Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.
Consolatore perfetto,
ospite dolce dell'anima,
dolcissimo sollievo.
Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.
O luce beatissima,
invadi nell'intimo
il cuore dei tuoi fedeli.
Senza la tua forza,
nulla è nell'uomo,
nulla senza colpa.
Lava ciò che è sordido,
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina.
Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò ch'è sviato.
Dona ai tuoi fedeli
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio,
dona morte santa, dona gioia eterna.
DOMENICA DI PENTECOSTE – A
IL DONO DELLO SPIRITO SANTO
ACCOGLIENZA –
“Lo Spirito del Signore ha riempito l’universo, egli che tutto unisce, conosce ogni linguaggio, alleluia”. Siamo giunti al termine del tempo pasquale. Con la Pentecoste, cioè con il dono dello Spirito Santo, la salvezza è definitivamente compiuta, tutte le promesse di Dio si sono realizzate; nasce la Chiesa, comunità che comincia ad attualizzare nel mondo il Regno di Dio, gli uomini possono di nuovo comprendersi nel linguaggio universale dell’amore. La festa di oggi è il momento per approfondire il nostro rapporto con lo Spirito Santo, anima della Chiesa e di ogni cristiano. Chiediamo al Signore di perdonarci per averlo troppo spesso dimenticato.
PRIMA LETTURA –
La prima lettura racconta il grande momento dell’effusione dello Spirito sulla prima Chiesa. Ci parla di un fuoco, di un vento, di un terremoto: sono tutte immagini per dire ciò che non si può esprimere con parole umane.
SALMO RESPONSORIALE –
Il salmo benedice il Signore che con il suo Spirito rinnova il cuore dell’uomo e fa nuova tutta la creazione.
SECONDA LETTURA –
Chi vive secondo lo Spirito, dice san Paolo, riceve i suoi doni come qualcosa da vivere non egoisticamente, ma per l’utilità di tutti, perché tutti insieme formiamo l’unico corpo di Cristo.
VANGELO –
Gesù risorto appare ai discepoli, li saluta con l’augurio di pace e dona lo Spirito Santo per la remissione dei peccati: la Chiesa nascente sa ormai qual è il suo compito nel mondo.
LA PAROLA DI DIO
Prima Lettura
Dagli Atti degli Apostoli
At 2,1-11
Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotàmia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, della Frìgia e della Panfìlia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
dal Salmo 103
R. Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.
Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature. R.
Togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra. R.
Sia per sempre la gloria del Signore;
gioisca il Signore delle sue opere.
A lui sia gradito il mio canto,
io gioirò nel Signore. R.
Seconda Lettura
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
1Cor 12,3b-7.12-13
Fratelli, nessuno può dire: «Gesù è Signore!», se non sotto l'azione dello Spirito Santo.
Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune.
Come infatti il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito.
Parola di Dio.
SEQUENZA
Veni, Sancte Spíritus,
et emítte caélitus
lucis tuae rádium. |
Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce. |
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Veni, pater páuperum,
veni, dator múnerum,
veni, lumen córdium. |
Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori. |
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Consolátor óptime,
dulcis hospes ánimae,
dulce refrigérium. |
Consolatore perfetto,
ospite dolce dell'anima,
dolcissimo sollievo. |
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In labóre réquies,
in aestu tempéries,
in fletu solácium. |
Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto. |
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O lux beatíssima,
reple cordis íntima
tuórum fidélium. |
O luce beatissima,
invadi nell'intimo
il cuore dei tuoi fedeli. |
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Sine tuo númine,
nihil est in hómine,
nihil est innóxium. |
Senza la tua forza,
nulla è nell'uomo,
nulla senza colpa. |
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Lava quod est sórdidum,
riga quod est áridum,
sana quod est sáucium. |
Lava ciò che è sórdido,
bagna ciò che è árido,
sana ciò che sánguina. |
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Flecte quod est rígidum,
fove quod est frígidum,
rege quod est dévium. |
Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato. |
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Da tuis fidélibus,
in te confidéntibus,
sacrum septenárium. |
Dona ai tuoi fedeli,
che solo in te confidano,
i tuoi santi doni. |
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Da virtútis méritum,
da salútis éxitum,
da perénne gáudium. |
Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna. |
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Vieni, Santo Spirito,
riempi i cuori dei tuoi fedeli
e accendi in essi il fuoco del tuo amore.
Alleluia.
Vangelo
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 20,19-23
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Parola del Signore.
RIFLESSIONE
“Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue”. “Come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa delle grandi opere di Dio?”.
In queste due frasi, c’è tutto l’evento della Pentecoste.
Queste due frasi sono anche la strada per rinnovare e vivere l’evento della Pentecoste da parte nostra.
Gli apostoli e i discepoli di oggi, se non vogliono limitarsi a una celebrazione arida della festa, a ripetere retoricamente che a Pentecoste nasce la Chiesa, devono uscire dal chiuso e parlare in modo che tutti possano sentire il messaggio nella loro lingua nativa, cioè ascoltarlo in maniera subito comprensibile, senza traduttore o interprete, perché fatto nella lingua che parlano.
Cosa significa uscire dal chiuso?
Da troppo tempo ci limitiamo a ripetere il messaggio del Vangelo a coloro che vengono ad ascoltarlo “dentro”: in chiesa, in parrocchia, al catechismo; a quelli che se lo sentono ripetere tutte le domeniche, tanto che spesso non lo stanno più a sentire, perché: “Questa la so”.
È necessario portare il Vangelo “fuori”, per le strade, sia fisiche sia telematiche.
A Gerusalemme, lo Spirito santo tolse la paura ai discepoli e richiamò la folla con un fragore improvviso dal cielo. Oggi, forse, lo Spirito sta cercando di svegliarci con il fragore dei nuovi mezzi di comunicazione che offrono nuove possibilità all’annuncio del Vangelo.
Però, per uscire “fuori” dalle chiese e dalle sacrestie è necessario uscire “fuori” dall’abitudine di accostare l’annuncio del Vangelo a una lezione scolastica.
È necessario uscire fuori dall’illusione che la fede in Gesù possa essere insegnata con formule, frasi fatte, affermazioni retoriche, parole scontate.
L’annuncio del Vangelo deve ritrovare la sua forza travolgente e innovativa.
È necessario ribaltare la situazione nella quale il messaggio di Gesù viene considerato tradizionalista, vecchio, arretrato rispetto alle “grandi” novità della cultura moderna.
Dobbiamo ritrovare la capacità di riproporre la novità del Vangelo, la sua capacità di suscitare stupore e meraviglia, di trafiggere il cuore come accadde quella mattina a Gerusalemme alle parole di Pietro.
Oggi in tutte le chiese si pregherà per ottenere una nuova Pentecoste. Ma questa non verrà se non ci apriremo alla novità dello Spirito, facendo la nostra parte. Non è facile! Perché serve un cambiamento radicale del nostro essere Chiesa.
Sono sicuro che se qualcuno di voi starà pensando: “È vero! I preti devono cambiare il loro modo di predicare, di fare catechismo, di annunciare il Vangelo”.
Che i preti devono cambiare è vero, ma non ci sarà una nuova Pentecoste se tutti i cristiani non tornano a essere Chiesa viva, dove tutti hanno una loro responsabilità e un loro compito nell’annuncio del Vangelo, come afferma Paolo: “Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, mauno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune.
È necessario ritrovare e rinnovare il nostro essere autenticamente Chiesa: non una massa di persone accomunate dal certificato di battesimo e dalla fedeltà alla messa della domenica, ma una comunità viva, dove tutti, testimoniano con coraggio di essere stati dissetati da uno solo Spirito: luce dei cuori, dolcissimo sollievo, nella fatica riposo, nella calura riparo, nel pianto conforto.
A Gerusalemme, non molto dopo l’evento della Pentecoste, scoppiò la prima persecuzione contro i discepoli di Gesù e “tutti, ad eccezione degli apostoli, si dispersero nelle regioni della Giudea e della Samaria”.
Attenti adesso! “Quelli però che si erano dispersi - quindi i laici, non i vescovi e i preti! - andarono di luogo in luogo, annunciando la Parola” .
Speriamo che non sia necessaria una persecuzione che scacci tutti dalle chiese, in modo che i laici portino la parola in ogni luogo dove vivono.
PREGHIERA DEI FEDELI
Abbiamo ascoltato la Parola di Dio; abbiamo compreso che formiamo un solo corpo; sappiamo che nello Spirito possiamo pregare come piace al Signore. Guidati da lui, esprimiamo ora al le nostre suppliche.
Preghiamo insieme e diciamo: Spirito d'amore, scendi su di noi.
1+ Per la Chiesa, perché il vento dello Spirito la sospinga sulle strade del mondo ad annunciare Cristo agli uomini assetati di verità e di luce. PREGHIAMO
2+ Per il mondo intero, perché lo Spirito Io rinnovi, bruciando gli egoismi, suscitando concordia, solidarietà e pace.
PREGHIAMO
3+ Per l'unità dei cristiani. Lo Spirito accenda nel cuore di tutti la carità che sa perdonare, la fede che non ammette divisioni, la speranza che sa trovare le strade della riconciliazione. PREGHIAMO
4+ Per tutti gli uomini di buona volontà. Pregando con Maria, ottengano dallo Spirito la forza e l'amore necessari per promuovere la giustizia ed estendere il regno di Dio sulla terra.
PREGHIAMO
5+ Per le famiglie dove è più difficile comprendersi e dialogare, perché lo Spirito conceda loro la capacità di ascoltare e di intendere le ragioni degli altri. PREGHIAMO
Salgano a te, o Padre, le nostre preghiere e discenda su di noi il dono dello Spirito che riempia i nostri cuori della gioia della salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen.