RIFLESSIONE SULLA PAROLA DI DIO

PER LA SETTIMANA

22 MAGGIO 2022

 

6a DOMENICA DI PASQUA - C

 

FEDELTA' ALLA PAROLA

 

Invocazione dello Spirito Santo

 

Vieni, Santo Spirito,

manda a noi dal cielo

un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,

vieni, datore dei doni,

vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,

ospite dolce dell'anima,

dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,

nella calura, riparo,

nel pianto, conforto.

O luce beatissima,

invadi nell'intimo

il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,

nulla è nell'uomo,

nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido,

bagna ciò che è arido,

sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido,

scalda ciò che è gelido,

drizza ciò ch'è sviato.

Dona ai tuoi fedeli 

che solo in te confidano

i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,

dona morte santa, dona gioia eterna.

 

 

INTRODUZIONE ALLA PAROLA DI DIO

 
 
 

ACCOGLIENZA -
"Vado e tornerò a voi". Queste parole possono aprire per noi uno spiraglio di speranza. Tornerà
infatti, ed è qui dove c'è un popolo radunato nel suo nome che lo ama e vuole lodarlo, ringraziarlo.
Ma domandiamoci con molta serietà se abbiamo sempre obbedito al suo comandamento e osservato
la sua parola. Se così non fosse, domandiamone umilmente perdono.

 

PRIMA LETTURA (Atti 15,1-2.22-29) -
Gli Atti degli Apostoli ci mostrano un momento in cui problemi e divergenze minacciano di
distruggere l'unità della Chiesa. Il ricorso agli apostoli e ai responsabili della comunità e la luce dello
Spirito Santo riportano la pace e danno nuovo impulso all'evangelizzazione.

 

SALMO RESPONSORIALE (Sal. 66) -
Il salmo è un invito rivolto a tutti i popoli affinché lodino il Signore che li ha salvati e redenti.

 

SECONDA LETTURA (Apocalisse 21,10-23) -
Nel brano dell'Apocalisse ci viene mostrata la Gerusalemme celeste, la Chiesa ormai perfetta verso
la quale camminiamo. È tutta splendente e illuminata solo dalla gloria del Padre e di Gesù suo Figlio,
ma è anche saldamente poggiata sul fondamento degli Apostoli.

 

VANGELO (Gv. 14,23-29) -
Il brano del Vangelo è preso dai discorsi di Gesù durante l'ultima cena. Ai discepoli rattristati dai
presagi di sconfitta e di morte del loro Maestro, Gesù affida la sua parola, promette la sua pace,
assicura la sua presenza nel loro cuore, invia il suo Spirito consolatore.

 
 

LA PAROLA DI DIO

 
 

Prima Lettura  At 15, 1-2. 22-29
È parso bene, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie.

Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, alcuni, venuti dalla Giudea, insegnavano ai fratelli: «Se non vi fate circoncidere secondo l’usanza di Mosè, non potete essere salvati».
Poiché Paolo e Bàrnaba dissentivano e discutevano animatamente contro costoro, fu stabilito che Paolo e Bàrnaba e alcuni altri di loro salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione.
Agli apostoli e agli anziani, con tutta la Chiesa, parve bene allora di scegliere alcuni di loro e di inviarli ad Antiòchia insieme a Paolo e Bàrnaba: Giuda, chiamato Barsabba, e Sila, uomini di grande autorità tra i fratelli. E inviarono tramite loro questo scritto: «Gli apostoli e gli anziani, vostri fratelli, ai fratelli di Antiòchia, di Siria e di Cilìcia, che provengono dai pagani, salute! Abbiamo saputo che alcuni di noi, ai quali non avevamo dato nessun incarico, sono venuti a turbarvi con discorsi che hanno sconvolto i vostri animi. Ci è parso bene perciò, tutti d’accordo, di scegliere alcune persone e inviarle a voi insieme ai nostri carissimi Bàrnaba e Paolo, uomini che hanno rischiato la loro vita per il nome del nostro Signore Gesù Cristo. Abbiamo dunque mandato Giuda e Sila, che vi riferiranno anch’essi, a voce, queste stesse cose. È parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie: astenersi dalle carni offerte agl’idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalle unioni illegittime. Farete cosa buona a stare lontani da queste cose. State bene!».


Salmo Responsoriale  Dal Salmo 66

 

Ti lodino i popoli, o Dio, ti lodino i popoli tutti.

Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti.

Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra.

Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra. 

 

Seconda Lettura   Ap 21, 10-14. 22-23
L'Angelo mi mostrò la città santa che scende dal cielo.

Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo
L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino.
È cinta da grandi e alte mura con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d’Israele. A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e a occidente tre porte.
Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello.
In essa non vidi alcun tempio:
il Signore Dio, l’Onnipotente, e l’Agnello
sono il suo tempio.
La città non ha bisogno della luce del sole,
né della luce della luna:
la gloria di Dio la illumina
e la sua lampada è l’Agnello.


Canto al Vangelo   Gv 14,23

 

Alleluia, alleluia.
Se uno mi ama, osserva la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
Alleluia.
  

  
Vangelo  Gv 14, 23-29
Lo Spirito Santo vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.

Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse [ ai suoi discepoli ]:
«Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.
Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».

 

 

PER LA MEDITAZIONE    

 

Domenica scorsa abbiamo parlato della Chiesa e del nostro modo di essere Chiesa.
Oggi negli Atti degli Apostoli incontriamo una Chiesa in crisi. Le differenze, le opinioni
diverse, le contestazioni, non sono solo di questi tempi; ci sono sempre state, perché là dove ci sono
degli uomini, ci sono anche delle teste che pensano ognuna a modo suo.
In questo caso, il problema era davvero grosso: i pagani (che si stavano convertendo in
gran numero) per essere cristiani bisognava che diventassero anche ebrei e osservassero la legge di
Mosè, come dicevano alcuni, oppure bastava la fede in Cristo, come sostenevano altri? Le
discussioni in proposito si erano fatte accese, tanto che si decise di ricorrere agli Apostoli per
risolvere la questione.
Si riunì così a Gerusalemme il primo Concilio della storia della Chiesa. E qui compare il vero
protagonista di questa storia: lo Spirito Santo. Scriveranno gli Apostoli, ponendo termine con autorità
e coraggio, a ogni discussione: "Abbiamo deciso lo Spirito Santo e noi". E la loro decisione è nella
linea di una grande libertà che darà nuovo slancio all'evangelizzazione.
Ma chi è lo Spirito santo, di cui si parla? Forse qualcuno di voi sa ancora che lo Spirito santo
è una delle persone della Santissima Trinità, ma quanti sanno che è lui l'anima della Chiesa, colui
che ci ricorderà e ci farà capire tutto quello che Gesù ha detto e fatto, colui senza il quale la Chiesa
sarebbe soltanto un gruppetto di fanatici e di illusi?
Lo preghiamo mai, lo Spirito santo, perché ci illumini, ci dia forza? Gesù ci dice che non
basta ascoltare la parola di Dio, ma è necessario metterla in pratica: «Se uno mi ama, osserverà la
mia Parola...».
Allora accadrà una cosa straordinaria. Continua Gesù: «... e il Padre mio lo amerà e noi
verremo a lui e abiteremo in lui». Cioè il Padre, il Figlio e lo Spirito santo verranno a vivere nel
nostro cuore così che anche noi potremo vivere una vita divina.
Fratelli, non siamo delle scatole vuote o piene solo di noi stessi. Siamo pieni di Dio il quale
non è lontano, nel suo cielo, ma è in noi e con noi sempre. Bisogna allora comportarsi in
conseguenza: bisogna amarlo e pregarlo, ma non a modo nostro, secondo i nostri gusti e interessi;
bisogna seguirlo, ma non secondo i nostri programmi, vivendo una fede troppo personale e
soggettiva.
Sappiamo che non siamo individui isolati, ma siamo Chiesa, cioè comunità radunata nel
nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, che cammina nella pace sotto la guida dei suoi
pastori.
Ora lo Spirito agisce nella Chiesa e attraverso di essa. Fuori della Chiesa o senza la Chiesa
rischiamo di fare solo delle grandi confusioni.
È Dio a dirci cosa dobbiamo o non dobbiamo fare e lo dice per mezzo dello Spirito Santo, lo
stesso che ha aiutato gli Apostoli a trovare la soluzione giusta a un problema che minacciava di
spaccare in due la Chiesa.
Quella Chiesa che noi tante volte snobbiamo e che invece il libro dell'Apocalisse ci presenta
risplendente della gloria di Dio, simile a una gemma preziosissima.
Ma essa non è qualche cosa di ideale, di campato in aria: è invece una città fortificata,
poggiata saldamente sopra il fondamento degli apostoli. Ricordiamolo ogni volta che ci prende la
voglia (o la tentazione) di fare da soli, di andarcene per strade che non tengono in nessun conto la
volontà e i precetti della Chiesa, ogni volta che dimentichiamo lo Spirito che la anima e la rende
santa.
Rivolgiamoci a Maria, in questo mese a lei dedicato: “O Maria, tu che hai ascoltato e
custodito la Parola di Dio e sei vissuta sempre nella luce dello Spirito santo, aiutaci in questo tempo
che ci prepara alla Pentecoste a vivere, come la prima Chiesa, assidui e concordi nella preghiera
insieme a te, Madre nostra, per imparare da te a essere Chiesa e a meritare ancora una volta il dono
dello Spirito di unità, di pace e di amore. Amen.

 

 

PER LA PREGHIERA

 

Lo Spirito Santo che Gesù ci ha promesso e mandato grida nel nostro cuore: "Abbà - Padre!".
Uniamo la nostra alla sua voce e lasciamo che sia lui a ispirarci le preghiere che ora
esprimeremo.

 

Preghiamo dicendo insieme: Ascoltaci, o Signore.

 

1. La Chiesa, Signore, è molto spesso tribolata da tensioni interne e da contraddizioni esterne.
Aiutala a ritrovare pace e unità nell'obbedienza allo Spirito e nel magistero dei suoi pastori.

NOI TI PREGHIAMO

 

2. Il Santo Padre e i nostri vescovi sappiano ascoltare le ragioni di tutti per fare un discernimento
sereno della tua volontà che spesso segue strade tanto diverse dalle nostre. NOI TI PREGHIAMO

 

3. Gli uomini del nostro tempo, Signore, hanno perso te, unico punto di riferimento sicuro e vagano
senza una meta e senza un perché. Fa' che sappiamo accompagnarli nel loro difficile cammino ed
essere accanto a loro una piccola luce di speranza. NOI TI PREGHIAMO

 

4. Il mondo, Signore, ha sete di pace ma non trova altro che motivi di tensione, di odio e di conflitto.
Continua a donarci lo Spirito Consolatore che ci aiuti a costruire non la nostra, ma la tua pace.

NOI TI PREGHIAMO

 

PADRE NOSTRO

 

Padre, che col Figlio e lo Spirito abiti nei nostri cuori, ascolta le nostre suppliche e aiutaci a
vivere ciò che ti abbiamo chiesto. Per Cristo nostro Signore. Amen.

29 MAGGIO 2022

 

ASCENSIONE DEL SIGNORE

 

TESTIMONI DEL SIGNORE

 

Invocazione dello Spirito Santo

 

Vieni, Santo Spirito,

manda a noi dal cielo

un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,

vieni, datore dei doni,

vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,

ospite dolce dell'anima,

dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,

nella calura, riparo,

nel pianto, conforto.

O luce beatissima,

invadi nell'intimo

il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,

nulla è nell'uomo,

nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido,

bagna ciò che è arido,

sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido,

scalda ciò che è gelido,

drizza ciò ch'è sviato.

Dona ai tuoi fedeli 

che solo in te confidano

i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,

dona morte santa, dona gioia eterna.

 

 

INTRODUZIONE ALLA PAROLA DI DIO

 
 
 

ACCOGLIENZA -
Oggi, fratelli, siamo qui nella solennità dell'Ascensione non per guardare un cielo dove nessuno
compare, ma per aprire gli occhi della fede sulla presenza continua di Cristo fra noi nella certezza del
suo ritorno alla fine dei tempi. C'è ancora questo evento da attendere nell'impegno della
testimonianza evangelica. Domandiamoci cosa ne abbiamo fatto di questa attesa.

 

PRIMA LETTURA (Atti 1,1-11) -
Ai discepoli che sperano ancora in un regno terreno, in una liberazione tutta politica, Gesù risponde
mandandoli in missione. Il regno di Dio nasce in silenzio nel cuore di ogni uomo che si apre alla fede
e all'amore.

 

SALMO RESPONSORIALE (Sal. 46) -
A Cristo risorto che siede ormai alla destra del Padre come Signore dell'universo, si leva con il salmo
l'acclamazione festosa della Chiesa.

 

SECONDA LETTURA (Ebrei 9,24-28) -
L'autore della lettera agli Ebrei stabilisce un paragone: il sacerdote dell'antica alleanza doveva offrire
ogni anno, nella festa del perdono, il sangue di un animale sacrificato. Cristo, invece, sacerdote della
nuova alleanza, ha offerto il suo sangue una volta per tutte e ci ha ottenuto una redenzione eterna.

 

VANGELO (Lc. 24,46-53) -
Testimoni della risurrezione, i discepoli sono mandati in missione a predicare la conversione e il
perdono dei peccati. Lo Spirito li rivestirà di forza e la benedizione di Gesù li accompagnerà.

 
 
 

LA PAROLA DI DIO

 
 

Prima Lettura  At 1,1-11
Fu elevato in alto sotto i loro occhi.

Dagli atti degli apostoli
Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.
Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo».
Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra».
Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».

 

Salmo Responsoriale  Dal Salmo 46

 

Ascende il Signore tra canti di gioia.


Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l’Altissimo,
grande re su tutta la terra.

Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.
Cantate inni a Dio, cantate inni,
cantate inni al nostro re, cantate inni.

Perché Dio è re di tutta la terra,
cantate inni con arte.
Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo.
 

 

Seconda Lettura  Eb 9,24-28; 10,19-23
Cristo è entrato nel cielo stesso.

Dalla lettera agli Ebrei

Cristo non è entrato in un santuario fatto da mani d'uomo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso, per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore. E non deve offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui: in questo caso egli, fin dalla fondazione del mondo, avrebbe dovuto soffrire molte volte. Invece ora, una volta sola, nella pienezza dei tempi, egli è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso. E come per gli uomini è stabilito che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio, così Cristo, dopo essersi offerto una sola volta per togliere il peccato di molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione con il peccato, a coloro che l'aspettano per la loro salvezza.

Fratelli, poiché abbiamo piena libertà di entrare nel santuario per mezzo del sangue di Gesù, via nuova e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne, e poiché abbiamo un sacerdote grande nella casa di Dio, accostiamoci con cuore sincero, nella pienezza della fede, con i cuori purificati da ogni cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura.
Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è degno di fede colui che ha promesso.

 

 

Canto al Vangelo   Mt 28,19.20

 

Alleluia, alleluia.
Andate e fate discepoli tutti i popoli, dice il Signore.
Ecco, io sono con voi tutti i giorni,
fino alla fine del mondo.
Alleluia.

 

 

 

  
Vangelo  Lc 24,46-53
Mentre li benediceva veniva portato verso il cielo.

Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo gior­no, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall'alto».       
Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia
e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

 

 

 

PER LA MEDITAZIONE    

 

"Oggi nostro Signore Gesù Cristo è asceso al cielo. Con lui salga pure il nostro cuore.
Ascoltiamo l'apostolo Paolo che proclama: «Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove
si trova Cristo seduto alla destra di Dio. Pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra»" (S.
Agostino).
Abbiamo ascoltato, nella prima lettura, il racconto degli Atti degli Apostoli: Gesù, dopo la sua
risurrezione appare più volte e per molti giorni ai suoi discepoli e mangia con essi. Proprio durante
uno di questi pasti, comanda loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere lo Spirito
Santo che li battezzerà con un nuovo battesimo.
È quello che faremo anche noi per prepararci alla solennità della Pentecoste: in preghiera
con Maria disporremo i nostri cuori ad accogliere il Paraclito, il più grande dono di Dio e di Gesù.
Un giorno che si trovavano insieme a Gesù, i discepoli, che non avevano ancora capito
niente e continuavano a sperare in un regno di Dio tutto terreno, fatto di prestigio e di potenza,
domandarono se era finalmente venuto il momento tanto atteso in cui egli avrebbe ricostituito il regno
di Israele.
C'era da scoraggiarsi davanti a tanta incomprensione, ma Gesù pazientemente risponde:
Non sono cose che vi riguardano, queste. Il Padre sa lui qual è il momento giusto. Quanto a voi
aspettate finché avrete ricevuto lo Spirito Santo e poi muovetevi, andate a testimoniarmi fino agli
estremi confini della terra.
Poi fu elevato in alto e scomparve in una nube, segno della presenza di Dio: il tempo della
sua vita sulla terra era terminato.
Ora sarebbe toccato ai discepoli rimanere tristi e scoraggiati, invece Luca nel Vangelo ci
dice che se ne tornarono a Gerusalemme pieni di gioia e stavano ogni giorno nel tempio, lodando
Dio. Ma come? Gesù li aveva lasciati e loro invece di rattristarsi si rallegravano?
Certo: avevano finalmente cominciato a capire la travolgente e sconvolgente novità portata
da Cristo, di cui erano stati testimoni.
Come ebrei, conoscevano e celebravano certamente ogni anno il grande Giorno
dell'espiazione, il giorno in cui tutto il popolo di Israele, per mezzo del sangue di un capro sacrificato
e offerto dal sommo sacerdote nel luogo più santo del tempio, otteneva il perdono dei suoi peccati.
Ebbene, dice la lettera agli Ebrei che abbiamo appena letto: è Gesù il sommo sacerdote che
è entrato, una volta per tutte, nel santuario del cielo con il suo proprio sangue e con esso ha
cancellato i nostri peccati. Grazie a lui, noi siamo certi di avere finalmente davanti una strada nuova
e vivente per entrare anche noi nel cielo.
"Nella festa di Pasqua la risurrezione del Signore è stata per noi motivo di grande letizia.
Così ora è causa di immensa gioia la sua ascensione al cielo. Oggi infatti ricordiamo e celebriamo il
giorno in cui la nostra povera natura umana è stata elevata in Cristo fino al trono di Dio Padre, al di
sopra di tutti gli angeli" (San Leone Magno)
Perciò, continua la lettera agli Ebrei, accostiamoci a Dio con cuore sincero in pienezza di
fede, mantenendo ferma la nostra speranza, perché colui che amiamo e in cui crediamo è fedele.
Come Gesù è asceso ed è ormai esaltato al di sopra dei cieli, eppure non si è allontanato da
noi, ma soffre qui in terra tutte le tribolazioni, i dolori, che noi sopportiamo; così noi siamo ancora
quaggiù con il corpo, ma in Cristo siamo già in cielo, già gustiamo in lui la beatitudine eterna e un
giorno lui, il capo, e noi, sue membra, saremo finalmente riuniti nella gloria

 

 

PER LA PREGHIERA

 

Dopo la sua ascensione al cielo, Gesù è sempre davanti al Padre per intercedere a nostro
favore. Consolati da questa certezza, possiamo rivolgere a Dio la nostra comune preghiera.

 

Preghiamo e diciamo insieme: ascoltaci, o Signore.

 

1. Per la Chiesa, perché sia capace di guardare al cielo e al mondo, instancabile nella lode di Dio e
nel servizio agli uomini, vigilante e operosa nell'attesa del ritorno di Cristo, in preghiera con Maria per
la venuta dello Spirito Santo. PREGHIAMO

 

2. Per il Papa e il nostro vescovo. Testimoni dell'umanità e divinità di Gesù, costruttori del suo regno
sulla terra, si impegnino per far trionfare i diritti e la dignità di ogni uomo dall'inizio alla fine naturale
della vita . PREGHIAMO

 

3. Perché coloro che soffrono, sopportino le loro prove insieme con Cristo, perché si trasformino in
salvezza per l’umanità e in sorgente di amore. PREGHIAMO

 

4. Per il nostro Paese, perché nel travaglio di questi anni difficili ritrovi i valori della convivenza civile;
per i nostri giovani perché abbiano un futuro; per i disoccupati perché a tutti i cittadini sia assicurato
un lavoro dignitoso e sicuro. PREGHIAMO

 

 

PADRE NOSTRO  

 


Padre buono, che ci hai tanto amato da dare per noi il tuo Figlio Gesù, tieni davanti ai tuoi
occhi le nostre necessità e avvolgici tutti con il tuo amore che è lo Spirito Santo. Tu che vivi e
regni nei secoli dei secoli. Amen

 

5 GIUGNO 2022

 

PENTECOSTE

 

 

L'IRRUZIONE DELLO SPIRITO SANTO

 
 

Invocazione dello Spirito Santo

 

Vieni, Santo Spirito,

manda a noi dal cielo

un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,

vieni, datore dei doni,

vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,

ospite dolce dell'anima,

dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,

nella calura, riparo,

nel pianto, conforto.

O luce beatissima,

invadi nell'intimo

il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,

nulla è nell'uomo,

nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido,

bagna ciò che è arido,

sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido,

scalda ciò che è gelido,

drizza ciò ch'è sviato.

Dona ai tuoi fedeli 

che solo in te confidano

i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,

dona morte santa, dona gioia eterna.

 

 

INTRODUZIONE ALLA PAROLA DI DIO

 
 
 
ACCOGLIENZA –
Il soffio della prima pentecoste non è mai cessato. Ad esso sono dovuti i sorprendenti progressi della
Chiesa nel corso dei secoli; grazie ad esso, nonostante tutti gli ostacoli gettati sulla sua strada dagli
uomini e dalle potenze maligne, la Chiesa si è estesa progressivamente fino agli estremi confini della
terra, secondo il desiderio di Cristo. Oggi dobbiamo renderci conto che siamo chiamati
personalmente a vivere nella docilità allo Spirito Santo, quello Spirito del quale siamo stati riempiti il
giorno del nostro battesimo.
 
 
PRIMA LETTURA (At 2,1-11) –
Ripieni di Spirito Santo il mattino della Pentecoste, gli apostoli ricevono in particolare il dono delle
lingue. Così possono rivolgersi a gente venuta da tutte le parti del mondo, e ognuno li capisce nella
propria lingua.
 
 
SALMO RESPONSORIALE (Sal 103)
Dal soffio dello Spirito Santo scaturiscono a profusione i doni del Signore per gli uomini. Con gli
apostoli, con la Chiesa, con tutto il creato cantiamo le meraviglie di Dio.
 
 
SECONDA LETTURA (Rm 8,8-17) –
La vita cristiana per San Paolo è vivere sotto l'influsso dello Spirito Santo; significa rinunciare,
sempre aiutati dallo Spirito, alle opere del peccato per comportarsi da figli di Dio, sull'esempio di
Gesù Cristo.
 
 
VANGELO (Gv 14,15-16. 23b-26) –
Per aiutare i discepoli a restare fedeli a Dio e a compiere come lui la sua volontà, Gesù promette loro
l'assistenza dello Spirito Santo. Nell'impegno che non finirà mai, è lo Spirito che li illuminerà e li
assisterà.
 
 
 

LA PAROLA DI DIO

 
 

Prima Lettura  At 2, 1-11
Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare.

Dagli atti degli apostoli
Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotàmia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frìgia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».

 

 

Salmo Responsoriale  Dal Salmo 103

 

Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.

Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.

Togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra.

Sia per sempre la gloria del Signore;
gioisca il Signore delle sue opere.
A lui sia gradito il mio canto,
io gioirò nel Signore. 

 

 

Seconda Lettura  Rm 8, 8-17
Quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio. Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. Ora, se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto per il peccato, ma lo Spirito è vita per la giustizia. E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.
Così dunque, fratelli, noi siamo debitori non verso la carne, per vivere secondo i desideri carnali, perché, se vivete secondo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete. Infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio.
E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!». Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria.

 


Sequenza

 

Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.

Veni, Sancte Spíritus,

et emítte cǽlitus

lucis tuæ rádium.

 
Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.

Veni, pater páuperum,

veni, dator múnerum,

veni, lumen córdium.

 
Consolatore perfetto,
ospite dolce dell'anima,
dolcissimo sollievo.

Consolátor óptime,

dulcis hospes ánimæ,

dulce refrigérium.

 
Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.

In labóre réquies,

in æstu tempéries,

in fletu solácium.

 
O luce beatissima,
invadi nell'intimo
il cuore dei tuoi fedeli.

O lux beatíssima,

reple cordis íntima

tuórum fidélium.

Senza la tua forza,
nulla è nell'uomo,
nulla senza colpa. 

Sine tuo númine,

nihil est in hómine

nihil est innóxium.

 
Lava ciò che è sordido,
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina. 

Lava quod est sórdidum,

riga quod est áridum,

sana quod est sáucium.


Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò ch'è sviato. 

Flecte quod est rígidum,

fove quod est frígidum,

rege quod est dévium.

 
Dona ai tuoi fedeli
che solo in te confidano
i tuoi santi doni. 

Da tuis fidélibus,

in te confidéntibus,

sacrum septenárium.

 
Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna.

Da virtútis méritum,

da salútis éxitum,

da perénne gáudium.

 

 

Canto al Vangelo 

 

Alleluia, alleluia.
Vieni, Santo Spirito, riempi i cuori dei tuoi fedeli
e accendi in essi il fuoco del tuo amore.
Alleluia.
 

 

 

 

  
Vangelo  Gv 14, 15-16. 23-26
Lo Spirito Santo vi insegnerà ogni cosa.

Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. 
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto». 

 

 

PER LA MEDITAZIONE    

 

Siamo giunti ormai al termine del tempo pasquale.
Il giorno di Pentecoste, cioè cinquanta giorni dopo la Pasqua, lo Spirito Santo fu mandato nel
mondo, come dono del Padre e del Figlio, per portare a termine la missione di Gesù.
A Gerusalemme gli Apostoli si trovano tutti nello stesso luogo, insieme con Maria, la madre di
Gesù: scende lo Spirito come un fuoco e subito provoca in loro dei cambiamenti; erano paurosi,
prendono coraggio per annunziare a tutti ciò che è avvenuto nella Pasqua, che cioè Cristo è risorto.
Secondo il comandamento di Gesù: "Andate in tutto il mondo e annunciate il mio vangelo", gli
Apostoli iniziano la loro predicazione. Sono solo una dozzina in un mondo interamente pagano, ma
vanno, perché ogni popolo e nazione deve ricevere la Buona Novella: Cristo è vivo.
Abbiamo letto nel Vangelo che Gesù appare ai discepoli dopo la Pasqua e dopo essersi fatto
riconoscere mostrando loro le ferite delle mani e del costato, alita su di essi lo Spirito Santo dicendo:
«A chi rimetterete i peccati saranno rimessi».
Inizia così a vivere la Chiesa, destinata ad essere comunità universale di salvezza.
Scriveva il santo patriarca Atenagora:
«Senza lo Spirito santo Dio è lontano, il Cristo è un ricordo del passato, il Vangelo parola morta, la
Chiesa una organizzazione, l'autorità un potere, la missione una propaganda. Ma nello Spirito santo
il Cristo risorto si fa presente, il Vangelo si fa potenza e vita, la Chiesa realizza la comunione
trinitaria, l'autorità diventa servizio e l'agire umano viene deificato».
Oggi noi siamo qui riuniti come comunità cristiana, come Chiesa. Anche noi abbiamo ricevuto
lo Spirito Santo, prima nel battesimo e poi in pienezza nella cresima. Abbiamo ricevuto i suoi doni: la
fede, la speranza, l'amore.
Ce lo ricordiamo, almeno qualche volta?
Permettiamo allo Spirito di agire in noi?
E cosa possiamo fare per rendere operante in noi la sua potenza, per dare al mondo una vera
testimonianza?
Ce lo dice molto chiaramente Paolo nella seconda lettura.
Prima di tutto, lo Spirito opera in ciascuno di noi personalmente. Nulla si può fare senza di lui,
solo sotto l'azione dello Spirito possiamo riconoscere che Gesù è il Signore e fare della nostra fede
una regola di vita.
Sovente la gente ci critica non perché siamo cristiani, ma perché non lo siamo abbastanza.
Non sarà anche perché abbiamo lasciato che lo Spirito si spegnesse in noi?
Lo Spirito poi opera nella Chiesa, dando a ciascuno i doni che sono necessari per l'utilità di
tutti. Non c'è posto nella Chiesa per gli individualismi, per i protagonismi, per i capricci: tutto al
servizio di tutti.
Dice Paolo: «Noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo, ebrei
e pagani, schiavi o liberi». Non c'è posto nella Chiesa per i razzismi o le discriminazioni di nessun
genere.
Formiamo un solo corpo e chi si separa volontariamente da questo corpo è come se da solo si
tagliasse un braccio o una gamba.
Allora la nostra comunità dovrà essere:
— Una comunità aperta a tutti nella quale il nostro impegno di evangelizzazione e di testimonianza
deve essere continuo.
— Una comunità che prega, come gli apostoli nel Cenacolo; perché solo attraverso il dialogo con Dio
possiamo sperare di realizzare i nostri desideri e per primo quello dell'unità.
— Una comunità nella quale ognuno deve offrire spontaneamente il meglio di se stesso a servizio di
tutti.
— Una comunità che si rinnova continuamente, perché lo Spirito santo è Spirito di giovinezza e di
novità.
— Una comunità consapevole che senza l'aiuto dello Spirito Santo ogni nostro sforzo è inutile e
perciò invoca ogni giorno: “Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce”.
 
 
 
PER LA PREGHIERA
 
 
Fratelli, san Paolo ci dice che nessuno, senza lo Spirito Santo, è capace di dire: «Gesù è il
Signore». Abbandonati a se stessi, gli apostoli non avrebbero mai avuto il coraggio, in un
mondo indifferente e ostile, di essere i testimoni di Gesù Cristo. Domandiamo quelle
disposizioni interiori dell'anima che ci apriranno allo Spirito e all'abbondanza dei suoi doni.
 
 
Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Signore.
 
 
1. Lo Spirito Santo è luce. Perché la Chiesa, fedele alle sue ispirazioni, rifletta sul mondo intero la
luce che si è sprigionata nel cenacolo il mattino della Pentecoste: PREGHIAMO.
 
 
2. Lo Spirito Santo è verità. Perché i cristiani non si lascino sviare da tanti falsi profeti, ma restino
assolutamente fedeli al Credo del loro battesimo: PREGHIAMO.
 
 
3. Lo Spirito Santo è giustizia. Perché in un mondo duro e crudele cresca in tutti il desiderio di
rispettare i diritti della persona umana: PREGHIAMO.
 
 
4. Lo Spirito Santo è amore e pace. Perché cessino i conflitti tra i popoli, le lotte tra le classi sociali, le
divisioni in seno alle famiglie; perché uno stesso amore riavvicini gli uomini e li riunisca come fratelli
sotto lo sguardo del Padre: PREGHIAMO.
 
 
 
Vieni, Santo Spirito! Discendi su di noi come sugli apostoli. Rafforza la nostra fede, ravviva la
nostra speranza. Rendici coraggiosi nell'annuncio del Vangelo di Cristo. Riempici della tua
luce e della tua forza, e guidaci a Dio, nostro Padre, e al Figlio suo Gesù Cristo, che regna con
te nei secoli dei secoli. Amen.