DOMENICA 8 FEBBRAIO: 5^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Vangelo Mt 5, 13-16
Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli". Parola del Signore
“VOI SIETE LA LUCE DEL MONDO”. (Mt. 5,14)
Gesù non solo ci esorta a vivere nella luce, ma addirittura ci chiede di essere luce. E tutti sappiamo cosa voglia dire la luce nel cuore e tra gli uomini che incontriamo. Certamente non conosce la luce, e quindi non può essere sale, chi vive ed opera iniquamente. Non è certamente luce la voglia di ricchezza che c’è in giro e che crea facilmente voglia di crimine: l’egoismo, che è un chiudere fuori nella notte della indifferenza o della solitudine i fratelli, che hanno bisogno di amore. Non è luce quel pericoloso svendersi al materialismo che è notte di ogni valore. La luce ha un solo nome: l’amore che si dona fino al martirio; è la voglia di felicità, attinta però dal Cuore di Dio e il desiderio di comunicarla. L’uomo ha bisogno di questa luce più che del pane della terra. Forse in tanti miei amici sorgerà il solito interrogativo: “Come fare da soli?” Rispondo con un proverbio: “Una candela accesa ha il potere di accenderne mille spente. Mille spente non accenderanno mai una candela”.