***LECTIO DIVINA IN FAMIGLIA

29 MARZO 2020

5a DOMENICA DI QUARESIMA

 

LA PROSPETTIVA DELLA RISURREZIONE

 

Invocazione dello Spirito Santo

 

Vieni, Santo Spirito,

manda a noi dal cielo

un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,

vieni, datore dei doni,

vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,

ospite dolce dell'anima,

dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,

nella calura, riparo,

nel pianto, conforto.

O luce beatissima,

invadi nell'intimo

il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,

nulla è nell'uomo,

nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido,

bagna ciò che è arido,

sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido,

scalda ciò che è gelido,

drizza ciò ch'è sviato.

Dona ai tuoi fedeli 

che solo in te confidano

i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,

dona morte santa, dona gioia eterna.

 

 

INTRODUZIONE ALLA PAROLA DI DIO 

 

ACCOGLIENZA -

Siamo giunti all'ultima domenica di quaresima: tra una settimana entreremo nei giorni della passione
e morte del Signore. Ma il nostro Dio è il Dio dei vivi e non dei morti: ridarà la vita a Cristo, il Figlio
obbediente fino alla croce e ridarà la vita anche a noi se sapremo amare, come lui, fino al sacrificio di
noi stessi. Per prepararci in modo degno, chiediamo perdono a Dio, sinceramente, con il fermo
proposito di diventare, con il suo aiuto, sempre migliori.

 

ATTO PENITENZIALE -
Signore, tu sei la risurrezione e la vita, e noi siamo morti a causa dei nostri peccati, del nostro
egoismo, della nostra pigrizia, abbi pietà di noi.
SIGNORE, PIETA'

 

O Cristo, la nostra fede è debole, vacillante, facciamo fatica a credere in te e nella tua onnipotenza di
amore, abbi pietà di noi.
CRISTO, PIETA'

 

Signore, abbiamo sete di vita, ma la cerchiamo dove non c'è, e il nostro cuore è inquieto perché non
riposa in te, abbi pietà di noi.
SIGNORE, PIETA'

 

PRIMA LETTURA

A Israele esiliato e ormai senza speranza, Dio promette il ritorno in patria e la risurrezione come
popolo e come nazione

 

SALMO RESPONSORIALE

Con il salmo responsoriale, la comunità cristiana invoca, dal profondo della sua miseria, l'aiuto di Dio
e il suo perdono.

 

SECONDA LETTURA

Ci sono due modi di vivere, dice san Paolo: come tutti e facendo quello che fanno tutti; o come vuole
lo Spirito Santo che abbiamo ricevuto con il battesimo. Bisogna scegliere

 

VANGELO

La risurrezione di Lazzaro: chi non conosce questo racconto evangelico? Ma c'è qualcuno che si
ricorda della frase più importante detta da Gesù: lo sono la risurrezione e la vita? È su queste parole
che si fonda la nostra speranza.

 

 

IN ASCOLTO DELLA PAROLA

 

Prima Lettura  Ez 37, 12-14

Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete.

Dal libro del profeta Ezechièle

Così dice il Signore Dio: «Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nella terra d’Israele.
Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio.
Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nella vostra terra. Saprete che io sono il Signore. L’ho detto e lo farò». Oracolo del Signore Dio.

 
Salmo Responsoriale  Dal Salmo 129
Il Signore è bontà e misericordia.

  

Dal profondo a te grido, o Signore;
Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia supplica.

Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi ti può resistere?
Ma con te è il perdono:
così avremo il tuo timore.

Io spero, Signore.
Spera l’anima mia,
attendo la sua parola.
L’anima mia è rivolta al Signore
più che le sentinelle all’aurora.

Più che le sentinelle l’aurora,
Israele attenda il Signore,
perché con il Signore è la misericordia
e grande è con lui la redenzione.
Egli redimerà Israele
da tutte le sue colpe.
 
Seconda Lettura  Rm 8, 8-11

Lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi. 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio.
Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene.
Ora, se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto per il peccato, ma lo Spirito è vita per la giustizia. E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.  

Canto al Vangelo  Cf Gv 11,25.26

Lode e onore a te, Signore Gesù!
Io sono la risurrezione e la vita, dice il Signore,
chi crede in me non morirà in eterno.
Lode e onore a te, Signore Gesù!

   

   
Vangelo  Gv 11, 1-45 (forma breve: Gv 11,3-7.17.20)

Io sono la resurrezione e la vita.

Dal vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. [ Le sorelle mandarono dunque a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».
All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». ] I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».
Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
[ Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. ] Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». ]
Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.
Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, [ si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui. ]

 
 
PER LA MEDITAZIONE
 

Uscendo dalla Gerusalemme vecchia, attraverso i polverosi sentieri che solcano i poderi
coltivati ad ulivo del Monte degli Ulivi, si arriva a Betania. Tre chilometri appena, per incontrare
Lazzaro, Marta e Maria.
A Betania, dai suoi tre amici, Gesù si rifugiava quando, col cuore gonfio di tensione e di
incomprensione, lasciava la Gerusalemme che uccide i Profeti per trovare un angolo di serenità. Che
Mistero, questo luogo!
Pensiamo a un Dio che ama l'amicizia, che resta lunghe ore, dopo cena, a parlare con i tre
fratelli. Così diverso, questo Dio che ha bisogno di parlare della sua missione, del suo cammino,
delle resistenze che incontra, da quella immagine di “Dio-burocrate” che troppe volte abbiamo in
mente!
Perché non fare pure noi della nostra casa una Betania? Perché non dedicare qualche
minuto della nostra preghiera ad ascoltare Dio che parla?
E proprio su Betania si abbatte la tragedia:
Lazzaro è morto. Una pagina all'apparenza drammatica, forte, eppure soffusa di una fede che
tiene il fiato sospeso, una nuova pagina che ci svela un altro aspetto del volto di Dio, un Dio che fa
un altro passo verso la sua Resurrezione.
A Betania il tumulto è grande, c'è molta gente, i nostri amici sono conosciuti e stimati.
Sapendo che arriva il Maestro, finalmente, Marta prima e poi Maria, escono di casa e gli vanno
incontro. Lazzaro è morto. Gesù era lontano.
Non succede così anche a noi, alle volte? Siamo nella sofferenza più cupa, e Gesù è
lontano.
Eppure le sorelle non disperano, amano.
E qui accade qualcosa di sbalorditivo. Gesù prima si commuove, poi scoppia in lacrime.
Dio piange, sapete? Non il Dio imperturbabile, immobile nella sua perfezione. No: questo
pianto singhiozzante di Gesù ci rivela il volto del Dio di Gesù Cristo, il vero volto di Dio.
Ce ne rendiamo conto noi che, quando soffriamo, quando siamo pieni di angoscia: Dio
piange con noi?.
Potremmo anche noi obiettare, come i presuntuosi farisei: "Non poteva evitare che
morisse?".
No, non lo sappiamo, ma che c’importa, ormai, Dio piange. Preferisco un Dio che piange con
me, ad un Dio freddo che risolve i problemi.
Dio piange perché ci ama. Anzi: mi ama, ama me, suo amico. E' un volto di Dio
completamente nuovo quello che ci appare, così lontano dai nostri tiepidi dubbi, così diverso dalla
nostra fede scadente.
Gesù, allora, prende una decisione: la vita di Lazzaro per la sua.
Giovanni pone quest’episodio appena prima dell'ingresso di Gesù a Gerusalemme. Anzi:
questo miracolo eccezionale sarà la goccia che farà traboccare il vaso, portandolo a morire.
Lo sa, ma accetta lo scambio. Lo stesso scambio che, da lì a qualche giorno, farà dall'altare
della croce per ciascuno di noi.
Infine quell'urlo, quella profezia, quello schiaffo alle nostre coscienze: "Lazzaro, vieni fuori!".
Vieni fuori dalla tua tomba, dalle tue tenebre, dalle tue piccole sicurezze, vieni fuori dai tuoi
pregiudizi, dai tuoi schemi, dai tuoi egoismi.
Veniamo fuori, anche noi dalle nostre oscurità, lasciamoci rivivere. Veniamo fuori da tutto ciò
che di freddo e di buio abita in noi. Crediamo, finalmente, lasciamoci raggiungere, infine. La Parola di
Gesù risuona ancora oggi, raggiunge le nostre tombe e le apre, le scardina: nulla può fermare
l'efficacia della sua Parola. Nulla.
Prendiamo ancora in mano questo Vangelo, lasciamoci affascinare dalla tenerezza di
questo Cristo che ci ama, a cui stiamo a cuore. E abbiamo il coraggio anche noi, come Marta e
Maria, di credere che egli è la risurrezione, è la nostra vita. La Pasqua è ormai alle porte: che la
presenza del Signore, anche quest'anno, ci aiuti a rinascere, ci spinga alla vita nuova, ci porti alla
resurrezione.

 

PER LA PREGHIERA

 

La preghiera, quando è suggerita e animata dalla fede, tocca sempre il cuore di Dio, che vuole
il bene dei suoi figli. Animati da questa fiducia, presentiamo le nostre preghiere al Signore.

 

Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Signore.

 

1+ Per il Papa, perché il Signore gli conservi vita e salute, e per tutti i pastori della Chiesa: vivendo
secondo lo Spirito, diano vita anche alle comunità cristiane a loro affidate.
PREGHIAMO

 

2+ Per i popoli che vedono morire il loro paese a causa della guerra, delle epidemie, della miseria e
dell'abbandono, per i profughi, e gli emigrati, perché per tutti ci sia ancora un futuro.
PREGHIAMO

 

3+ Per le comunità cristiane, perché lo Spirito Santo guidi tuffi battezzati a vivere sempre secondo la
volontà di Dio per essere fedeli alla loro missione nella Chiesa e nel mondo.
PREGHlAMO

 

4+ Per tutti coloro che, come Lazzaro, giacciono nella tomba, perché ascoltino la voce di Cristo che li
chiama alla vita e alla gioia.
PREGHIAMO

 

PADRE NOSTRO

 

Vieni in nostro aiuto, Signore, e fa' che sappiamo sempre nella carità del Cristo che vive e
regna nei dei secoli.
Amen.