Essere cristiani non consiste solo nell'affermare con forza che si crede in Gesù Cristo, e neppure partecipare ad un insieme di riti e di pratiche, comandate dalla religione, come ascoltare la messa e frequentare i sacramenti.
Significa soprattutto accogliere e vivere la Parola di Dio: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua». Essere cristiani vuoi dire essere discepoli di un Dio crocifisso, accettare di passare attraverso la morte, con lui, per arrivare alla risurrezione.
PRIMA LETTURA -
Oggetto di persecuzione, il profeta Geremia si domanda dove ha trovato il coraggio per continuare la sua missione. E’ Dio che lo ha sedotto, al punto che la sua Parola era in lui come un fuoco divorante: non poteva non proclamarla.
SALMO RESPONSORIALE -
È il canto di amore di un'anima innamorata di Dio, desiderosa d'incontrarlo, di vederlo, di unirsi a lui, di bere alla sorgente della sua tenerezza. Per quanto grandi siano le prove che incontra, essa è certa di trovare in lui il suo riposo.
SECONDA LETTURA -
Il credente - scrive san Paolo - è colui che, rinunciando alla mentalità corrente e più ancora a se stesso, si offre interamente a Dio, come un sacrificio vivente.
VANGELO -
Dopo aver annunziato ai discepoli la sua passione e la sua morte, Cristo li avvisa che anch'essi dovranno seguirlo sul cammino della croce.
PAROLA DI DIO
Prima lettura
Ger 20,7-9
La parola del Signore è diventata per me causa di vergogna.
Dal libro del profeta Geremìa
Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre;
mi hai fatto violenza e hai prevalso.
Sono diventato oggetto di derisione ogni giorno;
ognuno si beffa di me.
Quando parlo, devo gridare,
devo urlare: «Violenza! Oppressione!».
Così la parola del Signore è diventata per me
causa di vergogna e di scherno tutto il giorno.
Mi dicevo: «Non penserò più a lui,
non parlerò più nel suo nome!».
Ma nel mio cuore c’era come un fuoco ardente,
trattenuto nelle mie ossa;
mi sforzavo di contenerlo,
ma non potevo.
O Dio, tu sei il mio Dio,
dall’aurora io ti cerco,
ha sete di te l’anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz’acqua.
Così nel santuario ti ho contemplato,
guardando la tua potenza e la tua gloria.
Poiché il tuo amore vale più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode.
Così ti benedirò per tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Come saziato dai cibi migliori,
con labbra gioiose ti loderà la mia bocca.
Quando penso a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
A te si stringe l’anima mia:
la tua destra mi sostiene.
Seconda lettura
Rm 12,1-2
Offrite i vostri corpi come sacrificio vivente.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, vi esorto, per la misericordia di Dio, a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale.
Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto.
Alleluia, alleluia.
Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo
illumini gli occhi del nostro cuore
per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati.
Alleluia.
Vangelo
Mt 16,21-27
Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso.
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».
Parola del Signore
RIFLESSIONE
Domenica scorsa Pietro riceveva da Gesù un grande complimento, ma già subito dopo, appena dopo, riceve da Gesù un appellativo che nessuno riceve mai nel vangelo, addirittura “satana”, viene definito…
Siamo qui nel centro del vangelo di Matteo, il punto in cui si decide per Gesù il suo destino e i discepoli sono chiamati a fare una scelta: “Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso”.
Questo fa del nostro Dio un Dio profondamente diverso da ogni altro dio, perché ci svela il suo volto più autentico: quello di Gesù Crocifisso.
A lui è necessario sempre guardare per conoscere Dio, non alle immagini che noi facciamo nella nostra testa, non alle nostre visioni o ai nostri desideri, ma a un Dio crocifisso.
E questo che Pietro non può accettare: “Dio non voglia, Signore, questo non ti accadrà mai”.
E questo è anche quello che tanti discepoli, e forse anche noi ripetiamo a Gesù: “Ma perché andare a farti ammazzare? Perché il forte deve continuare a sovrastare il debole? Perché continuare a far scendere lacrime in questa valle dolorosa? Perché vuoi fare anche tu una fine così ignobile? Combatti, salvati, rialzati!”
Ecco perché Gesù chiama Pietro “satana”, colui che fa cadere, perché Pietro non vuole accettare che Dio si manifesti con i tratti dell'amore, ma vuole un Dio della potenza e della forza.
E invece ha da imparare da Gesù cosa vuol dire vivere, ha da mettersi, come noi del resto, dietro a Gesù per seguirlo e non davanti a Gesù per dirgli ciò che deve fare.
Troppe volte forse anche la nostra stessa fede è una fede che dice a Dio che cosa deve fare e non una fede che si mette dietro Gesù per seguirlo sulla via della croce, quella via dolorosa e faticosa che il Signore stesso indica come unica strada per andare dietro lui.
In fondo, forse, Pietro aveva accettato Gesù come inviato del Padre, come Messia, ma accettare anche che un tale messia andasse a farsi crocifiggere a Gerusalemme era troppo.
Sì, forse è troppo anche per noi, cristiani tiepidi, che assecondiamo volentieri ciò che il mondo ci propone, o che invece siamo pieni di risentimento perché il mondo non è più quello di una volta.
Gesù ci ricorda che l'unico momento in cui si può vivere la fede è l'oggi, come ci ricorda il vangelo “Chi vuol venire dietro me, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua”.
Gesù ci ricorda che è necessario, come dice san Paolo ai Romani “lasciarsi trasformare rinnovando il nostro modo di pensare”.
Ogni giorno è un cammino di conversione, ogni giorno va rifatta la nostra scelta della croce, il nostro abbracciare un amore più grande, un amore come quello di Dio.
Spesso si dice che le nostre croci sono le nostre malattie, i nostri problemi e quant'altro. C'è una parte di vero in tutto questo.
Ma tutte queste cose sono inevitabili: non possiamo farci nulla, sia che lo vogliamo sia che non lo vogliamo ci vengono.
Il cristiano sa che la croce va presa, non solo sopportata.
Il cristiano sa che la decisione di amare va presa e non rimandata. Il cristiano sa che la decisione di servire va presa e non subita.
Allora ogni croce diventa risurrezione e si capiscono le parole di Gesù che dice a Pietro di dover molto soffrire e il terzo giorno risuscitare
Ma se non si prende sul serio il dramma della croce, anche la risurrezione diventa non più di una magia...
La croce di Gesù annuncia al mondo che l'amore va scelto e rinnovato ogni giorno, che in ogni momento è necessario comprendere “cosa devo fare”, chi devo essere”: uno che ama o uno che odia, uno che si appassiona o uno che resta indifferente, uno che va dietro Gesù o uno che vuole insegnargli il mestiere.
Ecco: Gesù ci spinge ad innalzarci all'altezza della croce, perché da quella visuale guardiamo il mondo e gli eventi e la nostra stessa vita.
La nostra vita si gioca tutta qui: nell'accettare una croce, nell'accettare un Dio che è debole e crocifisso, nell'accettare di amare. A noi la scelta, e che sia una scelta di vita!
PREGHIERA DEI FEDELI
«Se qualcuno vuole essere mio discepolo, prenda la sua croce e mi segua». Accogliamo con vero spirito di fede questa parola di Gesù, e andiamo con lui al Calvario portando ognuno la nostra croce.
Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Signore.
1. La Chiesa continua l'opera di Cristo. Perché sia pronta ad affrontare la prova per adempiere la sua missione, persuasa che per essa, come per Cristo, l'unica via della salvezza è quella della croce: preghiamo.
2. Per quelli che soffrono Perché nelle loro prove si associno a Cristo crocifisso, trasformandole così in fonte di purificazione, prove d'amore nel cammino verso Dio:
preghiamo.
3. Per coloro che lottano per la rivendicazione dei diritti dei poveri e dei deboli. Perché continuino instancabilmente nei loro sforzi per instaurare una società più umana e più fraterna:
preghiamo.
4. Per tutti noi qui riuniti, come ogni domenica, attorno alla mensa eucaristica. Perché si realizzi in noi un perfetto accordo tra culto e vita, tra pratica religiosa e spirito di fede nel nostro modo dì vivere e di operare: preghiamo.
Signore, Dio nostro, il Figlio tuo ci ha avvisati che, per essere suoi discepoli, dobbiamo percorrere una via disseminata di difficoltà. Aiutaci ad avanzare risolutamente, nella certezza che dopo le sofferenze della croce, arriveremo alla gioia che tu riservi a chi ti è fedele. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Prima lettura
Is 22,19-23
Gli porrò sulla spalla la chiave della casa di Davide.
Dal libro del profeta Isaìa
Così dice il Signore a Sebna, maggiordomo del palazzo:
«Ti toglierò la carica,
ti rovescerò dal tuo posto.
In quel giorno avverrà
che io chiamerò il mio servo Eliakìm, figlio di Chelkìa;
lo rivestirò con la tua tunica,
lo cingerò della tua cintura
e metterò il tuo potere nelle sue mani.
Sarà un padre per gli abitanti di Gerusalemme
e per il casato di Giuda.
Gli porrò sulla spalla la chiave della casa di Davide:
se egli apre, nessuno chiuderà;
se egli chiude, nessuno potrà aprire.
Lo conficcherò come un piolo in luogo solido
e sarà un trono di gloria per la casa di suo padre».
Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo.
Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza.
Perché eccelso è il Signore, ma guarda verso l’umile;
il superbo invece lo riconosce da lontano.
Signore, il tuo amore è per sempre:
non abbandonare l’opera delle tue mani.
Seconda lettura
Rm 11,33-36
Da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
O profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio! Quanto insondabili sono i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie!
Infatti,
chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore?
O chi mai è stato suo consigliere?
O chi gli ha dato qualcosa per primo
tanto da riceverne il contraccambio?
Poiché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen.
Alleluia, alleluia.
Tu sei Pietro e su questa pietra
edificherò la mia Chiesa
e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa.
Alleluia.
Vangelo
Mt 16,13-20
Tu sei Pietro, e a te darò le chiavi del regno dei cieli.
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.