QUARESIMA 2026- CATECHESI ADULTI

 

 

PELLEGRINI DI SPERANZA

 

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SERVIRE LA VITA, SERVIRE LA SPERANZA

 

 

                             CAMMINO QUARESIMALE 2026

 

                                               SANTUARIO DELLA MADONNA 

                                                      DEL PIANTO - ALBINO

 

 

“SERVIRE LA VITA,

 

SERVIRE LA GIOIA DI VIVERE”

 

 

 

 

 

MERCOLEDI

 

04     MARZO

 

LA GIOIA DI AMARE

 

 

ORE 15

 

 

MERCOLEDI

 

11     MARZO

 

LA GIOIA DELL’UMILE:

DIO È IN MEZZO A NOI

 

 

ORE 15

 

MERCOLEDI

 

 

18     MARZO

 

DALLA GIOIA AL DONO

 

 

 

ORE 15

 

MERCOLEDI

 

25     MARZO

 

LA PACE DI DIO

 

 

 

ORE 15

 

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Riflessioni offerte 

 

da don Giuseppe Ravasio

 

 

 

 

ORE 15,00

 

presso il SANTUARIO

DELLA MADONNA DEL PIANTO IN ALBINO

 

 

don Giuseppe Ravasio

2 quaresima 2026.pdf

 

 

Santuario Madonna del Pianto ALBINO

2- Catechesi di Quaresima 2026

La gioia dell’umile: Dio è in mezzo a noi

 

PREGHIAMO INSIEME

 

O Santo Spirito, scendi su di noi.  Apri i nostri cuori all’umiltà, affinché possiamo accogliere la Tua Parola non con presunzione, ma con animo semplice e disponibile. Rendi il nostro cuore docile, per comprendere e vivere la volontà di Dio. Fa’ che ogni nostro ascolto sia un incontro che ci trasformi,  portando frutto di gioia e pace  nella nostra vita. Amen.

 

LA PAROLA DI DIO

Dal libro del profeta Sofonia (3,12-20) 

 

12«Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero». Confiderà nel nome del Signore 13il resto d’Israele. Non commetteranno più iniquità e non proferiranno menzogna; non si troverà più nella loro bocca una lingua fraudolenta. Potranno pascolare e riposare senza che alcuno li molesti. 14Rallégrati, figlia di Sion, grida di gioia, Israele, esulta e acclama con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme! 

15Il Signore ha revocato la tua condanna, ha disperso il tuo nemico. Re d’Israele è il Signore in mezzo a te, tu non temerai più alcuna sventura. 16In quel giorno si dirà a Gerusalemme:

«Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia! 17Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te è un salvatore potente. Gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore, esulterà per te con grida di gioia». 18«Io raccoglierò gli afflitti, privati delle feste e lontani da te. Sono la vergogna che grava su di te. 19Ecco, in quel tempo io mi occuperò di tutti i tuoi oppressori. Soccorrerò gli zoppicanti, radunerò i dispersi, li farò oggetto di lode e di fama dovunque sulla terra sono stati oggetto di vergogna. 20In quel tempo io vi guiderò, in quel tempo vi radunerò e vi darò fama e lode fra tutti i popoli della terra, quando, davanti ai vostri occhi, ristabilirò le vostre sorti», dice il Signore.

 

COMPRENDERE LA PAROLA

 

Sofonia Profeta dell'Ira Divina e della Speranza

Sofonia, che significa "colui che Dio protegge", è il nome del profeta ricordato per la sua missione al tempo del re di Giuda, Giosia (640-609 a.C.). 

La sua predicazione è inerente alla situazione di idolatria, in cui si trova il popolo ebreo prima della riforma religiosa di Giosia. Sofonia insiste sul giorno del Signore che incombe sulla storia di Giuda, sulle nazioni che l'opprimono e su tutta l'umanità. Questo tema è proprio dei profeti che l'hanno preceduto, in particolare di Amos, e di Isaia. In questi profeti il giorno del Signore indica il momento nel quale Dio interviene a punire con gravità il suo popolo o anche un popolo pagano.

Sofonia presenta gli oracoli che riguardano "il giorno del Signore", con un linguaggio drammatico che coinvolge tutto il creato: umanità, cielo e terra. Quel giorno sarà un momento di devastazione e di ira, di angoscia e di sofferenza, di nubi e di tenebre: "Giorno d'ira quel giorno, giorno di angoscia e di afflizione, giorno di rovina e di sterminio, giorno di tenebra e di oscurità, e giorno di nube e di caligine, giorno di suono di corno e di grido di guerra sulle città fortificate e sulle torri elevate". (Sof 1,15-16).

E non resta molto tempo:  "Il gran giorno del Signore è vicino; è vicino e viene in gran fretta" (Sof 1,14). Allora Sofonia invita caldamente a evitare l'idolatria di Baal che si praticava nella città di Gerusalemme e che era il culto degli astri importato dall'Assiria, praticato "sui tetti" del Tempio. 

Anche le nazioni vicine saranno sterminate, e se il Regno di Giuda, vuole sfuggire a tale distruzione, deve pentirsi. Sofonia pur rinnovando le minacce contro Gerusalemme, annuncia che coloro che sfuggiranno e vivranno al sicuro saranno gli umili, i miti: "Far  rimanere in mezzo a te un popolo umile e povero, che confiderà nel nome dell'Eterno. Il resto d'Israele non commetterà iniquità e non dirà più menzogne, né si troverà nella loro bocca lingua ingannatrice; poiché essi pascoleranno il loro gregge, si coricheranno e nessuno li spaventerà" (Sof 3,12-13).

 

 

 

 

 

 

 

LETTURA DEL TESTO

Capitolo 3: Sintesi

 

il Profeta:

•               Accusa Gerusalemme di non aver imparato dagli eventi.

•               Ricorda la promessa divina di purificare le "labbra dei popoli" per adorare un solo Dio con un cuore puro e un culto rinnovato.

•               Termina con la gioia, la liberazione e la restaurazione per un "popolo umile" salvato da Dio, con l'immagine di Dio che abita in mezzo al suo popolo. 

 

3:12 Lascerò  in mezzo a te un popolo umile e povero  che confiderà  nel nome del SIGNORE.

Ecco le caratteristiche dei fedeli del popolo, come il Signore li troverà alla sua venuta per regnare: umili, poveri e che confidano in Dio.  Potranno posare lo sguardo sul loro Dio, vederlo nella sua gloria.

La loro povertà sarà una reale povertà; essi non possederanno nulla.  Sono poveri, ma adesso possiedono Dio, finalmente presente in mezzo a loro e con lui sarà loro donata ogni cosa. 

 

3:13 “Il resto d’Israele non commetterà azioni malvagie, non dirà menzogne, e non si troverà più un linguaggio ingannatore sulle sue labbra; perché essi pascoleranno, si coricheranno, e non vi sarà più nessuno che li spaventi».”

Il popolo fedele non sarà composto da uomini dal cuore doppio; Israele sarà una nazione che esprimerà al meglio i caratteri del suo Signore e Re, e finalmente in lui potrà riflettersi, perchè questi uomini pascoleranno e non vi sarà più nessuno che li spaventi.  

 

3:14 “Prorompi in grida di gioia, o figlia di Sion! Alza grida d’esultanza, o Israele! Rallegrati ed esulta con tutto il cuore, o figlia di Gerusalemme! “

Così inizierà un regno di pace e prosperità che non avrà mai fine. Israele restaurato avrà un posto di primo piano fra le nazioni che saliranno ogni anno a Gerusalemme per adorare il Re.

Con grandissima gioia il loro Signore sarà accolto. 

 

3:15 “Il SIGNORE ha revocato le sue condanne contro di te, ha scacciato il tuo nemico. Il Re d’Israele, il SIGNORE, è in mezzo a te, non dovrai più temere alcun male. “

Il nemico, che fino all’ultimo ha desiderato la distruzione di quanti sono fedeli a Dio, è stato scacciato, il Signore, è in mezzo al suo popolo.  Gerusalemme sarà il centro del culto a Dio sulla terra. In mezzo ad essa il centro sarà il Signore.  Non vi è stato mai un regno simile, né vi sarà.  Altri regni, certo, hanno manifestato grandezza e potenza nel passato, ma nessuno di questi pu  essere paragonato al regno del Signore.

 

3:16 “Quel giorno si dirà a Gerusalemme: «Non temere, o Sion, le tue mani non si indeboliscano! “

3:17 “Il SIGNORE, il tuo Dio, è in mezzo a te, come un potente che salva; egli si rallegrerà con gran gioia per causa tua; si acquieterà nel suo amore, esulterà, per causa tua, con grida di gioia»”.

Abbiamo visto quanto siano terribili i giudizi di Dio su coloro che avendo peccato non hanno prestato ascolto agli appelli di Dio.  Il Signore è perfetto in ogni cosa. La sua giustizia e la sua santità sono tanto grandi quanto lo sono le cure del suo amore. I giorni oscuri sono passati; adesso grida di gioia e canti abbonderanno perché il Signore è in mezzo a loro come un potente che salva. La gioia non potrà essere cambiata da nessun evento inaspettato, cataclisma o guerra che sia.

Tutte le nazioni godranno della sua pace.

 

3:18 “Io raccoglier  quelli che sono nel dolore lontano dalle feste solenni; sono tuoi; su di loro pesa la vergogna!”

Non vi sarà più dolore, ed essi saranno come un’offerta per il Signore.  Sono stati lontani dalle feste solenni e dalla gioia dei canti, ma ora il Signore li raccoglie in una pace e in una gioia senza fine.

3:19 “In quel tempo, io agirò contro tutti quelli che ti opprimono; salverò la pecora che zoppica, raccoglierò quella che è stata cacciata via, e li renderò gloriosi e famosi, in tutti i paesi dove sono stati nella vergogna. “

3:20 “In quel tempo, io vi ricondurrò; in quel tempo, vi raccoglierò; perché vi renderò famosi e gloriosi fra tutti i popoli della terra, quando farò tornare, sotto i vostri occhi, quelli che sono in esilio», dice il Signore. .

La malvagità dell’uomo “raggiungerà il suo culmine. Il residuo fedele conoscerà oppressioni e persecuzioni tali che non hanno riscontro nella storia.  Ma il Signore tornerà per giudicare, per porre fine alla malvagità di coloro che opprimono e per prendersi cura della pecora zoppa, di quella che è stata oppressa.  Tanto saranno stati abbassati fra le nazioni, tanto il Signore li renderà  gloriosi fra tutti i popoli della terra.  

 

RIFLETTERE SULLA PAROLA

Come vivere questa Parola?

 

Il profeta Sofonia conclude le sue profezie prospettando un futuro all'insegna della gioia.  

Proprio per questo la città di Gerusalemme, che è il cuore del popolo eletto è chiamata a festeggiare questo evento: quando Dio proprio in essa si manifesterà avendo revocato la condanna che i peccati del popolo avevano meritato.

"Ma se il mondo va a rotoli,  dov'è questo Dio che libera e salva?".  

Il cristiano dev’essere sempre un testimone di gioia, perciò non può mai avere la «faccia  funebre»: ci ricordava Papa Francesco evidenziando che quello del Profeta Sofonia è «un messaggio di speranza, ma anche di gioia forte: “Rallegrati, grida di gioia, esulta e acclama con tutto il cuore, sii gioioso, sii 

gioiosa».  

«Non è la gioia di una festa; è una gioia che viene da dentro e siamo invitati anche noi a trovare questa gioia che ci ha offerto la redenzione del Signore.

 

Come fare?

Primo: 

perché il Signore ha revocato la tua condanna, cioè ti ha perdonato, non-sei più colpevole, ha dimenticato le tue colpe; gioisci, ti ha dato il suo perdono.  A volte, noi sappiamo che siamo stati perdonati, ma c’è un’incapacità di dimostrarlo: si preferisce restare in una vita tiepida.  Ma se tu sei stato perdonato, sei stato guarito, rallegrati! Del resto, la gioia cristiana è questa, questa è la radice propria della gioia cristiana. Purtroppo, come cristiani, spesso noi non ci rendiamo conto del perdono che ci ha portato Gesù: siamo stati perdonati! Se noi abbiamo la faccia funebre, come possono credere che siamo stati redenti, che i nostri peccati sono stati perdonati? Da qui l’invito: prendi questo perdono e vai avanti con gioia.  Dio è il Dio del perdono, non dimenticarlo mai.

 

Secondo:

il profeta esorta: «Rallegrati perché il re di Israele, il Signore, è in mezzo a te, e tu non temerai più alcuna sventura».  Di conseguenza, occorre essere non solo gioiosi perché siamo stati perdonati, ma gioiosi perché il Signore cammina con noi, è in mezzo a noi; è in mezzo alle nostre prove, alle nostre difficoltà, alla nostra vita, alle nostre gioie; è in mezzo a tutto.  È bello durante la giornata dire qualche parola al Signore che è accanto a noi, è nella nostra vita. È bello, parlare a lui perché lui è in mezzo a noi, in mezzo al nostro popolo, in mezzo alla mia vita, e per questo, ci dice il profeta: “Gioisci, salta, grida, grida di gioia, balla di gioia”».

 

Terzo: 

Sofonia poi ci dice un’altra cosa: “Ci saranno sventure nella vita, ma tu perché sei un perdonato e perché il Signore è in mezzo a te: non lasciarti cadere le braccia”».  Infatti il pessimismo della vita non è cristiano. Nasce da una radice che non sa che è stata perdonata, nasce da una radice che non ha sentito mai le carezze di Dio.

 

Cosa è la “gioia” per voi?  

Stare bene di salute, avere degli amici, trascorre un periodo di vacanze insieme alla famiglia, ricevere dei regali, fare una bella festa, gustare un buon pranzo e… continuate voi!  Tutte cose giustissime e bellissime perché il Signore le vuole.  Un giorno san Paolo raccomandava ai suoi cristiani:” Rallegratevi sempre nel Signore, ve lo ripeto, rallegratevi: il Signore è vicino”. Pensiamoci un attimo… prima abbiamo elencato vari motivi di gioia, ma san Paolo aggiunge un qualcosa di più: ci dice di rallegrarci nel Signore, sempre, continuamente, ci dice di cercare la gioia nel Signore, e ce lo ripete pure! Ma cosa vuol dire rallegrarsi nel Signore? Vuol dire essere felici di vivere con lui, essere felici di essere figli suoi, essere felici di assomigliare a lui.  Quando si ama qualcuno la sua presenza è gioia, la sua presenza dà sicurezza, protezione, serenità.  Il miglior modo di pensare al Signore è quello di pensarlo come ad una mamma che vuole solo il bene per il suo bambino, che vuole solo la sua felicità. 

È molto bello questo, è motivo di gioia immensa. Dio, infatti, ci conosce da sempre perché ci ha creati, ci ha amati ancora prima che il mondo esistesse, è difesa della nostra vita e con lui non dobbiamo avere paura è con noi sempre.  Ma ci vuole impegno anche da parte nostra.  Il vero amore, infatti, è sempre reciproco: è ricevere e anche donare. Ma noi, che cosa possiamo donare a Dio? 

Possiamo donare il nostro cuore, la nostra mente, le nostre forze, la nostra piccolezza, il nostro impegno, i nostri sforzi più o meno efficaci, le nostre capacità ed incapacità, tutto quello che abbiamo, anche se a volte è poco o niente… e quando tutti questi doni sono nelle sue mani, lui li userà per fare meraviglie. Meraviglie di amore.  

I cristiani sono nati per essere felici. Non può esistere un amico di Gesù col “muso duro”, arrabbiato ed il berretto ben calcato sulla fronte in modo tale da non guardare in faccia nessuno, da non parlare con nessuno, da non essere caritatevole con nessuno… 

La Parola di Dio oggi ci spinge a non lasciarci prendere dalla tristezza, a non lasciarci sopraffare dall’angoscia pur avendone tutti i motivi. 

Tuttavia la nostra non è una gioia qualsiasi, è la gioia di chi esce da sé stesso, dal proprio egoismo, per aprirsi a Dio accogliendo il suo progetto nella propria vita e andando verso gli altri.

Sofonia menziona un popolo che «non commetterà più iniquità, non dirà più menzogne e non si troverà più nella sua bocca una lingua di frode».  

Questo suggerisce che una pace e una gioia autentiche sono  profondamente legate alla purificazione interiore e all’abbandono del peccato.  L’umiltà qui implica anche il riconoscimento delle proprie mancanze.  Ricordiamo che nemici e ostacoli seri alla gioia sono la menzogna, la frode, l’iniquità che inevitabilmente impediscono di sperimentare la piena pace e gioia del Signore. 

 

LA VITA MI INTERROGA 

 

•Sofonia mostra con chiarezza che l’umiltà non è solo una condizione socio-economica, ma soprattutto un atteggiamento di fiducia esclusiva nel Signore.  Questo implica la scelta consapevole di riconoscere i nostri limiti e la nostra dipendenza da Dio nelle azioni di ogni giorno.  

Mi chiedo: qual è una situazione pratica nella mia giornata (a casa, al lavoro, nelle relazioni) in cui potrei intenzionalmente fare un passo indietro, lasciare andare il controllo o chiedere l’aiuto di Dio, dimostrando così la mia umiltà e fiducia nel Suo agire? 

In che modo la mia ricerca di autosufficienza e di controllo ostacola l’esperienza della vera gioia che Una gioia autentica è sempre preceduta da un processo di onestà con se stessi e con Dio riguardo alle proprie mancanze.  

C’è un’abitudine, un pensiero o un atteggiamento che so non essere in linea con la volontà di Dio e che mi sta togliendo la pace e la gioia?  

Quale piccolo passo posso compiere oggi per “purificare” quell’area della mia vita, confidando che ne scaturirà una gioia più profonda e autentica 

•Sof 3,16 esorta: «Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia!».  

Questo è un richiamo potente ad agire con coraggio, confidando che il Signore è “in mezzo a te”.  La fede in Dio come “salvatore potente” deve tradursi in un atteggiamento coraggioso, vittorioso sulle tante paure che ci frenano e condizionano.  

Di fronte a quale sfida o incertezza della mia vita attuale mi sento paralizzato/a dalla paura o tentato/a di “lasciarmi cadere le braccia”?

• La promessa che Dio trasformerà la vergogna in “lode e fama” per gli afflitti e i d i s p e r s i è incredibilmente attuale.  Ognuno di noi ha momenti o aspetti della propria vita che vorrebbe nascondere.  Il messaggio è che Dio può redimere ogni storia.  

Come possiamo iniziare a vedere quella parte della nostra storia personale e comunitaria non come un ostacolo, ma come un’opportunità per testimoniare il potere trasformante di Dio che può portare lode e fama anche dalle situazioni più difficili?

 

CONCLUDENDO IN PREGHIERA 

O Spirito Santo, Tu che raduni il resto  umile e povero,  fa' che dimoriamo  nella fede,  senza più timore  né vergogna.  Rendici lode e gloria fra i popoli,  liberaci da ogni male  e radunaci nella gioia.  Fa' che esultiamo in Dio, nostro Re e Salvatore. Amen. 

 

Padre nostro 

 

 

 

I segni della Quaresima 
digiuno, elemosina, preghiera

 

DIGIUNO

Il digiuno che piace al Signore

Digiuna dal giudicare gli altri: scopri Cristo che vive in loro.

Digiuna dal dire parole che feriscono: saziati di frasi che guariscono.

Digiuna dall’essere insoddisfatto: riempiti di gratitudine.

Digiuna dalle arrabbiature: rivestiti di pazienza.  E di sorrisi!

Digiuna dal pessimismo: apriti alla speranza. E alla voglia di fare…

Digiuna dalle preoccupazioni inutili: riponi la tua fiducia in Dio.

Digiuna dal lamentarti: sorprenditi a pieni polmoni per quella meraviglia che è la vita.

Digiuna dall’amarezza: riempiti di perdono.

Digiuna dallo scoraggiamento: caricati di entusiasmo.

Digiuna dal dare importanza a te stesso: riserva tutte le tue attenzioni agli altri.

Digiuna dall’ansia per le tue cose: riempiti di amore per le cose di Dio.

 

ELEMOSINA

l’elemosina è un mezzo per ristabilire la giustizia quale Dio la vuole sulla terra, dando a tutti gli esseri ciò di cui essi hanno bisogno. 

San Leone Magno insegnava in uno dei suoi discorsi sulla Quaresima: «L’elemosina … sotto il nome unico di “misericordia” abbraccia molte opere buone». Ogni gesto di generosità che dona ai poveri e ai bisognosi è frutto di una privazione personale. L’elemosina, anche se piccola, aiuta ad alzare gli occhi da noi stessi e ad avere compassione per chi stende la mano in cerca di aiuto. 

L’elemosina nasce dalla misericordia, dall’interesse autentico per la vita dell’altro

L’elemosina più̀ bella è ascoltare il fratello: un colloquio apre il cuore, può̀ rigenerare l’anima. Quando ascolto nella pace, la pace entra nell’intimo di chi mi parla. È un bene fatto bene: nessuno diventa famoso perché́ ascolta in silenzio... 

Bisogna fare il bene “bene”, ossia senza farlo sapere e per farlo bene bisogna farlo di nascosto. 

Non sappia la destra quello che fa la tua sinistra”.

 

PREGHIERA

Ci sono tanti modi per pregare insieme: 

Inizia col un bel “Segno di croce” dicendo: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. 

si può leggere anche il vangelo del giorno

si può mettere una intenzione particolare di preghiera. 

si può chiedere perdono e mettersi in ascolto della Parola di Dio; 

si può chiedere aiuto e professare la propria fede; 

si può adorare davanti alla croce o all’Eucaristia; 

si può dare lode a Dio per il suo grande amore e pregare cantando o in silenzio. 

si può pregare insieme per la pace e per generare una cultura di pace,

Chiudi con il Padre nostro o l’Ave Maria o il Gloria al Padre. 

 

Il Sacramento della Riconciliazione 

Digiuno, elemosina e preghiera raggiungono il suo punto focale nel sacramento della Penitenza e della Riconciliazione, via per eccellenza della conversione del cuore e dell’impegno determinante per un rinnovamento spirituale. 

Hai già pensato alla tua Confessione per celebrare bene la Pasqua del Signore?

MERCOLEDÌ DELLE CENERI

 

Il MERCOLEDÌ DELLE CENERI; inizia ufficialmente il periodo penitenziale della QUARESIMA, periodo di cammino verso la celebrazione della Pasqua. 

Il rito che viene compiuto oggi è, sicuramente, molto suggestivo, anche per chi non è molto vicino alla fede o alla prassi ecclesiale. Il gesto dell’imposizione delle ceneri richiama infatti molti sentimenti: la penitenza, l’umiliazione, la conversione, ecc.

La celebrazione delle ceneri nasce a motivo della celebrazione pubblica della penitenza, costituiva infatti il rito che dava inizio al cammino di penitenza dei fedeli che sarebbero stati assolti dai loro peccati la mattina del giovedì santo. Molto tempo fa, infatti, la confessione non avveniva in modo ricorrente, ma una sola volta, ed in modo pubblico. Pubblica infatti era anche la confessione che avveniva per tutti i penitenti il Giovedì santo.

La teologia biblica rivela un duplice significato dell’uso delle ceneri.

1 - Anzitutto sono segno della debole e fragile condizione dell’uomo. 

2 - Ma la cenere è anche il segno esterno di colui che si pente del proprio agire malvagio e decide di compiere un cammino verso il Signore. 

Particolarmente noto è il testo biblico della conversione degli abitanti di Ninive a motivo della predicazione di Giona. I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal più grande al più piccolo. Giunta la notizia fino al re di Ninive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere. 

Ogni uomo o donna israelita e i fanciulli si cosparsero il capo di cenere e, vestiti di sacco, alzarono le mani davanti al Signore.

La nostra liturgia attuale ha conservato entrambi questi concetti biblici: due infatti sono state le formule attraverso le quali viene tuttora imposta la cenere sul capo: 

Ricordati che sei polvere e Convertitevi e credete al Vangelo.

La Chiesa continua a dire ad ogni uomo, ad ogni cristiano che tutti siamo continuamente bisognosi di conversione. 

Disponiamoci quindi ad iniziare bene questo itinerario di conversione comunitario, per giungere con rinnovata gioia a celebrare la Santa Pasqua.

 

 

 

Ricordati che sei polvere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Convertitevi e credete nel Vangelo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Preghiera per il Mercoledì delle Ceneri

 

Ti preghiamo, Signore Gesù,
fa' che questa cenere che scenda sulle nostre teste
con la forza della grandine
e ci svegli dal torpore del peccato.
Fa' che questi quaranta giorni
siano un occasione speciale per convertire il nostro cuore a te,
e rimetterti al primo posto della nostra vita.
Donaci di saper riconoscere il tuo passaggio
e di vivere ogni istante con la certezza
che tu cammini in mezzo a noi,
che tu sai aspettare il nostro passo lento e insicuro;
che tu sai vedere in noi
quello che nemmeno sappiamo immaginare.
In questi quaranta giorni,
metti nel nostro cuore desideri
che palpitino al ritmo della tua Parola.
Maria aggiunga ciò che manca alla nostra preghiera.
Amen.