

Certo, il Signore donerà il suo bene 
e la nostra terra darà il suo frutto; 
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino. R.

 

Seconda Lettura

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
Ef 1,3-14
 
Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
predestinandoci a essere per lui figli adottivi
mediante Gesù Cristo,
secondo il disegno d'amore della sua volontà,
a lode dello splendore della sua grazia,
di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.
In lui, mediante il suo sangue,
abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe,
secondo la ricchezza della sua grazia.
Egli l'ha riversata in abbondanza su di noi
con ogni sapienza e intelligenza,
facendoci conoscere il mistero della sua volontà,
secondo la benevolenza che in lui si era proposto
per il governo della pienezza dei tempi:
ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose,
quelle nei cieli e quelle sulla terra.
In lui siamo stati fatti anche eredi,
predestinati - secondo il progetto di colui
che tutto opera secondo la sua volontà -
a essere lode della sua gloria,
noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.
In lui anche voi,
dopo avere ascoltato la parola della verità,
il Vangelo della vostra salvezza,
e avere in esso creduto,
avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso,
il quale è caparra della nostra eredità,
in attesa della completa redenzione
di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria.
 
Parola di Dio.

 

Acclamazione al Vangelo

 

Alleluia, alleluia.

Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo
illumini gli occhi del nostro cuore
per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati. (Cf. Ef 1,17-18)

Alleluia.

 

Vangelo

 

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 6,7-13

In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.
E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro».
Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

Parola del Signore.

 

 

PER LA MEDITAZIONE

 

Quando papa Francesco cominciò a parlare di una Chiesa "in uscita", suscitò meraviglia ed entusiasmo non solo tra i giornalisti che, – fatte poche eccezioni - prendono per straordinario tutto ciò che esula dalle loro conoscenze, ma anche tra i credenti, perfino tra i preti, tra i quali la conoscenza del Vangelo dovrebbe essere pane quotidiano.

La Chiesa "in uscita". Sentiamo Gesù: "Chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient'altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche".

Più Chiesa in uscita di così! Come mai allora questa meraviglia, anche tra i credenti, per gli interventi del papa? Meraviglia e non solo, perché tra non pochi credenti e perfino nel clero non mancano segnali di preoccupazione, come se questa esortazione a "uscire" possa creare rischi e confusioni.

La risposta è semplice: questa Chiesa in cammino con "nient'altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche" si era fermata, prendendo più o meno pesantemente le caratteristiche del tempio di Amasia, bloccato sulla propria autosufficienza, sui propri riti e chiusa a tutti gli Amos che cercavano di scuoterla dalle proprie sicurezze.

Non è piacevole riconoscerlo, ma da Chiesa che esce a predicare, ci eravamo trasformati a Chiesa che chiama ad ascoltare le prediche.

E' urgente cambiare per rimettersi su strada. Papa Francesco, nella sua tappa in Ecuador, ha detto: "Noi cristiani paragoniamo Gesù Cristo con il sole, e la luna con la Chiesa; e la luna non ha luce propria, e se la luna si nasconde dal sole diventa scura. Il sole è Gesù Cristo, e se la Chiesa si separa o si nasconde da Gesù Cristo diventa oscura e non dà testimonianza".

A me sembra una traduzione efficace del brano di san Paolo agli Efesini che la liturgia ci fa proclamare.

Dobbiamo tornare a riprendere la luce dal sole, dobbiamo tornare a Gesù che continua a chiamare per mandare, al fine di "ricondurre a lui tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra".

E' urgente cambiare. Ce lo chiede il nostro oggi. Siamo riusciti a far identificare la Chiesa come il tempio di Amasia, capace di dire soltanto no a tutte le novità, impegnata a difendersi da tutti gli Amos che pretendono di profetizzare senza avere tutte le necessarie autorizzazioni.

Ci siamo lasciati identificare come una struttura, arroccata sui bastioni, che si difende dagli errori che sbucano da tutte le parti, non una comunità coraggiosa che annuncia a tutti con libertà, lasciando a chi ascolta la responsabilità di accettare o meno: "Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro".

Chi deve cambiare? E' necessario uscire, anche a questo proposito, da convinzioni sbagliate, secondo le quali per il clero devono cambiare i laici, diventando più adulti nella fede, più consapevoli, più responsabili; per i laici deve cambiare il clero, uscendo dalle sacrestie nelle quali si è lasciato imprigionare, per immergersi nei problemi veri della gente, non con carichi pesanti e divieti scoraggianti, ma proposte di vita e testimonianze che aprono il cuore e sollevano le ginocchia stanche.

"Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due". Queste parole devono stimolarci a capire che clero e laici devono camminare insieme per riportare la Chiesa da Amasia a Gesù.


 

PREGHIERA DEI FEDELI

 

La parola di Dio che abbiamo ascoltata ha fatto nascere in noi desideri, speranze, propositi. Esprimiamoli nella preghiera.

 

Preghiamo e diciamo insieme: Ascoltaci o Signore.

 

1. Perché la Chiesa, corpo di Cristo, sia una nella fede e la esprima nelle opere, mossa dalla carità e sorretta dalla speranza.    PREGHIAMO.

 

2.Perché finalmente nel mondo sia possibile costruire un ordine nuovo, frutto di giustizia, di misericordia e di riconciliazione.  PREGHIAMO.

 

3. Perché i profeti di oggi siano degni di fiducia e gli uomini ascoltino quello che lo Spirito Santo dice per la loro pace e la loro salvezza.  PREGHIAMO.

 

4. Perché impariamo a non contare sui mezzi umani per diffondere il Vangelo, ma sui mezzi divini che sono la povertà, la mitezza, la croce.   PREGHIAMO

 

5. Per la nostra comunità parrocchiale che oggi celebra il suo Giubileo, affinché testimoni ovunque l’amore accogliente di Cristo, annunci sempre la speranza della sua parola e accolga ogni persona con la stessa compassione del Padre. PREGHIAMO

 

O Padre, che ci hai creati a lode della tua gloria, fa' che tutta la nostra vita e la nostra preghiera siano un canto di riconoscenza che si innalza a te nei secoli dei secoli.

Amen.