DOMENICA 24 MAGGIO: PENTECOSTE ANNO A

 

GESU', ACCOGLI IL BENE FATTO DA OGNI UOMO E PORTALO A COMPIMENTO.

 

HANNO DETTO:  Il cuore, come lo stomaco, vuole una dieta variegata. Gustave Flaubert

SAGGEZZA POPOLARE: Non è possibile applaudire con una mano sola.

ANEDDOTO: Ho scritto il tuo nome sulla sabbia, ma l’onda l’ha cancellato. Ho inciso il tuo nome su un albero, ma la corteccia è caduta. Ho scolpito il tuo nome sul marmo, ma la pietra si è rotta. Preso dalla disperazione, ho nascosto il tuo nome nel mio cuore e là il tempo l’ha conservato.

PAROLA DI DIO: At 2,1-11; Sal 103; 1Cor 12,3b-7.12-13; Gv 20,19-23

 

Vangelo Gv 20,19-23

Dal vangelo secondo Giovanni

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Parola del Signore

 

Riflessione

 

La celebrazione di Pentecoste, per noi cristiani, è una gran festa. Potremmo dire che è una festa "riepilogo", in quanto il dono dello Spirito Santo promesso e mandato da Gesù, viene a coronare tutta la storia della salvezza e soprattutto l’opera di Gesù morto e risorto per noi. Ma anche è la festa "dell’avvio" perché, grazie all’azione e ai doni dello Spirito Santo, quel gruppetto di timorosi apostoli e discepoli diventa il gioioso e coraggioso gruppo di testimoni di Gesù che si sentono incaricati da Lui di portare al mondo la sua buona notizia. Una festa, dunque, di contemplazione delle opere meravigliose di Dio, ma anche una festa che invitandoci a ritrovare il nucleo centrale della nostra fede, l’Amore, ci sprona, riconoscenti, a portare ai fratelli il messaggio di Gesù. Il passo del Vangelo di oggi ci dice che Gesù, apparendo ai suoi apostoli il giorno di Pasqua, dopo aver augurato loro la pace, dopo aver rimesso la gioia nei loro cuori, «alitò su di loro e disse: ricevete lo Spirito Santo». Lo Spirito Santo, quindi, è un dono di Gesù risorto, è il suo stesso Spirito donato a noi. Quando facciamo il segno della croce con le parole noi ricordiamo che lo Spirito Santo è la terza persona della SS. Trinità. Lo Spirito Santo è lo Spirito di amore che suscita amore nella Chiesa e nel mondo. La Bibbia paragona lo Spirito Santo al soffio della vita. Pensate a Dio che crea l’uomo e per dargli la vita "vi alitò sopra". Nella prima lettura di oggi, poi lo Spirito è paragonato sia al vento impetuoso che non si vede, ma trascina ogni cosa al suo passaggio, sia al fuoco impalpabile ma efficace che trasforma in luce e calore tutto ciò che avvolge. Tutte queste immagini ci dicono che lo Spirito di Dio, che è Spirito di Amore, è una forza irresistibile, capace di vincere ogni ostacolo e di portare a tutti la salvezza. Che cosa opera lo Spirito Santo? 

È lo Spirito di Dio che crea e guida tutta la storia della salvezza. Pensiamo anche solo ai profeti: poveri uomini che attraverso la grazia di Dio e il suo Spirito diventano testimoni, portatori di valori più grandi di loro. È lo Spirito che fa nascere Gesù nel grembo di Maria ed è sempre lo Spirito che lo fa risorgere dai morti. Abbiamo sentito nel racconto della Pentecoste che è lo Spirito che fa degli apostoli, uomini pieni di difetti e di paura, coraggiosi testimoni del vangelo. È ancora lo Spirito che suscita doni diversi per il bene comune, che suscita la fede e conduce a Cristo Gesù, che fa sbocciare dovunque l’amore e la donazione. Tutto ciò che è buono, ogni impulso verso il bene è suscitato da Lui. Lo Spirito Santo è presente in ogni uomo come seme che germoglia e giunge alla mietitura; come sale che dà gusto e sapore a tutte le cose; come lievito capace di fermentare tutta la massa. In chi si lascia permeare da Lui, si manifesta come gioia, pace, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé. Quali doni porta lo Spirito Santo? Lo Spirito Santo non viene a mani vuote; viene con i suoi sette doni, che ha riversato abbondantemente su Gesù e che sono già seminati in noi fin dal battesimo. Proviamo ad esaminarli brevemente cercando di scoprire quale gran potenzialità è in noi, se la lasciamo crescere e maturare Primo dono: la Sapienza. Sapienza deriva da saporeè la capacità di assaporare le cose di Dio, di riconoscere Dio nelle cose, è il gusto di cercarlo. Nel mondo tutto è pieno di allusioni, richiami, messaggi, e noi spesso corriamo il rischio di fermarci all'esteriore, di non saper leggere fra le righe. Un proverbio cinese diceva: «Quando il saggio indica la luna, lo sciocco guarda il dito». La sapienza, dono dello Spirito, ci aiuta a guardare oltre il dito. Ci rende, se possiamo usare il paragone, come il girasole che lungo tutto il giorno, dal mattino alla sera, orienta verso il sole la sua corolla per assaporare il calore dei raggi. Con l'occhio rivolto a Dio, noi impariamo a distinguere il bene dal male, e compiamo con sapienza le scelte giuste. Lo Spirito Santo è Spirito di intelligenza. Intelligenza, dal latino, significa leggere dentrodice la capacità di non essere superficiali, ma di saper penetrare in profondità e arrivare al cuore delle cose. Non possiamo giudicare le persone dalla piega dei pantaloni, dal titolo di studio, dai muscoli, ma dalla capacità di capire. L'intelligenza ci porta a scoprire la verità. E Gesù ha assicurato gli apostoli: "Quando verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera". Altro dono è il Consiglio. Fondamentalmente questo dono ci aiuta a comprendere e ci suggerisce il progetto di Dio; e Dio ha un sogno, un progetto per ciascuno e per tutti, ed il progetto che Lui ha per ciascuno è per il bene di tutti. Lo Spirito Santo ci aiuta a discernere questo progetto. Spesso gli uomini vivono senza senso, lo Spirito ci matura e ci fa comprende il senso del nostro vivere. Altro dono dello Spirito è la fortezza. Chi non ha forza interiore è malato. Nelle difficoltà è conformista, si barcamena, se ne lava le mani. Oggi si tende al minimalismo, ad attenuare tutto, a snervare, a diventare come qualcuno ha detto "uomini bonsai"che vegetano anche a lungo, ma restano sempre minuscoli e rattrappiti. La fortezza è il dono del coraggio, della costanza, della tenacia. Paolo scriveva ai cristiani di Roma: «Lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza». È Lui che fornisce la grinta necessaria per dare il meglio. Il dono della scienza. È il dono che ci fa percepire tutta la creazione come «gloria di Dio», riflesso della sua bellezza, segno della sua bontà. Questo dono ci aiuta a comprendere con simpatia gli altri, e per comportarsi con competenza tra le cose. L'amore, se non è sorretto dalla competenza, va alla deriva. La buona volontà non basta, non c'è nulla di più devastante e terrificante che un uomo incompetente scatenato nell'azione. Il dono della pietà. Non ci deve ingannare il senso che siamo soliti dare a questa parola oggi: pietà nel mondo antico esprimeva l'amore dei figli verso i genitori, e nella Bibbia il sentimento filiale della creatura verso Dio. E il dono della preghiera, il dono che ci fa rivolgere a Dio chiamandolo "Abbà", papà. E il dono dell’amore che si esprime nelle parole, nel dialogo, nel silenzio, nell’adorazione, in mille atteggiamenti che manifestano amore per la persona amata.

E, infine il dono del Timor di Dio che non è la paura di Dio, paura dei suoi castighi, paura che Dio ci mandi all’inferno, ma la gioia di essergli figlio e il timore di non fare abbastanza per piacere a lui, preoccupazione di non essere all’altezza della dignità cui Dio ci ha chiamati. Quali sono, allora, gli impegni che scaturiscono da tutti questi doni? Questi sette doni ci sono dati dallo Spirito perché non abbiamo mai a perderci di coraggio, ma sappiamo invece lavorare con Gesù e per Gesù per diffondere il Vangelo, che è la bella notizia che grida a tutti che Dio ci ama e ci vuole tutti, per sempre con sé. E nel Vangelo di oggi noi abbiamo letto che Gesù dice ai suoi apostoli e a ognuno di noi: "Come il Padre ha mandato me, così io mando voi".

Gesù ha fiducia nei suoi apostoli anche se lo hanno tradito e abbandonato, così come ha fiducia in noi nonostante i nostri peccati di ogni giorno. E ci dà il suo Spirito proprio perché continuiamo la sua opera attraverso i nostri piccoli gesti quotidiani di amore e di coraggio. Sarà la più bella risposta alla fiducia che Gesù ha riposto in noi.