***LECTIO DIVINA IN FAMIGLIA


10 FEBBRAIO 2019

 

5a DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

 
LA VOCAZIONE DEL CRISTIANO
 

Invocazione dello Spirito Santo

Vieni, Santo Spirito,

manda a noi dal cielo

un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,

vieni, datore dei doni,

vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,

ospite dolce dell'anima,

dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,

nella calura, riparo,

nel pianto, conforto.

O luce beatissima,

invadi nell'intimo

il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,

nulla è nell'uomo,

nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido,

bagna ciò che è arido,

sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido,

scalda ciò che è gelido,

drizza ciò ch'è sviato.

Dona ai tuoi fedeli 

che solo in te confidano

i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,

dona morte santa, dona gioia eterna.

 

 

INTRODUZIONE ALLA PAROLA DI DIO   

 

ACCOGLIENZA -

Anche noi, come Pietro, vogliamo accogliere Cristo nella nostra vita, obbedire alla sua parola perché

solo così potremo raccogliere frutti di santità per noi e per gli altri. Ma anche noi, come Pietro, davanti

a Dio non possiamo non sentirci deboli e peccatori e chiedere il suo perdono e la sua misericordia.

 

PRIMA LETTURA (Isaia 6,1-2a.3-8) -

Il profeta Isaia racconta la sua vocazione. Tra apparizioni celesti e scenografia divina, si ode la

domanda di Dio che chiede la collaborazione dell'uomo: "Chi manderò?" e la risposta generosa del

profeta: "Manda me!".

 

SALMO RESPONSORIALE (Sal. 137) -

L'uomo scelto da Dio per una missione è combattuto tra il timore e la gioia. Nel salmo responsoriale

egli scioglie un inno di fiducia e di riconoscenza.

 

SECONDA LETTURA (1Cor. 15,1-11) -

"Così predichiamo e così avete creduto": con queste parole, Paolo conclude il suo Credo. La fedeltà

dell'apostolo al Vangelo che ha ricevuto fonda la fede di coloro che lo ascoltano.

 

VANGELO (Lc. 5,1-11) -

"Abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla": senza Gesù, tutti i nostri piani, le nostre

tecniche di avanguardia non approdano a niente. Ma lui ci dice: "Coraggio, gettate le reti e siate con

me pescatori di uomini".

IN ASCOLTO DELLA PAROLA

 

Prima Lettura   Is 6,1-2.3-8

Eccomi, manda me!

Dal libro del profeta Isaia

Nell’anno in cui morì il re Ozìa, io vidi il Signore seduto su un trono alto ed elevato; i lembi del suo manto riempivano il tempio. Sopra di lui stavano dei serafini; ognuno aveva sei ali. Proclamavano l’uno all’altro, dicendo:
«Santo, santo, santo il Signore degli eserciti!
Tutta la terra è piena della sua gloria».
Vibravano gli stipiti delle porte al risuonare di quella voce, mentre il tempio si riempiva di fumo. E dissi:
«Ohimè! Io sono perduto,
perché un uomo dalle labbra impure io sono
e in mezzo a un popolo
dalle labbra impure io abito;
eppure i miei occhi hanno visto
il re, il Signore degli eserciti».
Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall’altare. Egli mi toccò la bocca e disse:
«Ecco, questo ha toccato le tue labbra,
perciò è scomparsa la tua colpa
e il tuo peccato è espiato».
Poi io udii la voce del Signore che diceva: «Chi manderò e chi andrà per noi?». E io risposi: «Eccomi, manda me!».

    
Salmo Responsoriale  Dal Salmo 137
Cantiamo al Signore, grande è la sua gloria.

   

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo.

Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza.

Ti renderanno grazie, Signore, tutti i re della terra,
quando ascolteranno le parole della tua bocca.
Canteranno le vie del Signore:
grande è la gloria del Signore!

La tua destra mi salva.
Il Signore farà tutto per me.
Signore, il tuo amore è per sempre:
non abbandonare l’opera delle tue mani.

    
Seconda Lettura  1 Cor 15,1-11 forma breve  15, 3-8.11

Così predichiamo e così avete creduto.
 
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Vi proclamo, fratelli, il Vangelo che vi ho annunciato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi e dal quale siete salvati, se lo mantenete come ve l’ho annunciato. A meno che non abbiate creduto invano!
A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto, cioè 
che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture e che fu sepolto e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici.
In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto.  ]
Io infatti sono il più piccolo tra gli apostoli e non sono degno di essere chiamato apostolo perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Per grazia di Dio, però, sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana. Anzi, ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è con me. 
Dunque, sia io che loro, così predichiamo e così avete creduto.  ]
  
Canto al Vangelo   Mt 4,19

Alleluia, alleluia.

Venite dietro a me, dice il Signore, 
vi farò pescatori di uomini.

Alleluia.

  

  

Vangelo  Lc 5,1-11

Lasciarono tutto e lo seguirono.

Dal vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. 
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». 
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

 

PER LA RIFLESSIONE

 

Dio parla, Dio chiama, Dio vuole aver bisogno dell'uomo e l'uomo deve rispondere in piena

libertà. Sono secoli e millenni che Dio si sgola a chiamarci e noi da altrettanto tempo facciamo

orecchie da mercante, continuando a farci i fatti nostri.

Allora oggi la parola di Dio ci pone davanti non solo la sua chiamata rivolta sempre e a tutti,

senza eccezione, ma anche la risposta che dobbiamo dare. Ed è un discorso molto serio, perché non

è la chiamata, ma la risposta quella che decide della riuscita o meno della nostra vita.

La prima lettura descrive l'incontro di Isaia con Dio. Ci troviamo all'interno del tempio di

Gerusalemme e Dio si presenta seduto in trono, coperto dal manto regale, avvolto nella nube della

sua gloria. Davanti al Dio tre volte santo Isaia si riconosce peccatore, il Signore purifica col fuoco la

sua bocca e il profeta allora trova il coraggio per affermare la sua piena disponibilità.

Con il Vangelo ritorniamo sulla terra, fra le cose concrete di ogni giorno, nel paesaggio del

lago di Genezaret.

Qui Dio in Cristo si è fatto uomo tra gli uomini e parla loro con voce e con parole umane,

che dovevano essere molto avvincenti se la folla fa ressa attorno a lui per ascoltarlo, tanto da

costringerlo a salire su una barca mentre la gente si ferma sulla riva del lago.

Di che cosa parlava Gesù? Certamente del regno di Dio nel quale tutti sono chiamati ad

entrare e soprattutto loro, i poveri, gli umili e umiliati lavoratori, esclusi dalle cose grandi e importanti,

da sempre appannaggio dei ricchi, dei potenti, dei sapienti di questo mondo. Avrà detto che proprio

loro, i poveri, erano importanti agli occhi del Padre, avrà detto parole di speranza e di consolazione.

Comunque, quando ha finito di parlare ordina a Pietro e a quelli che erano con lui di

prendere il largo e di gettare le reti per la pesca.

I pescatori avevano certo ascoltato il discorso di Gesù alla folla e anche loro ne erano

rimasti presi e ammirati, ma adesso pensano che Gesù di pesca proprio non se ne intende: quando

mai si va a pescare di mattina quando si sa che i pesci affiorano solo con il buio, durante la notte? e

questo comando, per giunta, lo dà proprio dopo una notte infruttuosa.

Comunque a Gesù non si può dire di no, bisogna fidarsi: "Sulla tua parola getterò le reti",

risponde Pietro. Segue la pesca miracolosa, l'umile confessione di Pietro, la promessa di fare di lui

un pescatore di uomini e infine l'abbandono di tutto per andare con Gesù.

Chiediamoci dove stiamo noi in questo momento: con Pietro sulla barca o intruppati tra la

folla sulla riva? La differenza è grossa: infatti, anche se l'imbarcazione è ferma, ancorata al

porticciolo, si è sempre pronti a partire; la gente invece è lì che ascolta e poi se ne va a casa sua.

Forse la maggior parte dei cristiani è come quella folla: viene la domenica ad ascoltare la

parola di Dio e poi esce di chiesa e... arrivederci alla settimana prossima.

Pochi sono quelli che hanno accettato di salire davvero sulla barca della Chiesa e di

rimboccarsi le maniche, pieni di buona volontà e di impegno, per costruire il regno di Dio dentro e

fuori di loro. E forse hanno poi dovuto dire come Pietro: "Signore, abbiamo faticato tanto e abbiamo

concluso poco perché abbiamo dimenticato che senza di te non possiamo fare nulla".

Viene sempre un momento nella vita spirituale e di apostolato in cui ci si sente scoraggiati, ci

sembra di avere sprecato tempo ed energie. È proprio allora che dobbiamo ravvivare la nostra fede

in Gesù, lasciare le nostre sicurezze e prendere di nuovo il largo.

Gesù ci vuole affidare il vangelo, una buona notizia di vita, di gioia, di libertà da annunciare

a tutti.Vogliamo abbandonare le nostre idee, i nostri metodi, i nostri piani per seguire quelli di Gesù?

Vogliamo non aver paura di credere, di sognare, di sperare contro ogni speranza? Vogliamo non

aver paura di dirgli un sì definitivo e senza ritorno?

 

PER LA PREGHIERA

 

Al Padre, che ha voluto avere bisogno di noi per continuare la sua opera di salvezza,

chiediamo di sostenerci in questa fatica.

 

Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Signore.

 

1. Perché la Chiesa continui a gettare le reti del Vangelo durante la lunga notte della storia, con la

ferma speranza che all'alba, con il suo Signore, la barca si riempirà di uomini salvati. PREGHIAMO

 

2. Perché gli angeli purifichino le labbra e il cuore di chi annuncia il Vangelo e siano molti quelli che

rispondono alla chiamata di Dio con prontezza e decisione. PREGHIAMO

 

3. Perché nella nostra diocesi fratelli e sorelle camminino insieme, nella concordia e nella stima

reciproca, testimoni credibili di una fede che tutti ci coinvolge e ci impegna. PREGHIAMO

 

4. Perché la nostra comunità parrocchiale sia sempre ferma nella fede ricevuta, gioiosa nella oscura

speranza, fervente nella carità, perseverante nella preghiera tra il tumulto del mondo e il silenzio di

Dio. PREGHIAMO

 

5. Perché tutti noi che partecipiamo alla messa domenicale sappiamo vivere nella settimana il

vangelo che abbiamo ascoltato, testimoniandolo con coraggio, umiltà e rispetto per tutti.

PREGHIAMO

 

PADRE NOSTRO 

 

Fa', o Signore, che non tradiamo mai la tua fiducia e sappiamo essere dei collaboratori fedeli

e dei lavoratori instancabili per portare gli uomini a te e te agli uomini. Te lo chiediamo per

Cristo, nostro Signore. Amen