RIFLESSIONE SULLA PAROLA DI DIO

PER LA SETTIMANA

27 SETTEMBRE 2020

 

26a DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

 

LA VERA CONVERSIONE DEL CUORE

 
 

Invocazione dello Spirito Santo

 

Vieni, Santo Spirito,

manda a noi dal cielo

un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,

vieni, datore dei doni,

vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,

ospite dolce dell'anima,

dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,

nella calura, riparo,

nel pianto, conforto.

O luce beatissima,

invadi nell'intimo

il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,

nulla è nell'uomo,

nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido,

bagna ciò che è arido,

sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido,

scalda ciò che è gelido,

drizza ciò ch'è sviato.

Dona ai tuoi fedeli 

che solo in te confidano

i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,

dona morte santa, dona gioia eterna.

 

 

INTRODUZIONE ALLA PAROLA DI DIO 

 

ACCOGLIENZA -

Il Vangelo ci propone una curiosa parabola, con cui il Signore ha sollecitato i suoi concittadini a interrogarsi sulla loro coerenza di vita. E naturalmente sollecita anche noi a esaminare la nostra coerenza.

 

PRIMA LETTURA –

Il profeta Ezechiele prende posizione contro un modo di pensare sbagliato che gli Israeliti avevano a quei tempi: molti di essi si ritenevano appartenenti alla categoria dei giusti, dei salvati, e basandosi su questa comoda certezza finivano per comportarsi male. Ma il profeta parlando in nome del Signore li disillude: ricorda loro che quanti si ritengono giusti e compiono il male saranno puniti; e al contrario quelli che sono vissuti male ma si convertono ricevono da Dio il perdono e la vita.

 

SALMO RESPONSORIALE

E’ la supplica di un peccatore che, toccato dalla grazia del pentimento, si rimette alla misericordia di Dio, nella certezza del suo perdono. D’ora in poi non vorrà che seguire la via che il Signore gli indicherà.

 

SECONDA LETTURA

San Paolo invita i cristiani a imitare il Signore: il Verbo di Dio incarnandosi si è fatto piccolo come uno di noi, e ha cercato l'amicizia degli uomini. Così pure devono fare i cristiani nella vita di ogni giorno, e saranno riconosciuti dal Padre.

 

VANGELO

I protagonisti sono due figli, uno dei quali dice “si” a suo padre, ma poi non fa nulla; l’altro invece risponde “no”, ma pii esegue ciò che il padre gli comanda. La parabola mostra qual è la vera conversione, e quale la falsa.

 

LA PAROLA

 

Prima Lettura  Ez 18, 25-28
Se il malvagio si converte dalla sua malvagità, egli fa vivere se stesso.

Dal libro del profeta Ezechiele
Così dice il Signore:
«Voi dite: “Non è retto il modo di agire del Signore”. Ascolta dunque, casa d’Israele: Non è retta la mia condotta o piuttosto non è retta la vostra?
Se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male e a causa di questo muore, egli muore appunto per il male che ha commesso.
E se il malvagio si converte dalla sua malvagità che ha commesso e compie ciò che è retto e giusto, egli fa vivere se stesso. Ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà». 

Salmo Responsoriale  Dal Salmo 24
Ricòrdati, Signore, della tua misericordia.
 
Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza;
io spero in te tutto il giorno.

Ricòrdati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore, che è da sempre.
I peccati della mia giovinezza
e le mie ribellioni, non li ricordare:
ricòrdati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore.

Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via. 

Seconda Lettura  Fil 2, 1-11 (Forma breve Fil 2, 1-5)
Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù. 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi
[ Fratelli, se c’è qualche consolazione in Cristo, se c’è qualche conforto, frutto della carità, se c’è qualche comunione di spirito, se ci sono sentimenti di amore e di compassione, rendete piena la mia gioia con un medesimo sentire e con la stessa carità, rimanendo unanimi e concordi.
Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri.
Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù ]:
egli, pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio
l’essere come Dio,
ma svuotò se stesso
assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini.
Dall’aspetto riconosciuto come uomo,
umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome
che è al di sopra di ogni nome,
perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra,
e ogni lingua proclami:
«Gesù Cristo è Signore!»,
a gloria di Dio Padre.

Canto al Vangelo   Gv 10,27
Alleluia, alleluia.
Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore,
io le conosco ed esse mi seguono.
Alleluia.
   

   
Vangelo  Mt 21, 28-32
Pentitosi, andò. I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio.

Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: Figlio, oggi va' a lavorare nella vigna. Ed egli rispose: Non ne ho voglia. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: Sì, signore. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

 

 

PER LA MEDITAIONE

            Il Vangelo di questa domenica sembra quasi una ripetizione, con altre parole, di quello di domenica scorsa. Anche qui sono in gioco due categorie di persone: da una parte i farisei e gli scribi e dall'altra i pubblicani e le prostitute. Da una parte i figli che dicono sempre sì al Padre, ma poi non fanno quello che il Padre vuole e dall'altra quelli che dicono no, ma poi si pentono e fanno la volontà di Dio.

            Su questo Gesù esprime il suo giudizio che è il giudizio di Dio: questi ultimi precederanno i primi nel regno dei cieli, perché hanno ascoltato l'invito del Signore alla conversione e hanno abbandonato le loro strade sbagliate.

            E gli altri? Gli altri sono come il fico sterile di cui ci parla il Vangelo: tante foglie e niente frutti; tanti "Signore, Signore" e poca fede, poca speranza, pochissima carità; tanti "sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra" detti con la bocca, ma una vita povera di impegno nella sequela di Gesù e ricca invece di  autocompiacimento, che non sente il bisogno di cambiare in niente.

            Per capire bene questo Vangelo dobbiamo pensare che Gesù lo ha pronunziato poco prima della sua passione e morte, rivolgendosi alle guide del popolo ebraico.

            E quello che egli contesta loro non sono peccati comuni, quelli che qualsiasi uomo compie, ma il peccato più grave: non aver voluto riconoscere in lui il messia di Dio, l'averlo rifiutato e condannato, mentre i ladri e le prostitute, dal fondo della loro miseria morale e della loro sofferenza umana, sono stati capaci di vedere in Cristo la luce e l'amore.

            A questo punto possiamo domandarci in che cosa ci riguarda questo vangelo, quale messaggio ha per me, per la mia vita di oggi.

            La risposta non è semplice, ma cercheremo di spiegarci.

            Proviamo a guardare in noi stessi per scoprire il modo e le ragioni della nostra religiosità.

            Potremmo forse trovare che andiamo in chiesa per abitudine, che crediamo in Dio finché questo non ci disturba troppo, finché non ci chiede qualche rinuncia che costa; che la nostra preghiera non parte dal cuore ma è solo un movimento delle labbra; che di fronte all'impegno per il regno di Dio ci defiliamo con mille scuse: non ho tempo, non so fare, non voglio immischiarmi, è affare dei preti....

            In questo caso, noi siamo quel figlio che dice: Sì, Padre, ma poi non fa e sul quale cade la condanna di Gesù.

            Il quale, lo abbiamo ascoltato nella seconda lettura, pur essendo Dio si fece nostro servo, fino ad accettare per noi la morte di croce.

            L'amore e l'obbedienza non si accontentano di parole, ma vogliono fatti, vogliono opere; altrimenti non meravigliamoci né scandalizziamoci se i rifiuti della società ci passeranno davanti, con i loro stracci e la loro miseria riscattata dal pentimento, dal perdono e dall'amore.

 

PER LA PREGHIERA

 

Anche noi abbiamo fatto tante volte l'esperienza che altro è dire e altro è fare.

Chiediamo ora al Padre il dono della coerenza.

 

Preghiamo insieme e diciamo: ascoltaci, o Signore.

 

1. Preghiamo per la Chiesa. I desideri di bene, che essa suscita annunciando il Vangelo, non devono rimanere semplici desideri. Perché tutti i cristiani considerino questo mondo come la vigna del Signore in cui ognuno è chiamato al lavoro, preghiamo.

 

2. Per coloro che trovano difficile seguire ogni giorno la via dei comandamenti. Sappiamo che Dio bada ai fatti più che alle parole. Perché i cristiani incoerenti abbiano il coraggio di mettersi in questione di fronte alla loro coscienza, e di decidersi a compiere il bene, preghiamo.

 

3. L'umiltà deve essere la prima virtù del cristiano. Perché tutti nella Chiesa, ne facciano una regola di pensiero e di vita. Preghiamo.

 

4. Per la nostra comunità parrocchiale. Dobbiamo suscitare in noi, come suggeriva san Paolo, «gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù». Perché raccogliendoci attorno all'Eucaristia troviamo in essa la forza morale della buona vita cristiana, preghiamo.

 

O PADRE, tu inviti ogni uomo a entrare nel tuo progetto di salvezza. Rendici capaci di ascolto della tua voce che risuona nella nostra coscienza, e capaci di una coerenza che aiuti anche gli altri a vivere nella fede. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore. Amen.