PER LA MEDITAZIONE
"Nulla potrà mai separarci dall’amore di Cristo".
Il suo amore ha vinto le tribolazioni, le angosce e aiuta anche noi in tutte le prove della nostra vita. Il suo amore sarà sempre pronto ad accoglierci, sostenerci, perdonarci, sarà sempre disponibile a moltiplicare il pane per noi.
Il racconto della moltiplicazione dei pani e dei pesci, è un chiaro anticipo del dono gratuito che Cristo ci fa di se stesso nell’Eucaristia.
Lo stesso profeta Isaia, nella prima lettura ci ha ricordato che Dio ci chiama alla sua mensa: "Venite voi tutti che siete assetati..", affamati, venite alla mia mensa dove io mi do gratuitamente a voi.
Dio dice che noi uomini non facciamo che spendere il nostro patrimonio per cose che non saziano la nostra fame, che non ci appagano. Noi, infatti, spendiamo la vita, le risorse, il tempo, per inseguire dei traguardi che non sono in grado di saziarci, cioè di darci pace, serenità e gioia. Questi traguardi sono le ricchezze, il piacere, le realizzazioni che hanno di mira solo noi stessi.
Dio ci dice di cercare qualcos'altro, di cercare da un'altra parte, ma dove? Nel brano stesso di Isaia è contenuta una certa risposta: «Porgete l'orecchio e venite a me, ascoltate e voi vivrete».
La prima cosa da cercare è dunque la parola di Dio.
E' su questo tema che si inserisce il brano evangelico.
Quella folla aveva seguito Gesù nel deserto per ascoltare la sua parola; ne aveva talmente desiderio di questa parola che non aveva neppure pensato al mangiare, aveva cercato davvero, come prima cosa, il Regno di Dio.
Ma davanti a questa indicazione della parola di Dio da mettere al primo posto qualcuno potrebbe obiettare: "Che senso ha dire agli uomini di cercare prima di tutto il suo Regno, quando si ha ancora fame di pane di farina, quando ci sono milioni di bambini denutriti che muoiono di fame; che senso ha che i nostri missionari vadano nel terzo mondo ad annunciare il Regno di Dio a uomini che non hanno per nutrirsi, in certe regioni, se non un pugno di granoturco o di riso al giorno, per dissetarsi acqua fangosa e per vestirsi stracci colorati? Non è un insulto da parte nostra continuare a dire: cercate prima di tutto il Regno di Dio?"
Sì, è un insulto atroce, se noi cristiani ci fermiamo lì; se non facciamo come fece il Signore Gesù. Egli non disse alle folle: "Andate, adesso, la predica è finita e chi ha i soldi si compri il pane e chi non li ha si arrangi." Disse, piuttosto, ai suoi discepoli: «Date voi stessi da mangiare a loro».
Notate: i discepoli in un primo tempo pensavano di sbrigarsela così: rimanere soli con Gesù e mandar via la folla perché provvedesse da sola ai propri bisogni, ma Gesù non ci sta! Vuole che siamo disponibili a condividere con gli altri ciò che abbiamo.
Di fronte a questa pagina di Vangelo, noi siamo tra coloro che hanno cinque pani e due pesci, ma si guardano bene dal cederli e dal condividerli.
Gesú, nel deserto, moltiplicò i pani e li diede ai suoi discepoli perché li distribuissero. Egli continua anche oggi a moltiplicare i pani e i pesci nella natura, solo che i più favoriti, anziché distribuirli alle folle, tentano di tenerseli per sé. E intanto c'è chi muore di fame.
Che fare allora? Smettere di dire agli uomini: «Cercate anzitutto il Regno di Dio» e cominciare a dire loro: cercate delle armi e fate la rivoluzione? Anche al tempo di Gesù c'erano terribili ingiustizie. Eppure egli non disse: cercate prima la rivoluzione, ma disse: cercate prima il Regno di Dio.
Bisogna ancor più ripetere oggi il detto di Gesù: cercate anzitutto il Regno di Dio e la sua giustizia, perché dal Regno di Dio, cioè dalla parola di Gesù e dalla sua giustizia, gli uomini potranno essere indotti ad aprire la mano, a distribuire alle folle il loro pane e a lottare per l'altra giustizia, quella di questo mondo. "Il resto vi sarà dato in sovrappiù": cioè, se ascoltate veramente la parola di Dio, essa vi aiuterà a risolvere anche gli altri problemi: la fame, la sete, la povertà, la pace, e alla fine ci saranno ancora ceste da ritirare.
Torniamo, dunque, a vivere questa parola di Dio.
San Paolo, lo ricordavamo all’inizio, ci ha detto una cosa importante: la parola che Dio ci offre non è vuota, fredda e sterile come la parola umana: è l'amore di Dio in Cristo.
Quest'amore ora si fa pane per nutrire la nostra fame; si moltiplica per noi, perché noi lo distribuiamo ai fratelli.
Egli ci chiede di non stringere la mano e trattenere per noi ciò che dà per tutti: la sua parola, il suo amore, la sua gioia.
Ma perché a volte facciamo fatica ad aprire le nostre mani?
PREGHIERA DEI FEDELI
Il Signore, con l'Eucaristia, rinnova ogni giorno nella sua Chiesa il miracolo della moltiplicazione dei pani. Chiediamogli che la santa messa diventi, per noi e per le nostre famiglie, la sorgente di un'autentica vita cristiana.
Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci o Signore.
1. Preghiamo per la santa Chiesa di Dio. Perché sia sempre pronta a spezzare anche il pane materiale con chi è nel bisogno, preghiamo.
2. Per i vescovi e i sacerdoti Con la celebrazione della messa essi sono chiamati a ripetere ovunque nel mondo il gesto di Gesù che moltiplicava il pane e la Parola di salvezza. Perché sappiano presentare l'Eucaristia come pegno e anticipazione del banchetto eterno al quale il Signore convoca tuffi gli uomini, preghiamo.
3. Per le famiglie cristiane. Perché i papà e le mamme, incontrandosi insieme ai loro figli con il Signore, trovino nell'Eucaristia un'unione più profonda, e la forza che aiuta a superare le incomprensioni e a rinsaldare gli affetti, preghiamo.
4. Per i cristiani di questa comunità parrocchiale. Perché non solo noi sappiamo condividere il pane del cielo alla mensa eucaristica, ma siamo disponibili all'aiuto reciproco, condividendo anche risorse, tempo, affetto e cordialità con tutti, preghiamo.
O SIGNORE GESÙ, tu hai moltiplicato il tuo pane per la fame del cuore umano. Rendici degni di partecipare un giorno in cielo al tuo banchetto eterno. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli Amen.