RIFLESSIONE SULLA PAROLA DI DIO

PER LA SETTIMANA

11 APRILE  2021

 

2a  DOMENICA DI PASQUA

 

UN'ASSEMBLEA CHE CONDIVIDE

 

Invocazione dello Spirito Santo

 

Vieni, Santo Spirito,

manda a noi dal cielo

un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,

vieni, datore dei doni,

vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,

ospite dolce dell'anima,

dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,

nella calura, riparo,

nel pianto, conforto.

O luce beatissima,

invadi nell'intimo

il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,

nulla è nell'uomo,

nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido,

bagna ciò che è arido,

sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido,

scalda ciò che è gelido,

drizza ciò ch'è sviato.

Dona ai tuoi fedeli 

che solo in te confidano

i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,

dona morte santa, dona gioia eterna.

 

 

INTRODUZIONE ALLA PAROLA DI DIO 

 

ACCOGLIENZA -

Pasqua è vita nuova, ma è necessario interrogarci sul significato concreto di queste parole, sulla novità operata da Cristo risorto. Altrimenti la nostra vita cristiana è solo un'illusione. Il test, come sempre, è quello dell'amore: siamo disposti a modificare i nostri rapporti con gli altri, a condividere i beni, a fare comunità? La Pasqua non è punto di arrivo, ma un nuovo punto di partenza nella fede vissuta e condivisa.

 

PRIMA LETTURA

Iniziamo a leggere gli Atti degli Apostoli che ci accompagneranno per tutto il tempo pasquale. Oggi ci viene descritta una comunità cristiana ideale, capace di formare, attraverso il Vangelo e l'eucaristia, un cuore solo e un'anima sola.

 

SALMO RESPONSORIALE -

Pregheremo ora il salmo che già gli ebrei cantavano in occasione della loro pasqua. Esso celebra l'azione di Dio, capace di cambiare in benedizione anche le situazioni più difficili e dolorose. Così ha fatto con Gesù.

 

SECONDA LETTURA -

La fede vince il mondo, questo mondo incredulo e perciò infelice e cattivo. Ma se noi crediamo in Cristo, entriamo in nuovo universo, quello dell'amore, e così domineremo le forze del male.

 

VANGELO -

Gesù appare ai suoi, mostra le ferite, dona loro il suo spirito, li manda ad annunciare a tutti la sua risurrezione, il suo perdono, la sua pace. Accogliamolo con la fede sincera di Tommaso.

 

LA PAROLA

 

Prima Lettura  At 4, 32-35 
Un cuore solo e un'anima sola.

Dagli Atti degli Apostoli 
La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune.
Con grande forza gli apostoli davano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti godevano di grande favore.
Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno.

Salmo Responsoriale  Dal Salmo 117
Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre.

Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».
Dica la casa di Aronne:
«Il suo amore è per sempre».
Dicano quelli che temono il Signore:
«Il suo amore è per sempre».

La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.
Il Signore mi ha castigato duramente,
ma non mi ha consegnato alla morte.

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Questo è il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci in esso ed esultiamo!

Seconda Lettura  1 Gv 5, 1-6
Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo 
Carissimi, chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato.
In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. In questo infatti consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.
Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede.
E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con l’acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che dà testimonianza, perché lo Spirito è la verità.

SEQUENZA   (Facoltativa)
Alla vittima pasquale, s'innalzi oggi il sacrificio di lode.
L'agnello ha redento i suo gregge,
l'Innocente ha riconciliato noi peccatori col Padre.

Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa.

« Raccontaci, Maria: che hai visto sulla via? ».
« La tomba del Cristo vivente, la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni, il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto; e vi precede in Galilea ».

Sì, ne siamo certi: Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso, portaci la tua salvezza.

Canto al Vangelo  Gv 20,29 
Alleluia, alleluia.
Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto;
beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!
Alleluia.
   

   

Vangelo  Gv 20, 19-31
Otto giorni dopo, venne Gesù.

Dal vangelo secondo Giovanni 
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

 

 

PER LA MEDITAZIONE          

 

            

Dio ha tanto amato il mondo da dare suo Figlio unigenito". Vivere la Pasqua significa credere all'amore che Dio ha per noi e rispondervi amando lui e i nostri fratelli: questa è la conversione che si esige da chiunque si dice cristiano.

            Il segno che contraddistingue i discepoli di Gesù è solo l'amore: "Da questo sapranno tutti che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri". E i primi credenti presero sul serio le parole di Gesù.

            Infatti Luca, negli Atti degli Apostoli, dice che coloro che erano venuti alla fede avevano un cuor solo e un'anima sola, cioè si volevano concretamente bene, traducendo nelle opere il loro amore fraterno.

            * Erano ASSIDUI nell'ascoltare l'insegnamento degli Apostoli. Forse loro predicavano meglio del vostro parroco, ma in ogni caso i cristiani non si facevano pregare per andarli ad ascoltare quando parlavano di Cristo e del suo vangelo.

            Oltre che un atteggiamento di amoroso interesse, avevano anche una disposizione d'animo piena di fiducia e di rispetto verso chi svolgeva un servizio di insegnamento e di guida spirituale nella comunità. In pratica: non ci si può dire cristiani, se non si ascolta e si vive quanto la Chiesa, attraverso i suoi pastori, ci insegna. E noi chi ascoltiamo: la Chiesa o la Stampa?

            * I primi cristiani facevano COMUNIONE con l’Eucaristia celebrata e la preghiera.

L'Eucaristia è il centro, la fonte e il culmine della vita cristiana; l'incontro con Cristo, nel sacramento della sua parola e del suo corpo, è il momento nel quale si attua la comunione con lui e tra di noi. E per noi cos'è la Messa? un precetto da assolvere con indifferenza o la gioia di ritrovarci insieme come fratelli nella casa del Padre intorno alla stessa mensa?

            Ricordiamoci poi che per fare unità fra di noi non basta l'eucaristia se non la prolunghiamo nella preghiera personale e comunitaria. Anche in questo dobbiamo prendere esempio dai nostri primi fratelli.

            * E veniamo all'AMORE FRATERNO che concretamente era: "Nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune e a ciascuno veniva distribuito secondo il bisogno".

            È chiaro che oggi non si potrebbe attuare questa condivisione di beni tra i credenti, ma ha senso parlare di "un cuor solo e un'anima sola" se poi in fatto di portafoglio ognuno si fa gli affari suoi? Non è un disprezzare il comandamento di Cristo: Ama il prossimo come te stesso?

            La Chiesa non esce dal suo ambito quando denuncia il comportamento di chi si ispira all'egoi­smo e al profitto personale. Verrebbe meno allo spirito del vangelo se non lo facesse! Anche qui dovremmo esaminarci: quando mi si presenta un caso urgente e difficile, come so coinvolgermi e intervenire? So aprire il cuore e la... tasca?

            A Tommaso che non voleva credere senza vedere, Gesù dice: Beati quelli che crederanno senza aver visto. Ma noi, fratelli, abbiamo sempre davanti agli occhi il Cristo Signore: ci basta guardare il volto di ogni fratello per vedere LUI e credere nella sua risurrezione e nella sua presenza in mezzo a noi.

                        È difficile, ma ora è possibile: vogliamo provare?

 

PER LA PREGHIERA

 

Fratelli e sorelle, mettiamoci ora davanti a Dio con le nostre speranze e i nostri dubbi, i nostri desideri di bene e la nostra incapacità ad essere come vorremmo.

 

Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, Signore.

 

1. Perché la tua Chiesa, Signore, ritrovi l'unità perduta, e tutti i cristiani ascoltino con lo stesso cuore il tuo Vangelo e condividano in un'anima sola il pane eucaristico, noi ti preghiamo.

 

2.  Per il Papa e per il nostro Vescovo, perché i segni delle loro sofferenze e del loro amore diventino per la nostra fede testimonianze credibili della tua risurrezione, noi ti preghiamo.

 

3.  Per tutte le comunità cristiane e in particolare per la nostra parrocchia, perché sappia inventare gesti di condivisione, nutrire sempre sentimenti di rispetto e di cordialità verso tutti, aiutare chi fa fatica a credere, noi ti preghiamo.

 

4.  Per i volontari, per le CARITAS chiamate a sempre nuove sfide di misericordia: la loro attenzione ai più poveri e ai più deboli siano un richiamo ai responsabili perché trovino soluzioni giuste e dignitose per tutti. Noi ti preghiamo.

 

PADRE NOSTRO

 

Noi osiamo sperare, Signore, in un mondo nuovo perché tu ci hai mostrato che la vita e l'amore sono più forti della morte. Fa' che la nostra fede sia l'arma della nostra vittoria ora e nei secoli dei secoli.

Amen.